Anno: 2011

"Atenei, quest’anno niente “sconto”, si rischia il blocco delle assunzioni", di Alessandra Migliozzi

Stop allo scorporo delle spese: è allarme per 36 università su 66. Blocco delle assunzioni e conti in rosso. È quanto rischiano oltre la metà (36 su 66) delle università pubbliche italiane dove potrebbero andare in fumo le speranze di chi era a un passo dall’assunzione. E anche una parte dei 1.500 posti da associato all’anno annunciati dal ministro Gelmini con la riforma dell’università. Colpa del Milleproroghe: quest’anno non ci sono i cosiddetti ‘sconti’, le attenuazioni delle spese per il personale che consentivano agli atenei di tenere i conti in regola. Dal 2004 è sempre stata prevista la possibilità di scorporare dagli assegni fissi per gli stipendi una parte dei salari dei dipendenti delle facoltà di Medicina che operano anche nel Servizio sanitario nazionale. Erano ‘scontati’ pure gli scatti periodici e le convenzioni con enti esterni. Un trucco contabile ha consentito agli atenei di non usare più del 90% del contributo statale (l’Ffo) per pagare i dipendenti e alla sanità pubblica di spendere meno per il personale. Ora però chi va sopra il limite massimo …

"Atti sediziosi", di Massimo Giannini

L´Italia precipita in una rovinosa “democrazia del conflitto”. Come è evidente, si fronteggiano due forze. Da una parte c´è lo Stato, con le sue ragioni e le sue istituzioni. Il simbolo dello Stato, oggi più che mai, è Giorgio Napolitano. Dall´altra parte c´è l´Anti-Stato, con le sue distorsioni e le sue convulsioni. Il paradigma dell´Anti-Stato, ormai, è Silvio Berlusconi. Dall´esito di questa contesa dipenderà l´assetto futuro del nostro sistema politico e costituzionale. La giornata di ieri fotografa con drammatica evidenza questa contrapposizione irriducibile tra due modi diversi di vivere la cosa pubblica e di interpretare il proprio ruolo nella “polis”. Il capo dello Stato, in un´intervista al settimanale tedesco Welt am Sonntag, tenta di ricucire il tessuto lacerato delle istituzioni.Si fa interprete dell´esigenza di responsabilità che si richiede alla politica e del bisogno di normalità che chiede il Paese. Si fa ancora una volta custode della Costituzione. Non per conservarla staticamente, ma per farla agire dinamicamente nella naturale dialettica tra i poteri. Questo vuol dire Napolitano, quando parla dei processi del premier osservando che si …

"Ripartiamo dalla voglia di educare", di Marco Rossi Doria

A 150 anni dall’Unità d’Italia qual è il bilancio riguardo al formare le nuove generazioni? E’ possibile farne oggetto «di riflessione seria e non acritica e di valorizzazione di tutto quel che ci unisce», come ci ha invitato a fare il Presidente Napolitano? E’ bene partire dalla scuola. Che è nata con l’Italia unita. Prima c’erano i precettori presso i ricchi. E le scuole strettamente confessionali. E’ merito del regno sabaudo e della destra storica se la scuola fu subito resa pubblica e obbligatoria. E’ stato il regio decreto legislativo 13 novembre 1859, n. 3725 del Regno di Sardegna – noto come legge Casati – entrato in vigore nel 1860 e successivamente esteso a tutta l’Italia che ha dato il via all’alfabetizzazione del paese. Un’opera titanica: l’analfabetismo maschile era al 74% e quello femminile del 84%, con punte del 95% nell’Italia meridionale. Un’opera che è continuata lungo i decenni nelle scuole la mattina e in quelle serali e poi via radio e con i primi anni della televisione pubblica. Un’opera che è stata compiuta all’inizio …

"Quote latte, le multe le pagano gli ammalati", di Luigi Chiarello

Gli irriducibili delle quote latte, quelli che finora non hanno versato il becco di un quattrino allo stato per le multe subite, potranno beneficiare dell’ennesima proroga per evitare di pagare il dovuto. E, soprattutto, per scansare i procedimenti esecutivi di Equitalia, almeno fino al 30 giugno 2011. Solo che, stavolta, a finanziare la dilazione saranno anche i malati di cancro. Già, perché in base a quanto previsto dal maxiemendamento al decreto mille-proroghe, oggi al voto di fiducia del senato, i cinque milioni necessari a dare copertura finanziaria alla riapertura dei termini di adesione alla rateizzazione, verranno prelevati da un fondo di 50 mln di euro, istituito dalla Finanziaria 2011 per «interventi urgenti finalizzati al riequilibrio socio-economico, allo sviluppo dei territori, alle attività di ricerca, alle attività di assistenza, ricerca e cura dei malati oncologici e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali». Obiettivi ambiziosi per un budget di soli 50 mln. E fatti due conti, sottrarre cinque milioni di euro a questi interventi, per agevolare poche centinaia di allevatori riluttanti a pagare le multe, …

