Anno: 2011

«Ma la svolta può partire solo dall’Europa», intervista a Lucrezia Reichlin di Bianca Di Giovanni

L’economista italiana della London School: «Per uscire dalla crisi le soluzioni tecniche non bastano, serve un progetto ambizioso». Con la crisi la storia europea sembra arrivata ad una svolta senza ritorno. Il vecchio continente arranca dietro i mercati in subbuglio. Come se ne esce? «Ci vogliono soluzioni che riassicurino i nostri creditori sulla capacità dei paesi europei a rischio a pagare e queste soluzioni implicano misure nazionali ma anche il rafforzamento delle istituzioni europee per il management della crisi. Non solo soluzioni tecniche, abbiamo bisogno anche di ricreare consenso attorno ad un progetto europeo che implichi più crescita e più giustizia. Abbiamo bisogno di una sorta di piano Marshall, un progetto ambizioso che coinvolga anche i cittadini». La pensa così Lucrezia Reichlin, docente di economia alla London Business School. Reichlin segue da oltre manica le sorti (pesantissime) del nostro Paese sui mercati, tocca con mano le distanze (siderali) tra i giovani e le donne italiane e quelli degli altri Paesi. C’è molto da fare: servono riforme subito, soprattutto per i più giovani (nuovo welfare) e …

"Quei pozzi avvelenati dalla giustizia alla Rai", di Francesco Merlo

È la normalità, la tanto attesa normalità, che ha reso storica la lunga giornata di ieri anche se ci vorrebbe un governo Monti delle anime e dei sentimenti e dei valori per liberare l´Italia dal berlusconismo. Nessuno dunque si illuda che sia davvero scaduto il tempo. Certo, alla Camera lo hanno giubilato, gli hanno fatto un applauso da sipario: è così che si chiude e si dimentica, con l´applauso più forte e più fragoroso che è sempre il definitivo. Poi Napolitano è riuscito a dare solennità anche all´addio di Berlusconi che sino all´altro ieri si era comportato da genio dell´impunità inventando le dimissioni a rate. Che lui nascondesse una fregatura sotto forma di sorpresa è stato il brivido di ieri, e difatti, inconsapevolmente, nessuno si è lasciato troppo andare e la festa, sino all´annuncio ufficiale delle dimissioni, più che sobria è stata cauta. Di sicuro Berlusconi non ha avuto il lieto fine. Entrato in scena cantando My Way ne è uscito con lo Zarathustra che premia «il folgorante destino di chi tramonta». Dunque non c´è …

"La Cassa integrazione tira il freno", di Luigi Grassia

Sulla cassa integrazione arrivano notizie brutte ma variamente interpretabili. Un rapporto della Cgil osserva che le ore di cassa sono sempre troppe, uno studio della Uil lo conferma ma segnala che il totale è in lieve regresso e questo in prospettiva potrebbe rasserenare un po’ il quadro. Parlare di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto sarebbe fuorviante, vista la gravità dell’argomento, comunque dai sindacati arrivano valutazioni diverse quanto meno nelle sfumature. «Il dato di ottobre sulla cassa integrazione si conferma elevato, ma più basso rispetto allo stesso mese del biennio precedente» dice Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, presentando il 34˚ rapporto Uil sulla cassa integrazione. Le ore richieste dalle aziende sono 80,2 milioni e coinvolgono 472 mila lavoratori. Però c’è una diminuzione della Cig del 4% ad ottobre rispetto a settembre 2011; su questo regresso hanno influito le flessioni di quella ordinaria (-14,5%) e di quella in deroga (-8,9%). Cresce invece, mese su mese, la richiesta di cassa integrazione straordinaria (+6,8%). Se poi si fotografa in maniera più ampia l’andamento della cassa integrazione si …

