Anno: 2011

«Le imbarazzanti domande dell'Europa sulla PA», di Luigi Oliveri

Il questionario della Commissione Europea, che vuole vederci chiaro sugli effetti delle riforme promesse come elemento dello sviluppo, tocca il nervo scoperto del sostanziale fallimento delle nuove regole sulla pubblica amministrazione, sbandierate come una panacea. Il governo in questi anni non ha fatto altro che parlare di scarsa produttività dell’amministrazione pubblica, di costo troppo elevato dei dipendenti e del loro numero eccessivo. In Europa, per coerenza, si aspettano concrete riduzioni di questi indicatori. Come spiegare ora che era solo propaganda? Il questionario della Commissione Europea per vederci chiaro sugli effetti delle riforme promesse come elemento dello sviluppo, tocca il nervo scoperto del sostanziale fallimento delle nuove regole sulla pubblica amministrazione, sbandierate come una panacea. COME SI VALORIZZANO GLI INSEGNANTI? La prima domanda che mette a nudo incertezze e contraddizioni delle riforme e degli impegni dell’Italia è quella contenuta al punto 14, ove si chiede “Come intende il governo valorizzare il ruolo degli insegnanti nelle singole scuole? Quale tipo di incentivo il governo intende varare?”. È una domanda molto pertinente. Sin dall’approvazione della manovra estiva 2008 …

"Nelle mani di Napolitano", di Carlo Galli

Se, dopo le dimissioni che Berlusconi si è impegnato a rassegnare oggi, l´Italia sarà traghettata verso una condizione di minore insicurezza lo dovrà a Giorgio Napolitano. Che si è assunto il compito di guidare con responsabilità e prudenza, ma anche con fermezza, la transizione da un´eccezione a un´altra, fino alla normalità. Cioè di gestire l´eccezione con stile e con finalità opposte a quelle del premier. Dentro il cui partito, invece, sta crescendo la ribellione contro la normalizzazione per perpetuare fino all´ultimo l´anomalia berlusconiana: con il rischio di far saltare l´unica chance di salvezza dell´Italia dal baratro finanziario. Lo stato d´eccezione è stato il modo con cui Berlusconi ha governato: la forzatura delle norme e delle forme costituzionali, l´attivazione di uno scontro costante con la magistratura, la sollecitazione di un conflitto ideologico, modellato sul rapporto amico-nemico, tra maggioranza e opposizione. La politica doveva esprimere la propria energia al di fuori delle istituzioni: le elezioni non servivano a eleggere una maggioranza ma a fondare il rapporto carismatico fra il Capo e il suo Popolo; un rapporto che …

"Pd, ora devi batterti su tutti i fronti", di Stefano Menichini

L’operazione Monti è forte. Non solo può offrirci l’uscita d’emergenza dall’incendio finanziario, il paracadute nella caduta economica. Può fare di più. Può avviare lo scardinamento dell’Italia delle corporazioni, spezzare la spirale settaria, mettere ai margini chi vive della rendita avvelenata della contrapposizione ideologica, bonificare il terreno dove si svolgerà comunque presto un confronto elettorale che deve essere diverso da quelli inconcludenti del passato. Per questo l’operazione Monti ha tanti nemici, che di fretta e con furia si mobilitano, si organizzano, cercano di fermare il virtuoso processo politico e istituzionale messo in moto dal presidente Napolitano. Sono nemici trasversali, perché trasversale è stata in questi anni la convenienza a porre veti, a coltivare orti conclusi, a sparare dalle nicchie della conservazione contro chiunque e qualsiasi cosa cercasse di muoversi e cambiare. Non c’è solo l’oltranzismo berlusconiano che si raduna domani a Milano, non lontano dal teatro Lirico dove Mussolini tenne il suo ultimo discorso: fu un successo, tanta gente, l’ultima raffica di propaganda prima della fine. L’interesse di Ferrara, di Feltri e di Sallusti è dichiaratamente …

"Verso il nuovo governo. L'appello degli studenti a Napolitano", di A.G. da La Tecnica della Scuola

