"Ma dietro la richiesta dei sussidi c’è tutta la debolezza del Lingotto", di Paolo Griseri
A poche ore dall’inizio del vertice di Palazzo Chigi, Sergio Marchionne cala la prima carta sul tavolo: quella del pubblico sussidio all’industria dell’auto. Lo fa con una nota ufficiale in risposta alle affermazioni del ministro Corrado Passera, uno dei principali interlocutori che questa mattina si troverà a dover guardare negli occhi. La prima provocazione era venuta l’altro ieri a San Paolo del Brasile dove Passera, dopo aver visitato gli stabilimenti Fiat, aveva buttato là: «Non c’è scritto da nessuna parte che in Europa non si possa guadagnare producendo automobili. Ci sono esempi in Europa di aziende che ci riescono. Dobbiamo capire perché la Fiat non mostra risultati altrettanto interessanti ». Considerazioni urticanti nella loro semplicità. L’ad risponde con l’elenco delle spese fatte dal governo di Brasilia per foraggiare gli stabilimenti del Lingotto. La nota del manager ammette che «considerando l’attuale quadro normativo condizioni di questo genere non sono ottenibili nell’ambito dell’Unione europea». Va osservato che la replica di Marchionne non risponde in realtà alla domanda di Passera che si chiedeva come mai la Fiat non …
