Anno: 2011

"Ora ai neoassunti salta la mobilità", di Alessandra Ricciardi

Niente trasferimenti per 5 anni, anche per motivi familiari . La novità nel decreto Sviluppo, giovedì al cdm: piano assunzioni e blocco risarcimenti ai precari L’attesa è tutta per giovedì, quando il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, potrebbe presentare al consiglio dei ministri il decreto legge Sviluppo. Il primo provvedimento dei due previsti in materia, quello incentrato prevalentemente sulla riduzione della pressione burocratico-regolativa. Nel dl, tutto ancora rigorosamente nelle mani del Tesoro, sarà probabilmente inserito un articolo unico che riguarda la scuola (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di martedì scorso), dai precari alle graduatorie. Secondo i rumors di viale Trastevere, nelle pieghe dell’articolo sarà previsto anche il divieto di trasferimenti di provincia per gli insegnanti neosassunti, per i primi 5 anni dalla immissione in ruolo. Un divieto che si applicherà anche alle assegnazioni provvisorie, quelle normalmente disposte per rispondere a esigenze personali di famiglia e che oggi era possibile chiedere ogni anno. La bozza di articolo chiarisce in prima battuta che per i precari della scuola, durante il servizio a tempo determinato che precede l’eventuale …

"Così le tute blu hanno spiazzato i duri del sindacato e del Lingotto", di Paolo Griseri

Qualcuno l´ha definita la mossa del cavallo, ricordando il libro di Vittorio Foa, padre nobile della Cgil. La scelta delle rsu della Fiom di votare sì al referendum della ex Bertone di Grugliasco, dove si stava per consumare l´ennesimo strappo nel braccio di ferro tra Fiat e sindacati, ha colto di sorpresa il Lingotto. O almeno ha spiazzato quella parte dei dirigenti Fiat che in questi mesi hanno sperato di chiudere la partita con la Cgil semplicemente immaginando una fabbrica senza la principale organizzazione dei metalmeccanici. E´ evidente che quel sogno lo ha accarezzato per molto tempo lo stesso Marchionne anche imponendo la linea dura a dirigenti aziendali che forse non avrebbero seguito fino in fondo la strada dello scontro. E che proprio per aver tenuto una posizione sulla quale non concordavano, sono diventati i più acerrimi nemici di ogni successivo tentativo di mediazione e di modifica degli accordi di Pomigliano e Mirafiori. Perché, oggi si può rivelarlo, una serie di tentativi per uscire dal muro contro muro, Marchionne ultimamente li ha fatti. Anche partecipando …

"Primo Maggio, la lunga e faticosa strada dell'unità", di Giuseppe Vespo

Prima le Officine di Grugliasco. Poi lo sciopero generale della Cgil del sei maggio. Superati questi «scogli», i sindacati confederali potranno tentare il riavvicinamento auspicato dal presidente Napolitano e rilanciato dai segretari di Cgil, Cisl e Uil, dal palco di Marsala. PUNTI DI CONTATTO: Fisco e rappresentanza saranno i temi sui quali riprendere il confronto. Del resto, anche a rileggere le dichiarazioni del primo Maggio, si capisce che al momento sono questi gli unici argomenti che vedono qualche punto di contatto tra le sigle. Soprattutto il fisco: «La prima riforma da fare in Italia », ha detto Susanna Camusso nel suo intervento siciliano. «Una riforma necessaria perché ci vuole maggiore equità e giustizia». Per questo, e per richiedere al governo una nuova politica economica, il sindacato di Corso Italia ha indetto lo sciopero generale di venerdì. E sempre sul fisco Cisl e Uil riuniranno i loro delegati e mobiliteranno i lavoratori sabato 21 maggio. Più impegnativa invece la «convergenza » sul tema della rappresentanza. Anche in questo caso il presupposto è «ripartire dalle regole» che …

