Anno: 2012

La politica senza confini", di Luigi La Spina

L’ accusa, sostanzialmente con la stessa domanda, arriva sia da destra, sia da sinistra: perché non si può criticare Monti? Perché davanti a ogni giudizio negativo sull’operato del presidente del Consiglio e del suo governo si viene imputati non solo di «lesa maestà», ma addirittura di tradimento della patria? Da mesi questa domanda accompagna le osservazioni polemiche di Alfano sulla riforma del lavoro, quelle di Bersani e di Vendola sui tagli alle spese e, dopo le bombastiche definizioni del presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, a suon di «boiate» e «macelleria sociale», si è ripetuta con maggior insistenza e con indignato fastidio. L’avvertimento di Monti sulle conseguenze per l’Italia, dall’andamento del famoso «spread» alle sorti del «salvaStati», delle critiche e dei distinguo che arrivano dal fronte interno, cioè dai partiti che lo sostengono in Parlamento e dalle rappresentanze sociali, non deriva, in realtà, dalla tipica insofferenza degli accademici nei confronti di chi osa mettere in dubbio le loro tesi. Nè dalle suscettibilità caratteriali di tecnici dalla pelle troppo tenera per sopportare le durezze della nostra vita …

"Più di 12 mesi per tornare al lavoro", di Francesco Mimmo

La crisi morde e crea disoccupazione. Oltre le stime delle grandi agenzie internazionali e della Ue che stanno rivedendo gli scenari – che pure erano solo cautamente ottimisti – di una ripresa nel medio termine. La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è già una vera e propria emergenza in Grecia e Spagna. Ma con fenomeni preoccupanti anche per l´Italia. Nel nostro Paese è la cosiddetta disoccupazione di “lunga durata” che spiazza gli analisti: oltre il 50% di chi ha perso il lavoro oltre un anno fa non ne ha più trovato un altro nei dodici mesi successivi, quota che sale al 30% se si sposta l´asticella agli ultimi due anni. È un dato in aumento che ci fa avvicinare pericolosamente alle dinamiche dei Paesi dell´Unione maggiormente colpiti dalla recessione. E che aggiunge un mattone al muro di pessimismo che ormai ha infiltrato i palazzi del governo dell´Ue. La Commissione ha già dovuto rinunciare all´obiettivo di un´occupazione al 75% entro il 2020, attualmente infatti la percentuale media nell´Ue è al 68% e anche l´obiettivo – già ridimensionato …

Terremoto: l'emiliana Ghizzoni in aula con T-shirt "Teniamo Botta"

(Agenzia Adnkronos) – Manuela Ghizzoni, deputata emiliana del Pd, si e’ presentata oggi in aula a Montecitorio, dove si sta discutendo il decreto per l’emergenza terremoto, con una maglietta particolare. C’e’ stampata sopra un’immagine della regione Emilia-Romagna attraversata, al centro, da una scossa. Sotto la scritta: ‘Teniamo botta’. La stessa presidente della commissione Cultura della Camera ha spiegato il significato della t-shirt. ”Teniamo botta e’ la traduzione di un’espressione dialettale che pero’ non significa solo ‘resistere’, ma ‘fare argine’, tutti insieme”, non da soli.

Cinema: Ghizzoni, Commissione cultura ricorda talento e umanità Borgnine

“Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Ernest Borgnine – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione cultura della Camera, nel messaggio inviato alla famiglia dell’attore deceduto – L’attore premio oscar non aveva mai dimenticato le sue origini carpigiane. A lui il comune di Carpi, nella primavera 2002, aveva dato tributo con la consegna del premio speciale ‘Carpi per la cultura’ e con una mostra che ne ripercorreva la carriera cinematografica, accompagnandola con un catalogo, curato da Roberto Teti e Odoardo Semellini, che ha rappresentato la prima pubblicazione monografica sull’attore. A titolo personale e di tutta la commissione, il nostro cordoglio nel ricordo di un attore di riconosciuto talento e di un uomo di grande umanità.”

"La sanità italiana non regge davanti a nuovi tagli", di Carlo Buttaroni Presidente Tecné

Spending review. È questa la parola magica che esprime l’idea di tagli progressivi alla spesa pubblica, accusata di essere la principale responsabile del debito dello Stato e conseguentemente dell’aggravarsi della crisi finanziaria. Anche se, in realtà, la spesa pubblica è solo un mezzo il principale attraverso il quale la politica governa lo sviluppo e agisce per raggiungere obiettivi di equilibrio sociale, correggendo eventuali distorsioni e iniquità. Se utilizzata in modo inefficiente (com’è avvenuto, ad esempio nell’Italia degli anni ‘80) produce effetti negativi; al contrario, quando è usata in modo da favorire la crescita e il benessere, è in grado di attivare processi virtuosi, talmente potenti da riuscire a invertire il segno negativo degli eventi. Come nel ’29, quando gli Stati Uniti risposero alla grande crisi con altrettanti grandi investimenti pubblici. Una scelta che permise agli americani di diventare una potenza economica mondiale. La ripresa economica conseguente a quelle scelte, e ancor più le politiche d’intervento pubblico nell’economia e nel welfare in Europa, hanno assicurato all’occidente un lungo periodo di prosperità e crescita. Oggi, i grandi …

"Tagli agli armamenti. Il Pd: si prendano lì 5-6 mld per il sociale", di Massimo Franchi

Parte oggi dal Senato il cammino parlamentare della Spending review. Pubblicato venerdì in Gazzetta ufficiale, il decreto numero 95 «Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini» dovrebbe essere convertito in legge entro la prima settimana di agosto, in tempo per la pausa estiva parlamentare prevista da venerdì 3. Come accaduto per ogni provvedimento del governo Monti, il suo iter non sarà semplice. La stessa maggioranza, a partire dal Pd chiede a gran voce di modificarne molte parti, a cominciare dai tagli a sanità ed enti locali. Su un dato però governo e partiti concordano: come ribadito da Mario Monti, i saldi sono invariabili. Si potrà dunque modificarla solo trovando uguali risorse. Una prima stima sulla entità la fa il responsabile economia del Pd Stefano Fassina: «Per modificare i tagli insopportabili su sanità ed enti locali servono tra i 5 e i 6 miliardi già quest’anno». Una «prima idea» su come reperire i fondi necessari per rendere i tagli a sanità ed enti locali «sopportabili» è quella di ridurre …

"Tre mosse per dare «scacco» alla crisi", di Giuliano Amato

Non è la prima volta che una settimana inizia nel segno della speranza e si chiude nel segno della paura. Questa volta la speranza l’avevano suscitata le novità finalmente uscite dal Consiglio Europeo del 28 giugno – oltre alle misure per la crescita, l’apertura dei fondi salva-Stati al salvataggio diretto delle banche e all’intervento sugli spread a favore dei paesi “virtuosi”. La paura l’hanno fatta tornare un insieme di circostanze – i dubbi dei mercati sulla effettiva portata di queste misure, le aspettative negative che gli stessi mercati hanno letto nelle parole usate da Mario Draghi per spiegare la riduzione dei tassi al di sotto dell’1%, i dati infine sulla disoccupazione americana, che venerdì hanno dato al nero la pennellata finale. Certo si è che le Borse hanno chiuso male e gli spread sono tornati a salire. Era tutto sbagliato, dunque? Era meglio non fare ciò che si è fatto? No, questo non me la sento proprio di dirlo. Intanto, nella situazione nella quale ci trovavamo, il non far nulla era semplicemente restare in balia …