"Il lifting del miracolo", di Filippo Ceccarelli
Eccolo di nuovo. Senza occhiaie, liscio in volto come un bambino. È tornato sulla nave. Ha parlato, come se nulla fosse accaduto. Tutto chiaro, tutto facile. L´Europa sbaglia, giù le tasse, via l´Imu, la riforma della Costituzione, Sarkò, Renzi, Grillo. Stavolta non solo è difficile, ma anche faticoso e forse anche vano prendere sul serio Berlusconi, e non solo perché sta per compiere 76 anni. In compenso, per due volte gli è fiorita in bocca una parola, la più abusata e avvelenata della sua storia: “miracolo”. Più esattamente: il suo ultimo governo ha fatto “miracoli” in politica estera. Quali non ha detto. E poi se Renzi vince, avremo il “miracolo” di un Pd socialdemocratico. Figurarsi cosa gliene importa. Ma non è questo il punto. Il caso interessante, e per certi versi fatale, è che a suon di miracoli evocati e rivendicati si chiude idealmente un ciclo ventennale di potere ingannevole e mirabolante. Chi non ricorda come finiva la tele-cassetta della discesa in campo? «Dobbiamo costruire insieme un nuovo miracolo italiano». Era il 1994. Per la …
