"La sindrome dell’ostaggio", di Andrea Bonanni
La Corte costituzionale tedesca assicura che emetterà la sua sentenza sulla fattibilità del nuovo fondo salva-Stati entro il 12 settembre, come promesso. L’ennesimo ricorso dell’ennesimo economista tedesco in cerca di notorietà, anche se presentato con furbesco ritardo, non dovrebbe bloccare la decisione e non riuscirà a dare il colpo di grazia all’euro né agli strumenti che l’Europa tenta di mettere in campo per difenderla. Sempre che, naturalmente, il verdetto della Corte sia positivo, come ci si aspetta. In caso contrario, infatti, i governi europei avrebbero gettato due anni di lavoro e di negoziati dalla finestra, e l’euro si troverebbe senza difese di fronte agli attacchi della speculazione. Ma questo ennesimo assalto dei “falchi” contro la moneta europea, condotto questa volta per via giudiziale, ha in realtà evidenziato un vecchio problema mai risolto e che rischia ora di diventare cruciale per il futuro del continente. Non è la prima volta che la Bundesverfassungsgericht di Karlsruhe viene chiamata a decidere i destini dell’Europa. Praticamente tutti i passi adottati dai governi a Bruxelles per far fronte alla crisi, …
