Anno: 2012

"Josefa, una regina tra i cigni", di Concita De Gregorio

Grazie signora Idem. Per la gioia di questa mattina di sole al castello di Windsor, per aver indicato sorridendo i cigni prima di partire ché una finale olimpica è una finale olimpica, sì, ma la bellezza dei cigni qui accanto, guardate Grazie per essere uscita dalla gara da combattente ed essere tornata nella vita da regina, un attimo dopo, coi figli in braccio e il sorriso radioso a dire «tutti devono sentirsi comodi nello sport, quelli che vincono e quelli che perdono. Stasera con mio marito beviamo un bicchiere di vino, che dopo tutti i cereali che abbiamo mangiato ce lo meritiamo davvero». I cigni, il vino. Le lacrime che scendono sole mentre dici, ridendo, «non siate tristi per me. È stato un sogno bellissimo da vivere insieme. Chiudo solo la porta delle gare: la vita è ancora tutta da vivere». Janek, 17 anni, che ascolta e fa sì con la testa. Cinquecento metri in kayak in un minuto e 53 secondi, una fatica che tutti noi qui nel pubblico non ce la possiamo nemmeno …

"Norma antiscilipoti per dire addio alla Seconda Repubblica", di Francesco Cundari

Difficoltà politiche e nebulosità tecnica del dibattito sulla riforma della legge elettorale rischiano di far dimenticare il punto di partenza: mai come in questa legislatura si era assistito allo spettacolo di un Parlamento in cui masse di eletti si spostassero dalla maggioranza all’opposizione e poi di nuovo dall’opposizione alla maggioranza, cambiando partito e anche fondandone di nuovi per l’occasione. Dalle elezioni del 2008 a oggi sono infatti ben 161 i parlamentari che dopo il voto hanno cambiato gruppo almeno una volta. Ma buona parte di loro ha compiuto il viaggio a più riprese (a essere rigorosi, per calcolare esattamente il tasso di trasformismo bisognerebbe dunque moltiplicare il numero dei transfughi per la loro velocità di circolazione, che è altissima). Il tentativo di riformare il nostro sistema deve fare i conti anche con questi problemi. Non per niente il dibattito sulle riforme istituzionali, e sulla riforma della legge elettorale in particolare, si protrae, con poche interruzioni, da oltre vent’anni. L’intera storia della Seconda Repubblica ne è scandita implacabilmente: referendum, progetti votati in bicamerale e abbandonati in …

"Quei test improbabili e ambigui", di Luciano Canfora e Nuccio Ordine

Mentre in queste ore il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dovrebbe decidere le sorti dei test preliminari di ammissione al Tirocinio Formativo Attivo (Tfa), ci sembra importante fornire alcune riflessioni operative prima che scelte affrettate o demagogiche finiscano per trasformare un apparente farmaco in un ferale veleno. Nelle ultime settimane, infatti, man mano che si svolgevano le prove delle varie classi di concorso, è cresciuto lo sgomento tra professori e candidati. Innanzitutto per gli evidenti errori, alcuni tempestivamente segnalati sul Corriere e riconosciuti come tali anche dal Ministero che è corso ai ripari concedendo come valide tutte (!) le risposte ai quesiti 5 (definizione sbagliata di variante) e 15 (titolo sbagliato di un’opera di Buzzati) per la classe 51. Purtroppo, a una lettura attenta di ogni singolo quesito — con particolare attenzione alle classi di concorso 36-37, 43 e 50-52 — il bilancio diventa ancora catastrofico. Agli errori, ai quesiti imprecisi e mal formulati, si aggiunge anche un numero impressionante di domande che vanno considerate come «inopportune». Proveremo ancora a offrire qualche significativo esempio. …

"L’Italia brucia, in Emilia morti due anziani", di Pino Stoppon

L’Italia brucia. Complice anche un caldo torrido e l’assenza di piogge, ieri è stata un’altra giornata di incendi in tutta la penisola. Sono scoppiati roghi in quasi tutte le regioni anche se solo l’Emilia ha pagato il tributo maggiore con due morti: anziani che, in due distinte occasioni, sull’Appennino bolognese e parmense, hanno dato fuoco a sterpaglie e sfalci, ma sono stati travolti da roghi sfuggiti al loro controllo. Mentre la Sicilia è ancora in piena emergenza, si fanno i primi bilanci: solo ieri ci sono stati 158 incendi boschivi; Campania e Lazio le regioni più colpite con 50 e 23 roghi. Il primo decesso in mattinata a Sabbioni, vicino a Loiano, nel Bolognese. Lì un anziano di 88 anni ha acceso un fuoco per ardere sfalci e sterpaglie. Ma, complici le temperature che anche ieri non ha dato tregua all’Emilia, il fuoco è divampato, bruciando oltre 4mila metri quadrati. Non è ancora chiaro se l’uomo si sia sentito male o sia caduto, ma di sicuro la morte è riconducibile all’incendio. Nel pomeriggio invece, nel …

