"Mi restano le parole" lettera aperta di una docente al Ministro Fornero
Cara Signora Fornero, prima di tutto voglio che sappia che io apprezzo e stimo la conoscenza e il sapere sopra ogni altra prerogativa umana quando siano associati a onestà e lealtà e che quindi, a priori lei aveva la mia stima, per quel che può contare e, del resto, se non avessi pensato che poteva capire quello che avrei scritto, non l’avrei scelta come interlocutrice. Apprezzo anche lo stile sobrio suo e dei suoi colleghi di governo che si contrappone, per quanto mi riguarda felicemente, con le modalità volgari e sopra le righe dei suoi/ vostri predecessori. Ma non basta. Non basta perché parole grandi e importanti come equità richiedono che ci sia dietro una conoscenza della realtà tale da affrontare i problemi e le questioni sapendo concretamente di cosa si parla e, per questo, non è sufficiente essere illuminati professori universitari, magari teoricamente utile se non necessario, ma certo non sufficiente. E se con un poco di speranza ho inizialmente guardato a lei/voi come a qualcuno che avrebbe potuto aiutare gli italiani e il …