"Dopo diciassette anni sipario sulla videocrazia", di Filippo Cecarrelli

In fondo è tutto un problema di forme e quindi, al giorno d´oggi, di sostanza. Per cui nel pomeriggio fatale dell´addio di Berlusconi, sic transit gloria mundi, il pensiero va al piccolo trolley del professor Monti, che l´altro giorno è arrivato a Roma con l´aereo di linea e poi è andato a prendere la moglie alla stazione Termini; e c´è una foto di loro due al binario, gente nei pressi, ma per gli affari suoi, e si capisce che nessuno o quasi l´ha riconosciuto; e viene anche da chiedersi se l´Italia non abbia bisogno di semplicità. Quando si muoveva il presidente Berlusconi era come la partenza di un circo: macchine blu e macchinette argento, camioncini neri dai vetri oscurati, e registi, producer, sirene e sirenette, guardie di ogni ordine e tipo che giravano con una sorta di borsa antiproiettile con la quale schermavano il corpo del Capo eseguendo una bizzarra e silenziosa coreografia. E colpisce che ieri il Cavaliere abbia ricevuto il professor Monti a Palazzo Chigi, sede ufficiale della presidenza del Consiglio, e non …

Intervento di Dario Franceschini alla Camera dei Deputati "Oggi si apre una pagina nuova"

Signor Presidente, oggi scende il sipario su una lunga e dolorosa fase della storia politica italiana. Il Paese arriva a questa giornata frastornato, impaurito, travolto da una crisi finanziaria che ha attraversato le vite individuali e la nostra esperienza collettiva. Ma l’Italia arriva ancora carica di potenzialità, carica di energie, un Paese che ha voglia di voltare pagina ed ha voglia di ricominciare daccapo. Era sembrato, per molti anni, questi lunghi anni, che il potere si fosse trasferito altrove, che la forza dell’economia, la forza del denaro, la forza dei soldi, la forza della spregiudicatezza, fosse inesorabilmente diventata molto molto più forte di istituzioni giudicate troppo deboli e troppo antiche. Qualcuno sottolineava questo con preoccupazione, qualcun altro con soddisfazione, ma era una valutazione comune, soprattutto perché quelle istituzioni sono state maltrattate ed insultate da chi ne ha guidata una parte in questi anni. E, invece, proprio quelle istituzioni democratiche e, in particolare, il Parlamento – e di questo dovremmo essere tutti orgogliosi -, hanno dimostrato di essere più solide e più forti di qualsiasi potere …

"Conti avvelenati: per chi verrà mancano 20 mld", di Marco Causi

Una delle cose che il paese, e l’Europa, si aspettano dalla nuova fase politica che si sta aprendo in Italia è che il racconto della verità si sostituisca alle cortine fumogene copiosamente sparse al vento dal marketing di stile berlusconiano. Non sarà facile. Ancora in queste ore le litanie propagandistiche di tanti (quasi ex) ministri del governo dimissionario riempiono stampa e televisione. Una su tutte: che erlusconi e Tremonti stiano lasciando in eredità un bilancio pubblico già programmato per il pareggio nel 2013. Non è vero. D’altra parte, se fosse vero non si capirebbe perché fin dall’inizio di luglio, appena letto il testo del primo decreto-manovra, gli analisti europei e internazionali abbiano lanciato l’allarme sul fatto che l’Italia non stesse mantenendo gli impegni. E infatti quella manovra cifrava molto meno di quanto promesso nei documenti di programmazione concordati con l’Europa ad aprile (25 miliardi contro 42). Il problema, purtroppo, è restato tutto intero anche dopo le numerose manovre e correzioni di luglio e di agosto. È vero che il complesso della manovra è stato portato …

"Ministri Donna (Sì, Competenti) e un Uomo all'Istruzione" di Maria Laura Rodotà

Siamo oneste. Ieri, la prima reazione di molte di noi all’osservazione «non ci sono donne nel nuovo governo» è stata «ma chi se ne frega se non ci sono donne nel nuovo governo». Viviamo una fase terribile e abbiamo avuto ministre discutibili; ci si preoccupa più per lo spread che per le quote. Poi però ci si è rese conto che un nuovo governo ancora non c’è. Che c’è, al momento, l’usuale toto-ministri. Che i commissari tecnici del mondo politico-mediatico che lanciano o bruciano candidature sono in maggioranza maschi, e maschilisti. Probabilmente più di Giorgio Napolitano e Mario Monti, signori non giovani ma — verrebbe da dire — più civilizzati di altri. Con lunga pratica di democrazie — e di società — più avanzate della nostra sui temi della parità tra uomini e donne. Perciò pare altamente improbabile il governo tuttimaschi che in questi giorni alcune paventano su Twitter, Facebook e nei dibattiti online. Pare improbabile; ma il fatto stesso che ci siano timori, che se ne discuta, che si insorga (sia pure online) è …