Anno: 2011

"Quando la scuola non aiuta a vincere", di Gian Antonio Stella

La laurea in lettere conquistata a Palermo dalla dottoressa Giusi Spagnolo, affetta da sindrome di Down, raccontata ieri da Laura Anello sulla Stampa, è una sconfitta per tutta la scuola italiana. La straordinaria vittoria di questa ragazza di 26 anni, piccolina e sorridente, che ha discusso la tesi in Beni demoetnoantropologici, non è dovuta infatti a uno sforzo della pubblica istruzione, che pure spende una enormità (spesso in modo discutibile) per gli insegnanti di sostegno. È dovuta a una certa disponibilità economica, indispensabile, della famiglia. All’amore e alla preziosa cocciutaggine di un padre docente di fisica già presidente dell’associazione famiglie persone Down e di una madre assistente sociale alle prese quotidianamente con le adolescenze difficili nel carcere minorile. All’appoggio quotidiano di una insegnante privata, Maria Pia Caputo, che ha accompagnato Giusi dalle materne fino all’università. Per dirla chiaramente: se avesse potuto contare soltanto sull’assistenza pubblica, che in linea con la carta costituzionale dovrebbe garantire a tutti (tutti!) le pari opportunità, la nostra dottoressa Spagnolo sarebbe stata condannata a restare una disabile semianalfabeta emarginata. O peggio, …

"Il crimine dell´indifferenza", di Barbara Spinelli

Non è mai cosa semplice giustificare una guerra, per chi è mandato al fronte ma anche per chi ha l´incarico di iniziarla, di deciderne i fini e la fine. Non è facile neanche per chi, sui giornali, cerca di dire la verità della guerra, le sue insidie. La più grande tentazione è di rifugiarsi nei luoghi comuni, nelle frasi fatte, nelle menzogne. Frasi del tipo: nessuna guerra è buona; nessun politico ragionevole s´impantana in paesi lontani; nessuna guerra, infine, va chiamata guerra. Il governo italiano è specialista di quest´ultima menzogna: la più ipocrita. Né si limita a mentire: un presidente del Consiglio che si dice «addolorato per Gheddafi» senza sentir dolore per le sue vittime non sa la storia che fa, né perché la fa. A questi luoghi comuni sono affezionati sia gli avversari incondizionati delle guerre, sia i governi che le guerre le fanno senza pensarle, o pensandone i moventi (petrolio e gas libici) senza dirli. I luoghi comuni sempre rispondono al primo istinto, più facile. Memorabile fu quel che disse il premier Chamberlain, …

Malè (TN) – Partito Democratico del Trentino Circolo dell’Alta Val di Sole – Iniziativa sulla scuola pubblica

sede Comunità di Valle Sala Assemblee I° Piano Prof.ssa Alessandra Pasini Dirigente Istituto ITCG Pilati – Cles- Prof.ssa Sara Ferrari Consigliere Provinciale PD On. Manuela Ghizzoni Capogruppo Comm.ne istruzione e cultura Camera Deputati Sen. Mariangela Bastico Ex V. Ministro Istruzione e membro Comm.ne Affari Istituzionali Senato

Omicidio di Carpi, “sgomento” dell’on. Ghizzoni. “Il dolore e il cordoglio per una morte violenta devono rafforzare il nostro impegno per la battaglia contro la violenza sulle donne”

Sgomento e dolore viene espresso dall’on. Manuela Ghizzoni per l’omicidio di una donna questa mattina a Carpi. Ecco la sua dichiarazione. «Sono sgomenta per quanto accaduto questa mattina a Carpi. Conoscevo personalmente la vittima e questo rende ancora più acuto il dolore per la morte violenta di una donna e di una madre. Un episodio che scuote il vivere civile della nostra città e suscita profondo turbamento all’interno di una comunità da sempre pacifica e operosa. Non si può tuttavia evitare di riflettere – qualunque sia stato il movente e la dinamica dell’omicidio – sull’ennesimo episodio di morte violenta di una donna tra le mura domestiche, segno che nessuna società è estranea al virus della violenza contro le donne, nessun territorio ne è immune (solo lo scorso anno sono state 115 le donne uccise nel nostro Paese). Il dolore e il cordoglio per la morte di una concittadina devono rafforzare il nostro impegno per la battaglia contro la violenza: mettendo in campo sin dalla tenera età politiche per il rispetto delle donne; sostenendo attivamente i …