La Rete studenti medi e l’Unione degli Universitari scrivono al Capo dello Stato, perché in un momento delicato come quello che stiamo vivendo possa fare da garante per favorire formazione pubblica di qualità. Il richiamo a prescindere dal merito delle scelte. Critiche alla Gelmini: non ci ha voluto ascoltare. A poche ore dall’epilogo del Governo Berlusconi, gli studenti italiani si rivolgono ancora una volta al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per chiedere garanzie sulla tutela dell’istruzione pubblica. Protagonisti del gesto, riassunto in una lettera pubblica, sono la Rete studenti medi e l’Unione degli Universitari. “Caro signor Presidente – scrivono – , nelle prossime ore Lei sarà chiamato a decisioni tanto delicate quanto importanti per la tenuta del nostro Paese. Ci rivolgiamo proprio a Lei in questo momento perché come ha ascoltato la voce delle studentesse e degli studenti in passato, lo possa fare anche oggi, ponendosi quale elemento di garanzia e di tutela per il mantenimento di un sistema di formazione pubblico e di qualità”. Gli studenti non chiedono a Napolitano di operare in modo …

"Ha vinto la democrazia è la fine del berlusconismo ora al Pdl non serve Letta", intervista a Dario Franceschini

C´è bisogno di un governo che avvii l´inizio della ricostruzione e cambi la legge elettorale. Una fase transitoria Oggi, 12 novembre 2011, «finisce un´era», tramonta il ventennio berlusconiano. Dario Franceschini rivendica alle forze di opposizione il merito di una «chiusura» politicamente non dirompente, «dentro le regole». Con altrettanto aplomb, il capogruppo del Pd alla Camera afferma: «Il Pd si sente garantito da una personalità come quella di Mario Monti e non sente il bisogno di “garanzie aggiuntive”» e si augura che avvenga lo stesso in campo avverso». E´ la risposta ad una nostra domanda sul possibile ruolo di Gianni Letta nel nuovo esecutivo. Una risposta «dentro le regole» ma netta. Onorevole Franceschini, ci siamo. Berlusconi stasera va al Quirinale e abbandona il campo. Eppure c´è un clima sospeso, una grande cautela. Il ministro La Russa manda a dire che “Monti potrebbe uscire dal conclave cardinale”». Forse è per questo che la gente, l´opinione pubblica, paiono così trattenute. «Succede che siamo ad una svolta a lungo attesa e non è ancora maturata la piena consapevolezza che …

"Buonanotte", di Massimo Gramellini

Oggi è il giorno che chiude un ventennio, uno dei tanti della nostra storia. E il pensiero va al momento in cui tutto cominciò. Era il 26 gennaio 1994, un mercoledì. Quando, alle cinque e mezzo del pomeriggio, il Tg4 di Emilio Fede trasmise in anteprima la videocassetta della Discesa In Campo. La mossa geniale fu di presentarsi alla Nazione non come un candidato agli esordi, ma come un presidente già in carica. La libreria finta, i fogli bianchi fra le mani (in realtà leggeva da un rullo), il collant sopra la cinepresa per scaldare l’immagine, la scrivania con gli argenti lucidati e le foto dei familiari girate a favore di telecamera, nemmeno un centimetro lasciato al caso o al buongusto. E poi il discorso, limato fino alla nausea per ottenere un senso rassicurante di vuoto: «Crediamo in un’Italia più prospera e serena, più moderna ed efficiente… Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme, per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano». Era la televendita di un sogno a …

Il Cavaliere all´angolo "Non mi farò umiliare", di Claudio Tito

«Io sono pronto a trattare, ma non a essere umiliato». Il pressing dei falchi del Pdl un effetto su Silvio Berlusconi l´ha avuto. Il premier uscente deciso ad appoggiare il governo Monti, ora è meno convinto. Il Cavaliere sa che questa è in realtà l´unica soluzione concreta per uscire dalla crisi e per rassicurare i mercati come è accaduto in questi giorni. Sa che l´Italia rischia di fare la fine della Grecia, soprattutto se la politica non esce dal consueto minuetto e non metabolizza l´urgenza di varare misure draconiane per evitare il baratro. Però sa anche che il suo partito rischia di frantumarsi in mille pezzi e di scomparire a meno di tre anni dalla sua nascita. I “falchi” del Popolo della libertà come i ministri Romani e Sacconi o uomini vicini al presidente del consiglio come Giuliano Ferrara lo stanno esortando a non cedere al Quirinale e a respingere l´ipotesi di affidare la transizione all´ex commissario europeo. Una componente che pesa nel centrodestra e considera la nascita dell´esecutivo Monti come la fine di Berlusconi …