Anno: 2011

"Il merito del Pd", di Alfredo Reichlin

Questo è davvero un grande passaggio per l’Italia. Sul governo (ministri, programmi, governo di emergenza, di transizione ecc.) non ho nulla da aggiungere. Sono molto colpito dal modo come si è mosso il Presidente della Repubblica: uno statista. Propongo solo qualche riflessione sull’insieme della situazione. Prima di tutto sul ruolo che ha giocato il Pd e che è stato a mio parere molto grande. Con serietà e pacatezza la nostra leadership ha ben compreso la grandezza del problema. Di fatto, noi stiamo pilotando una crisi che è anche la crisi di un semi-regime, durato quasi un ventennio. Qualcosa che ricorda il passaggio del 1901. Di questo si tratta. Non solo di ritrovare la fiducia dei cosiddetti mercati ma di sgombrare le macerie create anche (ma non solo) da un lungo regime populistico, guidato dall’uomo più ricco d’Italia. Non l’hanno ancora capito quelli che adesso si stracciano le vesti perché la “politica uscirebbe umiliata dal governo dei professori” Sciocchezze. Che cos’è per costoro la politica? La politica non è quel triste gioco per cui una bella …

"Lega in cerca di verginità. E di poltrone?", di Mariantonietta Colimberti

Lo sgarbo di ieri a Monti potrebbe essere il segno dell’apertura delle ostilità. Al momento, però, sembra piuttosto l’annuncio delle mani libere. Umberto Bossi ha scelto di non tornare a Roma per incontrare il presidente incaricato e così gli altri membri della delegazione. Motivazione ufficiale: la convocazione è arrivata quando tutti erano già andati via dalla capitale per partecipare alla segreteria politica del partito a Milano. Dunque, ieri solo una telefonata tra Bossi e Monti: la Lega non voterà la fiducia al governo, ma si riserva di valutare i singoli provvedimenti, caso per caso. Come mai? Che fine ha fatto la belligeranza dichiarata dei “duri e puri”? Il fatto è che tra gli adempimenti rimasti in sospeso con la caduta del governo c’è qualcosa che sta molto a cuore ai lumbàrd e che forse ha consigliato un atteggiamento più prudente: mancano ancora i decreti attuativi del tanto sofferto federalismo, a partire da quelli del federalismo fiscale e del federalismo demaniale. Un disastro, per chi ne ha fatto l’unica ragione di vita, pena la secessione. E …

"A Palazzo Giustiniani 34 mini-partiti è la carovana della politica a brandelli", di Filippo Ceccarelli

Non molto tempo fa, era il pomeriggio del 14 settembre, al termine degli scontri avvenuti tra Polizia e Cobas mentre la Camera stava votando l´ennesima manovra economica, tra fumi e volantini qualcuno ha visto, debitamente spiaccicati sul selciato di piazza Montecitorio, delle frattaglie. Per l´esattezza, come riferito dai giornali, un cuore e un fegato di bue, lì plausibilmente recapitati dai manifestanti per rafforzare l´idea della «macelleria sociale». Intravedere premonizioni e azzardare metaforiche analogie, tanto più se stomachevoli e sanguinolente, può essere rischioso e addirittura ridicolo. Ma se proprio non si riesce a resistere alla tentazione, sempre appellandosi all´indulgenza dei protagonisti e degli addetti ai lavori, è almeno onesto far presente che oltre a quella sociale esiste forse anche una macelleria politica o post-politica che, in ogni caso con i dovuti tagli, pezzature, brandelli, lacerti e frattaglie da bancone – e in vendita a vari prezzi, come ormai si è capito. Ieri pomeriggio alle 18,41 l´agenzia Agi ha emesso un dispaccio che metteva in fila l´ordine e le denominazioni dei 34 gruppi con i quali il …

"Fiat chiude Termini Imerese. Ma il passaggio a DR Motor è in forse", di Massimo franchi