«La cultura è un secondo pane Ma i politici non vogliono capirlo», di Roberta Scorranese

Escobar: «Il Piccolo risponde ai tagli con le migliaia di giovani» Tredici anni fa, a inaugurare «l’era Escobar» al Piccolo fu proprio Peter Brook, con un famoso «Don Giovanni» in jeans, più simile a un fanciullo capriccioso che a un tragico seduttore. Quest’anno il Papageno del suo «Flauto magico» promette un infantilismo giocoso, irriverente. E al primo piano degli uffici del Piccolo Teatro, in largo Greppi, Sergio Escobar sorride irrequieto dietro un fondale colorato, simile a una trincea di cartapesta: «Resistiamo — afferma —: dalla nostra abbiamo il potere del disturbo» . Perché c’è una forza sottile nell’essere scomodi, nel non cercare scorciatoie compiacenti e, dopo tredici anni, continuare a proporre la filosofia asciutta ma complessa di Brook. O «Vita e destino» , in cui Lev Dodin trasforma il capolavoro di Vasilij Grossman in un’epopea universale. Il potere del disturbo è mettere in scena Shakespeare in russo, produrre autori estremi come Bond e Harrower. E non è casuale in ufficio la locandina di «Miracolo A Milano » , restaurato e proiettato al Piccolo per i …

«Sì all'unità, divisi sul federalismo», di Roberto D'Alimonte

Il valore dell’unità nazionale non è in discussione. Sul federalismo e i suoi effetti invece gli italiani sono divisi. Sono questi i risultati più rilevanti di un recente sondaggio realizzato dal laboratorio di Analisi politiche e sociali dell’università di Siena. Quasi il 90% degli intervistati pensa che l’unità nazionale sia un fatto molto o abbastanza positivo. L’81% dichiara di provare una forte (54%) o moderata (27%) emozione quando sente suonare l’inno nazionale. Su questo sentimento non si sono differenze tra i cittadini di centro-sinistra e quelli di centro-destra. Quel che lascia perplessi è piuttosto la scarsa conoscenza della storia patria. Solo la metà del campione intervistato ha sentito parlare del 150esimo anniversario dell’unità. Solo poco più di un terzo ha indicato con precisione l’anno dell’unificazione. Tra quelli che non sanno indicare una data il 34% la colloca addirittura dopo il 1900. Per Roberto Benigni c’è ancora un grande lavoro da fare. Il sentimento nazionale non cancella la consapevolezza che l’Italia continua a essere caratterizzata da una profonda frattura tra Nord e Sud. Eppure la percezione …

«Federalismo al via senza cinque regioni», di Sergio Rizzo e Mario Sensini

ROMA— Per sputare il rospo Salvatore Bilardo aspettava solo l’occasione. Che finalmente, mercoledì 16 febbraio, è arrivata sotto forma di un’audizione alla Commissione Bicamerale sul federalismo. L’ispettore capo della Ragioneria si è seduto e ha scandito bene le parole: «L’eliminazione delle inefficienze e delle storture in materia di finanza pubblica, cui è finalizzato il processo di federalismo fiscale, non può che riguardare l’intero territorio nazionale» . Quindi, anche le Regioni a statuto speciale. Considerazione che ha provocato la replica stizzita («È il ministro che deve parlare di politica, non la Ragioneria» ) del presidente della Commissione Enrico La Loggia, siciliano, nonché nipote dell’omonimo uomo politico che fu fra i fondatori dell’autonomia regionale della Sicilia. Un autentico macigno, l’autonomia, sulla via del federalismo. Nonostante un paradosso. Sulla carta, infatti, le Regioni a statuto speciale sono già «federaliste» , se con questo s’intende trattenere sul territorio le tasse che lì vengono prodotte. Esattamente quello che accade in Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e nelle due Province di Trento e Bolzano, per un totale di 9 milioni …