"Il simbolo abbattuto", di Ezio Mauro

Più di tremila giorni sono passati dall´11 settembre, dieci anni per inseguire e infine colpire l´uomo che ha organizzato e rivendicato l´attacco al cuore degli Stati Uniti e del sistema occidentale. In tutto questo periodo, tra minacce e attentati era cresciuto il mito dell´imprendibilità di Osama bin Laden, il terrorista numero uno che teneva in scacco il mondo democratico, mentre invece Al Qaeda poteva colpire ovunque, come e quando voleva. Oggi questo mito si spezza, Al Qaeda è decapitata e il suo Capo che annunciava morte all´Occidente è stato ucciso. «Giustizia è fatta», dice Obama agli americani festanti, rivelando il peso di un incubo presente ogni giorno per dieci anni. Noi europei avremmo preferito che Bin Laden fosse stato catturato e processato, perché l´esecuzione ripugna alla nostra cultura, ma l´America – dove vige la pena di morte – aveva bisogno di colpire chi l´aveva colpita così duramente nella potenza del Pentagono, nel simbolo delle Torri gemelle, nelle vite umane innocenti. Cercare Bin Laden, non dimenticare le sue responsabilità, in questi anni ha significato far valere …

"Quel dolore che non si può cancellare", di Mario Calabresi

Giustizieremo i nostri nemici, o li assicureremo alla giustizia. Giustizia sarà fatta», così si concludeva il discorso alla nazione di George W. Bush dopo gli attentati dell’11 Settembre. «Giustizia è fatta», ha detto ieri notte Barack Obama. Tra le due frasi sono trascorsi dieci anni, la guida degli Stati Uniti è passata dai repubblicani ai democratici, la guerra in Iraq è cominciata e poi finita, ma il nemico numero uno dell’America era rimasto lo stesso. Oggi noi europei possiamo stupirci che il premio Nobel per la Pace abbia usato la stessa frase del suo predecessore, da cui a lungo ha preso le distanze, ma negli Stati Uniti in festa nessuno ha avuto questa sensazione. Così come possiamo provare disagio di fronte a chi grida la sua gioia in piazza alla notizia che un uomo, anche se è il peggiore dei terroristi, è stato ammazzato. L’idea che la mente dell’attacco più sanguinoso della storia andasse eliminata per chiudere una ferita ha però sempre unito destra e sinistra, giovani e vecchi. Perfino l’Obama più idealista, quello che …

"Sui precari Gelmini ascolti i sindacati invece degli azzeccagarbugli", di Francesca Puglisi

Francesca Puglisi, responsabile Scuola Pd, denuncia come il governo stia preparando l’ennesima truffa ai danni dei precari della scuola, cancellando il limite comunitario del triennio come vincolo delle stabilizzazioni dei contratti di lavoro. Il ministro Gelmini -totalmente succube, e perfino colpevolmente ignara, delle decisioni del ministro Tremonti che, come dimostra il DEF, intende risanare lo Stato a spese della scuola pubblica- per una volta ascolti le richieste che arrivano in modo unitario dai sindacati della scuola e dall’opposizione e apra un tavolo di confronto politico. Il Partito Democratico ribadisce le proprie proposte: 1- eliminare la terza tranche di tagli prevista per il prossimo anno (19.700 docenti e 14.500 personale ATA), se non si vuol far sparire definitivamente il tempo pieno dalla primaria e far vivere gli studenti delle superiori in classi sovraffollate oltre ogni limite di legge; 2- stabilizzare tutti coloro che stanno lavorando su posti vacanti, per garantire la necessaria continuità didattica, che è grande parte della qualità della scuola; 3- definire un organico funzionale al piano dell’offerta formativa delle scuole. Il Governo impegni …

"Impedire il voto è un abuso di potere" Giuristi e intellettuali difendono il referendum, di Carmine Saviano

Da Zagrebelsky a Rodotà un appello sul sito del Comitato sì acqua pubblica per difendere il diritto dei cittadini ad esperimersi sui beni comuni e il nucleare. Un abuso di potere. Con governo e maggioranza parlamentare “schierati militarmente” per impedire il voto ai referendum su acqua pubblica e nucleare. Parte da qui la denuncia del comitato “Sì Acqua Pubblica”. Che ha diffuso in rete un “Appello per i referendum”. In calce le firme di giuristi ed esponenti del mondo dell’economia e della cultura. Da Stefano Rodotà a Gustavo Zagrebelsky, da Ugo Mattei a Grande Stevens. Sotto accusa la cortina fumogena creata dal governo con l’annuncio di una legge ad hoc per acqua pubblica e servizio idrico. Un “escamotage avvilente che dà la misura del loro dilettantismo giuridico e della loro miserabilità politica”. La posta in gioco è alta. E ha a che fare con i beni comuni. Ovvero: con le risorse a cui ogni cittadino deve poter accedere senza nessun tipo di restrizione. “E’ la prima volta che si fa una battaglia giuridica e politica …