Anno: 2011

"Gigi Marzullo & Co.: ecco i nuovi esperti di cinema di Galan", di Gabriella Gallozzi

Fa presto il ministro uscente Galan ad indignarsi. A non tollerare che «venga messa in dubbio la correttezza» del suo «operato». Cosa dovrebbero dire allora i contribuenti o chi tenta ancora di fare cinema in questo Paese sapendo che il destino del suo lavoro sarà affidato a Gigi Marzullo? La questione è presto detta: si sta parlando delle commissioni per la cinematografia del ministero, quelle che decidono a quale film assegnare i finanziamenti pubblici, benché magrissimi, oramai. Ebbene, proprio oggi si insedieranno i nuovi «commissari», nominati in extremis dal ministro uscente. LA VITA È UN SOGNO… Dopo il tentativo – fortunatamente stoppato – di portare il pubblicitario Malgara alla presidenza della Biennale, Galan ci riprova e ridisegna le nuove commissioni cinematografiche – scadute alla fine di luglio – a mo’ del salotto notturno “Cinematografo”, condotto su Raiuno da Gigi Marzullo che, chiusa la stagione filosofica de «la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere», è diventato l’unica voce ufficiale del cinema sulla tv pubblica. Sarà lui, infatti, uno dei componenti della sottocommissione …

"Thyssen consapevole dei rischi: gli operai furono mandati a morire", di Alberto Gaino

Herald Espenhahn «è persona preparata, autorevole, determinata, competente, scrupolosa». Quest’uomo è stato condannato a 16 anni e 6 mesi per incendio, omissioni dolose di norme antinfortunistiche e soprattutto per omicidio volontario con la formula del dolo eventuale dagli stessi giudici che scelgono quei cinque aggettivi per caratterizzarne la personalità di manager. La contraddizione è apparente: proprio in ragione di questo profilo alto la Corte d’Assise torinese l’ha giudicato reponsabile della morte dei sette operai bruciati vivi nel rogo della linea 5 dello stabilimento torinese della multinazionale ThyssenKrupp, la notte del 6 dicembre 2007. Attento e preciso come ha dimostrato d’essere sul lavoro, l’amministratore delegato TK Ast – la spa italiana della multinazionale – «decideva» comunque «di non “fare nulla” in tema di fire prevention nella fabbrica torinese, pur mantenendola attiva, pur continuando la produzione in quelle condizioni di completo azzeramento delle condizioni minime di sicurezza». A sette mesi dalla inedita sentenza – per la prima condanna di un datore di lavoro in Assise – che provocò burrascose polemiche, il presidente Maria Iannibelli e il giudice …

“Niente procreazione assistista per chi ha malattie genetiche", di Cristina Pulcinelli

Con il governo dimissionario, il ministero della salute non rinuncia a un ultimo atto: l’nvio delle nuove linee guida per l’applicazione della Legge 40 sulla procreazione assistita al Consiglio Superiore di sanità per un parere obbligatorio. Il documento è stato presentato ieri, ma ha già suscitato polemiche. Secondo quanto si è appreso, le nuove linee guida, che aggiornano quelle del 2008 firmate dall’allora ministro Livia Turco, non prevedono che i portatori di malattie genetiche possano far ricorso alle tecniche di procreazione assistita. L’uso delle tecniche è concesso alle coppie infertili, oppure alle coppie nelle quali l’uomo abbia un’infezione da Hiv (il virus dell’Aids) oppure da Hbv e Hcv (rispettivamente i virus dell’epatite B e C), come previsto del resto già dalle linee guida del 2008. Non si cita quindi la possibilità di accedere alla procreazione medicalmente assistita le malattie genetiche, nonostante alcune sentenze abbiano riconosciuto il diritto a ricorrere a queste tecniche ad alcune coppie fertili che però rischiavano di avere figli con gravi malattie ereditarie come la talassemia e la fibrosi cistica. Il ricorso …