«La Gioventù non è per i disabili. Giochi negati ai bambini», di Chiara Paolin

Nel Vicentino gli alunni con disabilità non hanno potuto partecipare ai Giochi della Gioventù: mancavano i soldi per l’assistenza durante le gare. Il ministro dell’Istruzione Gelmini si difende: “L’organizzazione era affidata al Coni”. “La squadra integrata con due studenti diversamente abili e altrettanti normodotati ha gareggiato nella campestre interregionale a Treviso, su un percorso di 400 e 800 metri. Buoni risultati globali per tutti gli studenti-atleti provinciali: in particolare, i ragazzi della media di San Vito al Tagliamento hanno conquistato la qualificazione per le finali a Nove. Ma il Comitato italiano paralimpico (Cip) non ha sufficienti fondi per partecipare alla fase nazionale della campestre”. In Friuli la gente è abituata a dosare le parole, anche quando i sentimenti fanno venir voglia di urlare. Per questo Gianfranco Chessa, titolare dello sport all’Ufficio scolastico di Pordenone, ha commentato così gli eventi dello scorso weekend: a Nove, vicino Vicenza, si disputavano le finali della corsa campestre per i Giochi della Gioventù edizione 2010-11, ma i ragazzi con disabilità sono rimasti a casa. Mancavano i moduli per iscriverli alla …

Sosteniamo il ruolo dell'Italia nei limiti delle decisioni ONU

Bersani al TG1: “L’emergenza sbarchi non è ai livelli dei Balcani. Non possono restare tutti a Lampedusa, le regioni sono disponibili da settimane ma Maroni ha tardato a incontrarle. Un governo i problemi non li agita, li affronta”. “C’è molta confusione e noi abbiamo l’impressione che il governo italiano ne aggiunga un bel po’. Se c’era un problema con la Francia poteva sollevare la questione al vertice di Parigi. La nostra posizione invece è chiara: noi siamo pronti a sostenere il ruolo dell’Italia strettamente nei limiti delle deliberazioni delle Nazioni Unite, che non prevedono di fare la guerra, non prevedono di abbattere il regime di Gheddafi, ma prevedono di evitare che Gheddafi possa mitragliare il suo popolo come ha fatto fin qui”. Lo dichiara il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ospite in studio del TG1. Il segretario del PD non nega l’esistenza di un problema legato agli sbarchi, ma rifiuta gli allarmismi che soffiano sul fuoco: “Non siamo arrivati all’emergenza della crisi dei Balcani, ma non si possono concentrare tutti gli immigrati a Lampedusa. …

"Così la riforma Gelmini ha fermato le università", di Corrado Zunino

Allarmi e proteste ormai non si contano: la legge – e si sapeva – ha bisogno di molteplici decreti che il governo dimentica: le funzioni della ricerca (tutte), la chiamate di progettisti, associati e docenti sono bloccate. Risparmi? No, paralisi. La Legge Gelmini, oggi, ha fermato le università italiane. A partire dal mondo della ricerca, l’asset più citato, il più fragile in verità. Il motivo principe del motore fermo, e quindi dello spaesamento di matricole, studenti di lungo corso, assegnisti, ricercatori, finanche dei “prof” vicini alla cattedra, dipende dal fatto che la riforma universitaria è un tomo lungo e complesso e i decreti attuativi di cui abbisogna per essere trasformata in sostanza richiederebbero Consigli dei ministri in seduta permanente e non occupati dall’incandescente quotidianità della cronaca nazionale e internazionale. Ci sono tre fonti che oggi consentono di certificare il “blocco universitario”: le voci degli studenti universitari, i blog dei ricercatori (in particolare della Rete 29 Aprile), le proiezioni della Cgil scuola e ricerca. Uno dei nodi universitari è il nuovo ciclo del dottorato di ricerca: …