"Far sì che il federalismo non ammazzi la sanità", di Mario Pirani
Anche chi considera l´introduzione del federalismo fonte di gravissimi pericoli per un paese già profondamente diviso dalla frattura Nord-Sud, si trova a questo punto a dover accettare la dinamica che politiche di scarsa visione hanno finito per imprimere alle vicende nazionali. Se quindi ormai è inutile lamentarsi, tanto vale darsi da fare per evitare gli esiti più catastrofici. Da questo punto di vista quanto avviene nel settore sanitario costituisce già ora il tema centrale dell´attuazione del federalismo a partire dalla sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione. Data la complessità della materia sarebbe bene che politici, amministratori, operatori e commentatori affrontassero lo studio delle ormai numerose opere saggistiche apparse ultimamente sulle esperienze dell´ultimo decennio. In tal senso segnalo il recente volume, promosso dalla Fondazione Astrid, «La Sanità in Italia. Organizzazione, governo, regolazione, mercato», a cura di Claudio De Vincenti, Renato Finocchi Ghersi e Andrea Tardiola, con l´apporto di numerosi altri studiosi (ed. Il Mulino 2011) che analizza «le opportunità di sviluppo offerte da un sistema regionalizzato, ma anche le tensioni derivanti dalle emergenze economico finanziarie …