La squadra di Monti

Ecco la squadra di Mario Monti Nessun politico, sette prof e tre donne. Paola Severino, la prima volta di una donna alla Giustizia. Passera super-ministro. Età media 63 anni. Diciassette ministeri, in barba alla scaramanzia. L’ultimo governo Berlusconi ne aveva 23. Si comincia con un taglio di 6 ministeri. Dodici sono con portafoglio (tra questi l’Economia, del quale Monti ha l’interim) e cinque senza portafoglio. Tre donne in dicasteri cruciali (Giustizia, Lavoro e Interno), con Berlusconi erano sei. E poi sette professori, cinque «dottori» generici, un avvocato e un professore-avvocato. Spiccano anche un banchiere, un ambasciatore, un ammiraglio e un giurista esperto di sanità. Nessun politico. Ministri Senza Portafoglio: Enzo Moavero Milanesi (delega agli Affari Europei) Piero Gnudi (delega al Turismo) Fabrizio Barca (delega alla Coesione) Piero Giarda (delega ai rapporti con il Parlamento) Andrea Riccardi (delega alla Cooperazione internazionale) Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola Ministro dell’Economia Interim Mario Monti Ministro della Giustizia Paola Severino Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e …

"L'ultimo regalo del ministro Gelmini", di Gian Antonio Stella

Merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito, merito. Fa impressione metterle tutte in fila, vero? Bene: per trentasette volte Mariastella Gelmini, poco prima di diventare ministro dell’Istruzione, scrisse la parola «merito» nella sua proposta di legge 3423. E in questi anni non ha fatto che ripetere: «Non è più possibile andare avanti con il nepotismo dentro le università». Fedele ai convincimenti granitici, ha raccontato sul Secolo XIX Francesco Margiocco riprendendo una denuncia del sito web «Articolo 33», la signora ha dunque deciso di chiudere l’esperienza ministeriale con una nomina impareggiabile. E ha piazzato nel consiglio di amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche un giovane astro nascente della politica del merito: Gennaro Ferrara, 74 anni, collezionista di poltrone di ogni genere ma soprattutto per 23 anni rettore di quella che probabilmente è l’università più nepotista d’Italia, la napoletana «Parthenope». Oltre a finire sui giornali come il peggiore …

"Tremonti chi?", di Giovanni Cocconi

Forse Indro Montanelli aveva torto: non tutti quelli che hanno un brutto carattere hanno davvero carattere. Giulio Tremonti, per esempio. La scena di lui che mendica la tessera della Lega Nord e si sente rispondere di no completa perfettamente la figura più tragicamente ridicola di questo cambio di stagione. Con una solennità davvero fuori posto ieri l’ex superministro dell’economia ha smentito e fatto sapere di avere «interrotto ogni tipo di attività politica tanto istituzionale quanto personale». Ma ormai anche il “super” di superministro fa parte di un’altra epoca. Tremonti è politicamente morto e l’Italia sembra essersi già dimenticata di lui. Eppure solo pochi mesi fa le sorti del paese sembravano tutte nelle mani del titolare di via XX settembre, l’unico ministro rispettato in Europa, il volto presentabile da esibire nei consessi internazionali, il solo che con il rigore dei conti aveva saputo riscattare il discredito che il presidente del consiglio aveva gettato sull’Italia. Senza voti, senza consenso, era Super-Giulio a reggere i fili del potere in Italia, il ministro che riceveva i complimenti di Romano …

"Le mogli, gli amici, i giornalisti. Ecco le nomine in zona Cesarini", di Sergio Rizzo

Succedendo a se stesso, Sergio Trevisanato sarà il prossimo presidente dell’Isfol. Era stato messo a capo dell’istituto che dipende dal ministero del Lavoro nel 2004 dal secondo governo Berlusconi. Trascorsi indenni gli scampoli del terzo esecutivo del Cavaliere e lo scialbo biennio di Prodi, ecco la riconferma nel 2008. Finché a luglio di quest’anno l’ente viene commissariato e chi diventa commissario? Ovvio, Trevisanato. Il commissariamento scadrebbe il 31 dicembre quando il 28 ottobre il Consiglio dei ministri procede alla designazione del presidente, su proposta del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Il suo nome? Ovvio, Trevisanato. Il 28 ottobre è il giorno in cui il quarto Berlusconi comincia a traballare di brutto. Circola infatti una lettera dei dissidenti del suo partito («una bufala», dirà sprezzante il Cavaliere) che gli chiedono un passo indietro. Difficile dire se Trevisanato debba dire grazie a quella «bufala», fermo restando che l’iter della sua nomina è appena iniziato e non si sa come finirà. Per il disturbo di presiedere l’Isfol lo pagano 101.700 l’anno più un gettone da 90 euro a …