Anno: 2012

"Non ripetere i vecchi errori", di Claudio Sardo

La crisi che stiamo vivendo è persino più grave di quella del ’93 e del ’94. Perché più pesanti sono i costi sociali della recessione, più diffusa è la corruzione, più grandi sono la sfiducia, lo smarrimento e la rabbia dei cittadini, più fragili appaiono le stesse istituzioni. La cosiddetta seconda Repubblica è arrivata al capolinea, siamo davanti ad un passaggio storico e avvertiamo chiaramente il pericolo di restare intrappolati nelle macerie. Bisogna reagire. Ci sono le forze per reagire. Ci sono le donne e gli uomini capaci di costruire riscossa civica e reti di solidarietà. E ci sono persone che nelle istituzioni e nella società hanno tenuto la schiena dritta, con senso del dovere e del bene comune.Bersani, Vendola e Nencini hanno presentato ieri la Carta d’Intenti, che costituisce la base ideale del progetto di governo del centrosinistra. Non è solo il perimetro del campo di gioco delle primarie. È una sfida con se stessi, con i propri partiti, con i limiti della politica a tutti evidenti. Le primarie non sono un fine ma …

"Oltre al danno ai Prof, si aumentano le ore di lezione senza un progetto educativo?", di Giuseppe Grasso

Un genio del male impazza fra gli insigni tecnici di questo governo che si affaccenda ad aumentare il carico lavorativo dei docenti, un folletto insolente che sembra voler infierire, con ostinato e perverso accanimento, contro il mondo della conoscenza. E il bello è che l’aumento delle ore da 18 a 24, ormai semi-ufficiale, viene mascherato dall’invocazione di un «atto di generosità». Come se i docenti non fossero stati depredati abbastanza in questi ultimi decenni. Non si potrà infatti parlare, fino al 2014, di incrementi degli stipendi, congelati dal 2009, ma si potrà chiedere da subito, guarda caso, «una crescita dell’impegno sull’insegnamento, soprattutto fuori dalle classi». Grazie ai soldi accantonati con le ore di supplenza, non più necessarie, si potrà così investire, ha dichiarato il ministro Profumo a «repubblica», sulla «formazione degli stessi docenti» e sull’«edilizia scolastica». Ma che bella trovata. Bisogna davvero complimentarsi con tanta sapienza, per essere riuscita nel duplice intento di capitalizzare in formazione e in edilizia sulla pelle dei lavoratori. E poi in un periodo di recessione. Ma non è tutto. Il …

"Oltre al danno ai Prof, si aumentano le ore di lezione senza un progetto educativo?", di Giuseppe Grasso

Un genio del male impazza fra gli insigni tecnici di questo governo che si affaccenda ad aumentare il carico lavorativo dei docenti, un folletto insolente che sembra voler infierire, con ostinato e perverso accanimento, contro il mondo della conoscenza. E il bello è che l’aumento delle ore da 18 a 24, ormai semi-ufficiale, viene mascherato dall’invocazione di un «atto di generosità». Come se i docenti non fossero stati depredati abbastanza in questi ultimi decenni. Non si potrà infatti parlare, fino al 2014, di incrementi degli stipendi, congelati dal 2009, ma si potrà chiedere da subito, guarda caso, «una crescita dell’impegno sull’insegnamento, soprattutto fuori dalle classi». Grazie ai soldi accantonati con le ore di supplenza, non più necessarie, si potrà così investire, ha dichiarato il ministro Profumo a «repubblica», sulla «formazione degli stessi docenti» e sull’«edilizia scolastica». Ma che bella trovata. Bisogna davvero complimentarsi con tanta sapienza, per essere riuscita nel duplice intento di capitalizzare in formazione e in edilizia sulla pelle dei lavoratori. E poi in un periodo di recessione. Ma non è tutto. Il …

"Legge di stabilità, per chi rimane a 18 ore stipendio ridotto", di Alessandro Giuliani

