Anno: 2011

"Il popolo Idv contro Di Pietro "Non è il momento della demagogia"", di Carmine Saviano

Sul web i militanti dell’Italia dei Valori contro l’annuncio dell’ex pm di non votare la fiducia ad un eventuale governo Monti. “Caro Di Pietro, non è il momento della demagogia. Adesso bisogna salvare l’Italia”. Bastano poche parole diffuse dalle agenzie di stampa e dai quotidiani online: “L’Italia dei Valori non darà la fiducia a un governo Monti”. E in un attimo la rabbia di centinaia di militanti dell’Idv si riversa sulla pagina Facebook e sul blog 1 di Antonio Di Pietro. Non capiscono. Chiedono spiegazioni. Criticano in modo feroce la scelta dell’ex magistrato. “Antonio pensa al bene dell’Italia”, “Sei irresponsabile e populista come il peggior Bossi”, “Sono profondamente delusa da questa scelta”. I messaggi sono chiari e diretti. “Antonio, ma non ti rendi conti che la base del partito non comprenderà mai questa scelta?”. In molti revocano la fiducia al leader dell’Idv. Tra i tanti messaggi: “Un vero statista lo si riconosce dal comportamento in situazioni come questa. E tu purtroppo in questo momento sei una grandissima delusione”. Ancora: “Speravo in uomini come te ma …

"La fine della seconda Repubblica", di Gianni Cuperlo

Dimissioni del governo, ma solo dopo il voto sulla legge di stabilità. E’ l’ultimo escamotage del Cavaliere, la mossa disperata di chi messo spalle al muro pensa di rompere il muro a testate. Per noi, invece, è l’avvio di un ciclo nuovo. Il che solleva il nodo di fondo: come le opposizioni si preparano al dopo. Non solo a un possibile governo di transizione o a una campagna elettorale ravvicinata, ma a quella ricostruzione del paese di cui ha parlato Bersani a San Giovanni. E allora non bisogna perdere tempo. Dobbiamo tirare un filo alternativo. Perché, nel breve, potremmo anche dover votare provvedimenti duri e severi, ma tanto più peseranno moltissimo le scelte e gli indirizzi futuri. Insomma l’idea dell’Italia che ci impegniamo a costruire dopo la destra. Sapendo – e questa è la premessa – che l’epicentro della crisi che ha sconvolto il mondo e rischia di travolgerci è nello sviluppo sregolato della finanza in economia, ma soprattutto in una crescita immorale delle diseguaglianze. Di fronte a questa doppia verità la politica e i …

Non tagliate il futuro dell'Italia!

Appello e raccolta firme contro i tagli al servizio civile nazionale del CNESC, la dichiarazione di Cecilia Carmassi della segreteria nazionale PD e quella di Ilaria Bugetti delegata Anci per il servizio civile. Con un appello ed una raccolta firme, Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), Forum nazionale del servizio civile e Rappresentanza nazionale dei giovani in servizio civile, ossia le principali realtà in Italia sul tema, avviano i primi passi della campagna “Non tagliate il futuro dell’Italia!” in difesa del servizio civile nazionale. «Operare tagli indiscriminati al Servizio Civile – si legge nel manifesto della campagna – significa non dare ai giovani le adeguate opportunità per fare la propria parte per la comunità, relegandoli ai margini della crescita sociale, culturale e democratica del Paese». Per questo, «affinchè l’Italia riprenda a crescere» investendo sui giovani «rendendoli protagonisti del futuro», organizzazioni del Terzo settore, di enti locali, e migliaia di giovani «rivolgono un appello a tutti i Parlamentari perché si oppongano ai tagli al Servizio Civile Nazionale previsti nella Legge di Stabilità 2012: non tagliate …

"Possiamo farcela" di Ferruccio De Bortoli

La nomina, a sorpresa, di Mario Monti a senatore a vita prelude alla sua designazione, appena sarà approvata in tutta fretta la legge di stabilità, alla guida di un esecutivo di emergenza nazionale. Una mossa che sottrae il nome dell’economista milanese alla contesa politica e ne sottolinea le qualità super partes. È significativo che la scelta di Napolitano abbia la controfirma, non necessaria, di Berlusconi. Il premier uscente, è bene ricordarlo, ebbe il merito di proporre, nel ’94, il presidente della Bocconi come commissario europeo. Il pensiero di Monti è noto ai lettori del Corriere. Il prestigio internazionale è indiscusso. La sua bussola è l’Europa. Non è un freddo tecnocrate, è un italiano appassionato, disposto a svolgere il ruolo di civil servant senza mire personali. È portatore di idee, non di interessi. Una svolta clamorosa. Indispensabile e indifferibile dopo quello che è accaduto ieri sui mercati: il crollo della Borsa, lo spread fra i nostri Btp e i Bund tedeschi a 553 punti, lo spettro di un default alla greca. La regia del presidente della …

"Il Cavaliere: è finita la Seconda Repubblica", di Claudio Tito

«Nel ´94 è finita la Prima Repubblica, ora finisce la Seconda». La melanconia con cui Berlusconi nell´ultimo vertice del Pdl ha dato il via libera alla candidatura di Monti è forse condita da un eccesso di solennità. Ma dà bene il senso del passaggio che si è consumato nel giro di 12 ore. L´idea che non solo la stagione politica del Cavaliere è finita ma anche quella del berlusconismo è racchiusa in quella frase. E infatti le conseguenze politiche che derivano dalla nascita di un esecutivo guidato da un “esterno” vanno bel al di là di una semplice e ordinaria successione a Palazzo Chigi. Si chiude un ciclo che, però, apre una serie di questioni dentro e fuori gli schieramenti. Basti pensare all´esplosione che sta subendo il Popolo delle libertà. Il principale partito italiano sembra deflagrare in mille correnti e gruppi di potere proprio come accadde 17 anni fa con la Dc e il Psi. Una miriade di corpuscoli alla ricerca di un nuovo agglomerato e attratti dal Terzo polo di Casini. Non solo. Nel …

«L’Italia prima di tutto, Sì a un governo diverso ma niente ribaltoni», di Simone Collini

Il segretario del Pd: «Basta con i giochetti. Ora un esecutivo di emergenza per fermare la crisi sui mercati. Se la destra non ci sta, subito alle elezioni». La spinta della piazza: «La nostra manifestazione è stata determinante per l’esito della crisi. Chi è venuto a Roma non lo ha fatto per niente». Questo governo ci ha precipitati nel discredito, nell’umiliazione, nella totale mancanza di credibilità». La preoccupazione per l’andamento della Borsa e per il nuovo record segnato dai tassi d’interesse dei Buoni del tesoro sembra quasi superare la soddisfazione per le annunciate dimissioni di Berlusconi. Dice Pier Luigi Bersani che la soddisfazione è «per come abbiamo condotto una battaglia che si sta rivelando positiva, per come abbiamo indotto il Parlamento a certificare la crisi della maggioranza col voto, e per come abbiamo ottenuto l’accelerazione della fase politica». Oggi viviamo «un disastro annunciato», dice guardando ai dati economici. «Almeno da noi». Il leader del Pd parla nel suo studio a Montecitorio. Lo sguardo è ora rivolto a domenica quando, «se il Presidente della Repubblica ritiene, …