"Immissioni in ruolo, una su tre potrebbe andare ai soprannumerari!", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Lo stabilisce il Miur attraverso la circolare sulle istruzioni operative che regola le assunzioni: prima di assumere i precari, gli Usp dovranno verificare se gli oltre 7.300 docenti senza titolarità e alcune centinaia di Itp C999 e C555 posseggano titoli di studio abilitanti (si sorvolerà sull’abilitazione!) spendibili sui posti assegnati. Nelle stesse ore in cui la Camera approvava la spending review, come da noi annunciato nei giorni scorsi è stato il Miur a lanciare una ormai insperata ciambella di salvataggio ad alcune centinaia di Itp C999 e C555, altrimenti destinati a transitare (assieme agli inidonei) negli organici del personale Ata. Attraverso la circolare sulle istruzione operative sulle immissioni in ruolo, alla firma del direttore generale Luciano Chiapetta, viale Trastevere ha indicato agli Usr che “ l’ utilizzazione prioritaria deve essere esperita, verificando l’eventuale possesso di altro, idoneo titolo di studio, prima del previsto transito nei ruoli del personale Ata, anche nei riguardi del personale docente attualmente titolare nelle classi di concorso C999 e C555 di cui la comma 14 dell’art. 14 del DL n. 95/2012 …

"Gli alti spread e il Terzo reich", di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini

Un forte pregiudizio grava sul debito e fa apparire i debitori come dei viziosi e i creditori come dei virtuosi. La verità è che la responsabilità del debito deve essere ripartita in modo equivalente tra debitori e creditori poiché il debito non è stato imposto ai creditori; anzi, questi ultimi hanno spesso alimentato l’indebitamento per lucrare sui prestiti. Lo stesso John Maynard Keynes a Bretton Woods aveva proposto che ci fosse pari responsabilità tra debitori e creditori per contrastare gli squilibri finanziari con un impegno comune e con delle soluzioni solidali. Occorre perciò rovesciare una mentalità che ci sta facendo regredire verso una situazione precapitalistica in cui il debitore insolvente subiva torture e vessazioni oppure diventava schiavo del creditore. Nell’antichità il modo autoritario e violento di regolare i rapporti interpersonali comportava la paralisi dell’attività economica, non diversamente da quanto sta accadendo oggi tra gli Stati europei. La punizione dei Paesi debitori si è rivelata una strategia fallimentare che sta pregiudicando la ripresa dell’economia del Vecchio Continente. La riduzione degli squilibri non può essere affrontata senza …

"Bastoni e carote", di Pippo Frisone

No grazie, si era detto. La scuola ha già dato, basta tagli! L’aveva lasciato sperare anche il nuovo Ministro dell’Istruzione. Col 2012/13, prometteva 10mila posti in più alla scuola dell’autonomia per rafforzare i processi di integrazione in rete e l’organico funzionale. Parola di Profumo. Poi arrivarono 34 voti di fiducia al governo Monti che cancellarono quelle timide aperture e buone intenzioni iniziali. Tagli e ancora tagli possibilmente lineari, investimenti quasi zero, fatta eccezione per la messa in sicurezza delle scuole del mezzogiorno. Bocciati tutti gli emendamenti che la stessa maggioranza proponeva, ora per mitigare gli effetti della riforma Fornero sulle pensioni, ora sugli inidonei, ora sugli esuberi, ora sul dimensionamento delle unità scolastiche, ora sulle ferie dei precari della scuola. Con la spending revew si è consumata l’ennesima beffa ai danni della scuola. Non si è voluto tener conto in alcun modo della specificità della scuola, col risultato d’aver peggiorato la qualità d’un servizio fondamentale come l’istruzione e le condizioni di chi ci lavora. Tutto questo dal governo dei professori non ce l’aspettavamo proprio. Ci …