È ciò che si deduce da una frase pronunciata dal ministro Profumo, dopo aver sottolineato che non vi saranno aumenti: “si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore”. La categoria è già in fermento: si prevedono proteste vibranti. E per i parlamentari non sarà facile dire sì ad un progetto così crudele. Ora dopo ora, comincia a delinearsi la filosofia che avrebbe spinto il Governo Monti a voler incrementare, attraverso un decreto severissimo e inaspettato, l’orario dei docenti italiani. A far intendere dove vuole si vuole arrivare è il responsabile del Miur, Francesco Profumo, nel corso di un intervista al quotidiano “La Repubblica”: il Ministro sostiene che è ora di finirla di “ coltivare il luogo comune degli insegnanti italiani che guadagnano poco e lavorano poco: chiedo solo che siano più flessibili ”. Poi aggiunge la frasi chiave: “ Si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore …

"Legge di stabilità, per chi rimane a 18 ore stipendio ridotto", di Alessandro Giuliani

È ciò che si deduce da una frase pronunciata dal ministro Profumo, dopo aver sottolineato che non vi saranno aumenti: “si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore”. La categoria è già in fermento: si prevedono proteste vibranti. E per i parlamentari non sarà facile dire sì ad un progetto così crudele. Ora dopo ora, comincia a delinearsi la filosofia che avrebbe spinto il Governo Monti a voler incrementare, attraverso un decreto severissimo e inaspettato, l’orario dei docenti italiani. A far intendere dove vuole si vuole arrivare è il responsabile del Miur, Francesco Profumo, nel corso di un intervista al quotidiano “La Repubblica”: il Ministro sostiene che è ora di finirla di “ coltivare il luogo comune degli insegnanti italiani che guadagnano poco e lavorano poco: chiedo solo che siano più flessibili ”. Poi aggiunge la frasi chiave: “ Si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l’aumento delle ore …

"I fantasmi di Marghera. Il futuro: industria o palais Lumière?", di Rinaldo Gianola

Ogni volta che si torna a Marghera ne manca un pezzo. Aziende che chiudono, imprenditori in fuga, lavoratori sbattuti in cassa integrazione e licenziati. Sarà pur vero che la nostalgia non è più quella di un tempo e che non bisogna esser troppo sentimentali nel ricordare un glorioso passato industriale, di lavoro e di democrazia perchè si rischia di apparire patetici nella stagione dei tecnocrati, dei bocconiani al governo. Però qualcuno, prima o poi, dovrà pur spiegare dove sono finiti migliaia di posti di lavoro, dove sono scappate le multinazionali che avevano giurato fedeltà eterna, chi ha buttato al vento un enorme patrimonio di competenze, ricerca, innovazione. Adesso ci vuole un po’ di modernità, bando ai rimpianti, basta lamenti. Il futuro? Il futuro di Marghera, che occupa ancora circa 14mila addetti, non sono più la chimica, la cantieristica, l’energia e quegli operai unti e sporchi così fuori moda. Il Palais Lumière ci salverà, la torre delle luci del francese Pierre Cardin cambierà il destino dello storico polo petrolchimico, vigilerà su Venezia, guarderà dall’alto pure il …

"I fantasmi di Marghera. Il futuro: industria o palais Lumière?", di Rinaldo Gianola

Ogni volta che si torna a Marghera ne manca un pezzo. Aziende che chiudono, imprenditori in fuga, lavoratori sbattuti in cassa integrazione e licenziati. Sarà pur vero che la nostalgia non è più quella di un tempo e che non bisogna esser troppo sentimentali nel ricordare un glorioso passato industriale, di lavoro e di democrazia perchè si rischia di apparire patetici nella stagione dei tecnocrati, dei bocconiani al governo. Però qualcuno, prima o poi, dovrà pur spiegare dove sono finiti migliaia di posti di lavoro, dove sono scappate le multinazionali che avevano giurato fedeltà eterna, chi ha buttato al vento un enorme patrimonio di competenze, ricerca, innovazione. Adesso ci vuole un po’ di modernità, bando ai rimpianti, basta lamenti. Il futuro? Il futuro di Marghera, che occupa ancora circa 14mila addetti, non sono più la chimica, la cantieristica, l’energia e quegli operai unti e sporchi così fuori moda. Il Palais Lumière ci salverà, la torre delle luci del francese Pierre Cardin cambierà il destino dello storico polo petrolchimico, vigilerà su Venezia, guarderà dall’alto pure il …