Anno: 2011

Fiat: è inaccettabile l'assenza da parte del governo. Il Pd farà la sua parte

Qualunque risultato verrà dal referendum dei lavoratori della Fiat dovrà essere rispettato. Così Bersani al termine di una riunione con il segretario della Fiom, Maurizio Landini. Dal Pd punti di convergenza con il sindacato. Il Pd non si esprime sul referendum che si terrà a Mirafiori e il segretario Pierluigi Bersani ha ribadito al segretario della Fiom, Maurizio Landini, in un incontro al partito che il risultato andrà riconosciuto, qualunque esso sarà. Per oltre un’ora il confronto tra i democratici e le tute blu rivela una sintonia di fondo in particolare sul tema della rappresentanza sindacale e sulla politica industriale. “Se io fossi stato ministro – ha detto Bersani secondo quanto riferiscono i partecipanti all’incontro – avrei chiamato Marchionne e gli avrei chiesto di chiarire tutte le implicazioni del Piano industriale della Fiat”. Secondo il leader Pd, infatti, gli investimenti da parte del Lingotto vanno verificati e su questo aspetto devono impegnarsi, da una parte il governo e anche Confindustria. Nei confronti della associazione guidata da Marcegaglia, Bersani ha espresso più di una preoccupazione e …

Roma – Seminario: rilancio, governo e rappresentanza delle autonomie scolastiche

RILANCIO, GOVERNO E RAPPRESENTANZA DELLE AUTONOMIE SCOLASTICHE Palazzo Rospigliosi, Via XXIV Maggio 43, Roma SABATO 15 GENNAIO: • 10:00 – 11:00 arrivi, accoglienza, registrazione • 11:00 – 13:00 introduzione dei lavori Rosy Bindi (Presidente Assemblea Nazionale PD) Giovanni Bachelet (Presidente Forum Istruzione PD) “Autonomia delle Istituzioni Scolastiche in Italia” – Alessandro Pajno domande e dibattito • 13:00 –14:00 pranzo • 14:00 – 17:00 gruppi di lavoro DOMENICA 16 GENNAIO: • 09:30 – 11:00 gruppi di lavoro • 11:00 – 11:30 coffee break • 11:30 – 13:30 relazioni dei lavori di gruppo e conclusioni Francesca Puglisi (Responsabile Scuola, Segreteria Nazionale PD) Giovanni Bachelet (Presidente Forum Istruzione PD)

Confcommercio: "Consumi a picco"

“Pauroso salto all’indietro, si torna a livelli di 12 anni fa”. Si tagliano vacanze e ristorante, non si rinuncia alla salute, ma nemmeno ai telefonini e agli elettrodomestici. Nel biennio 2008-2009, in piena crisi economica, i consumi delle famiglie italiane hanno registrato una contrazione media annua del 2,1%, compiendo un «pauroso salto all’indietro» e tornando ai livelli precedenti il 1999. È l’analisi di Confcommercio secondo la quale «la vera ripresa» dei consumi arriverà solo nel 2012. L’organizzazione sottolinea comunque che, nonostante il minor reddito disponibile, le famiglie si sono dimostrate «vitali e reattive», adeguando le loro abitudini di spesa «per contenere al massimo la perdita di benessere patita durante la crisi». «Con una riduzione media annua del 2,1% nel biennio 2008-2009, – scrive Confcommercio nel rapporto sui consumi 2010 – i consumi pro capite tornano ai livelli di dieci anni fa, ma le famiglie italiane, nonostante il perdurare della crisi e la riduzione del reddito disponibile, si sono dimostrate vitali e reattive: meno sprechi, più attenzione al rapporto qualità-prezzo e ricorso anche a quote di …

"Paradosso Democratico" di Francesco Piccolo

Il Pd ha una vocazione maggioritaria. Vale a dire che è nato per governare. È moderato, responsabile, alla ricerca di soluzioni concrete. Stando all’opposizione, tutte queste caratteristiche lo debilitano. Altri partiti più piccoli, sono nati per non governare: quelli più a sinistra per opporsi su tutto, quelli più al centro per fare l’ago della bilancia per tutti. Stando all’opposizione, tutte queste caratteristiche li rafforzano. Qui sta il punto non risolto del Pd: è molte volte più grande degli altri; quindi avrebbe il compito di scegliere un candidato, fare un progetto di governo e poi vedere se gli altri aderiscono (oppure una nuova proposta di legge elettorale, e poi vedere se altri sono d’accordo). Ma gli altri hanno dalla loro che se le cose rimangono così, è meglio. E quindi possono ottenere molto di più delle forze che rappresentano. Questo è il motivo principale per cui il Pd nei fatti non fa proposte concrete. Non può forzare, perché ogni volta che forza gli rispondono: no. Eppure, non c’è un altro modo di uscire dall’impasse che forzare …