Ora c’è anche la data ufficiale. Per i 1.516 operai di Termini Imerese mercoledì 23 novembre sarà l’ultimo giorno di lavoro con le tute Fiat. Dopo 41 anni di onorata carriera, dallo stabilimento non usciranno più auto del Lingotto e i cancelli della fabbrica siciliana chiuderanno. L’anticipo sulla scadenza di fine anno era scontato: da mesi le Ypsilon che uscivano dallo stabilimento erano sempre meno, con pochi giorni di lavoro al mese, mentre le aziende dell’indotto avevano già chiuso i battenti e le forniture. Meno scontata è la scelta del momentoin cui ufficializzare la notizia: a 48 ore dal tavolo decisivo per decidere il passaggio a DR motor. TEMPISTICA «È una scorrettezza da parte della Fiat, è un modo per mettere pressione proprio in vista della riunione – attacca Roberto Mastrosimone, segretario Fiom Palermo – . Andremo all’incontro al ministero sapendo che tra dieci giorni la Fiat chiuderà per sempre e senza un ministro, dunque senza la presenza politica. Non olo, così facendo Fiat indebolisce il confronto aperto con Dr». Dello stesso avviso il sindaco …

"Vita dura per i docenti in esubero", di Antimo Di Geronimo

I docenti e i non docenti che andranno in esubero, ad oggi sono circa 10 mila, continueranno ad essere ricollocati d’ufficio secondo i contratti vigenti. Ma se non sarà possibile trovare una nuova collocazione in provincia, dovranno subire la mobilità in regione e fuori regione. Le nuove procedure saranno fissate al tavolo negoziale, ma bisognerà fare in fretta, perché bisognerà trovare una nuova sistemazione entro 90 giorni dall’individuazione dell’esubero, con o senza contratto. Perché se non saranno rispettati i termini, l’amministrazione applicherà l’art.40 del decreto legislativo 165/2001, che consente di procedere d’ufficio senza attendere la sottoscrizione del contratto. Così come già accaduto per le utilizzazioni (si veda l’ordinanza 64/2011). Nel caso in cui non sarà possibile ricollocare i lavoratori in esubero nemmeno in questo modo, si tenterà il collocamento in altre amministrazioni. In caso contrario si procederà con il collocamento in disponibilità a stipendio ridotto per 24 mesi. Dopo di che scatteranno i licenziamenti. Senza neppure provare ad avviare gli interessati ai corsi di riconversione. Sono queste le novità contenute nell’art. 4 -terdecies del maxiemendamento …

"Non c'è solo lo spread", di Rinaldo Gianola

Ci risiamo. Per capire che aria tira basta fare un giro nelle strade dello shopping di Milano, con quelle vetrine luccicanti e opulente che si offrono compiaciute al cliente sempre più riottoso. Si moltiplicano le offerte “da non perdere” di negozi, grandi magazzini, gruppi di commercianti, “firme”. Non si sono mai viste le promozioni quando manca più di un mese a Natale.Il calo del consumi è misurato in circa il 25% e tutti cercano di salvarsi. Ci sono i commercianti che praticano uno sconto del 10% sul listino, c’è il nome storico americano che a chi compra due capi di abbigliamento pratica una riduzione del 50% su uno dei due, un’altra grande catena offre un taglio del 30% sui suoi ultimi prodotti. È insomma una stagione di saldi in autunno. Un autunno difficile non solo l’Italia, anche per altri paesi che vorrebbero farci la lezioncina, ma certo la nostra situazione è talmente delicata che forse solo un governo d’emergenza può essere così temerario da affrontarla. Se «non si vende un tubo» come si lamentano pubblicamente …

"La fiducia fragile", di Massimo Riva

I primi effetti positivi suscitati sui mercati dal preannuncio della candidatura di Mario Monti ieri si sono rapidamente dissolti. La giornata è cominciata bene con Piazza Affari in rialzo dell´1,3 per cento e il fatidico differenziale coi titoli tedeschi in discesa a 445 punti base. Ma gli scambi sono poi girati in negativo, soprattutto dopo la notizia che l´attesa asta dei Btp a cinque anni si era chiusa senza problemi dal lato degli acquisti ma con un ben poco rassicurante rendimento al 6,29 per cento.a quel momento il segno meno l´ha fatta da padrone: l´indice di Borsa è calato a fine contrattazioni di quasi il due per cento. Mentre lo spread è schizzato di nuovo attestandosi attorno a quota 490. Le parti politiche che mal sopportano il tentativo di formazione di un nuovo governo – in particolare all´interno del Pdl – hanno colto l´occasione al volo per dichiarare già esaurito il cosiddetto effetto Monti sui mercati. Nessuno si è chiesto se proprio la loro neanche troppo dissimulata ostilità contro la difficile prova che il professore …