Anno: 2012

“Se ai giovani chiediamo le risposte alla crisi”, di Francesco Piccolo

È molto interessante la scelta delle tracce dell’esame di maturità di quest’anno. In pratica, vengono coinvolti direttamente i maturandi. Si parla di loro, e del loro futuro. E il tema sulla crisi economica, incentrato sulle conseguenze cadute sul lavoro, è stato scelto dalla larga maggioranza degli studenti. Vuol dire sia che l’interesse per l’argomento è molto vivo (e ci mancherebbe) sia che probabilmente tra le esercitazioni preparatorie era senz’altro affiorato. Affrontare il tema della crisi significa mettere in campo varie possibilità: autobiografiche, generazionali, stereotipate oppure originali — e le differenze avranno caratterizzato le singole scelte. Ma la caratteristica complessiva delle tracce di quest’anno è stata quella di mettere gli scriventi direttamente di fronte ai loro problemi, sia esistenziali (la frase famosa di Nizan che spazzò via per sempre l’idea di un’età superficiale e allegra) sia socio-economici. Metterli di fronte a quello che si prospetta all’uscita dalla carriera scolastica. Un bel coraggio, un segno forte — ma ambiguo, perché è allo stesso tempo una sorta di resa davanti ai numeri, e una spinta propulsiva alle soluzioni …

Sisma: Ghizzoni (PD), subito piano di valutazione e recupero dei beni culturali

Integrare nel decreto accordi Regione – Ministero. Dichiarazione di Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura, scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. “Non è procrastinabile la definizione di un piano di valutazione dei danni e di recupero del patrimonio culturale e architettonico delle regioni colpite dal sisma. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione cultura della Camera, dopo le audizioni sulla tutela dei beni culturali colpiti dal terremoto in Emilia Romagna – Sono 1.335 le segnalazioni giunte dalle province coinvolte nel sisma, con un bilancio dei danni ancora provvisorio. È, dunque, evidente che deve essere concretizzato il piano per realizzare la classificazione precisa dei danni in tempi brevi e per definire un percorso per il recupero dei beni monumentali, storico-artistici ed ecclesiastici, attraverso un incremento dei professionisti delle sovrintendenze delle aree coinvolte e con una destinazione certa di risorse per gli interventi d’urgenza. Auspico – ha concluso la Presidente della Commissione Cultura – che vengano integrati nel decreto varato dal Governo, in sede di conversione, i contenuti dell’accordo informale tra la regione Emilia Romagna …

"Napolitano teme per il governo", di Rudy Francesco Calvo

La campagna di stampa contro il Colle può facilitare le elezioni anticipate. La bufera scatenata sul Quirinale dal Fatto quotidiano e da alcuni politici, a partire da Antonio Di Pietro e Maurizio Gasparri, ha come obiettivo politico il governo Monti. È una convinzione radicata non solo nel capo dello stato, ma anche tra chi è consapevole dei rischi che comporterebbe per il nostro paese un ricorso alle elezioni anticipate in autunno. Enrico Letta, avanguardia dem nei rapporti con il Colle, lo scrive chiaramente oggi su Europa. Ma è certamente Giorgio Napolitano il più preoccupato in questi giorni. Perché se in questa fase si è alzato il tiro fino a toccare direttamente i suoi più stretti collaboratori, con le accuse rivolte a Loris D’Ambrosio in merito al presunto intervento sulla Cassazione su sollecitazione di Nicola Mancino, è anche grazie a una fase politica caotica: lo stallo sulle riforme, le forti critiche bipartisan rivolte dall’interno della maggioranza verso alcuni membri del governo (a partire da Elsa Fornero), le fibrillazioni interne ai singoli partiti. Tutti elementi di forte …

"Aborto, la Consulta salva la legge 194", di Elsa Vinci

Salva la legge sull’aborto. La Consulta ha dichiarato «manifestamente inammissibile » la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4, il nocciolo della 194, che consente e disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Il ricorso era stato presentato da un giudice tutelare di Spoleto mentre esaminava il caso di una diciassettenne che, tacendo la gravidanza ai genitori, si era rivolta a un consultorio spiegando di «non essere in grado di crescere un figlio». Su un’analoga vicenda, il 10 maggio scorso la Consulta ha respinto l’eccezione di un giudice di Siracusa. Nessuna rivoluzione, dunque. Nonostante le speranze del Pdl. Se la decisione fosse stata diversa, sarebbe saltato l’intero l’impianto della legge. Il giudice di Spoleto aveva sollevato dubbi ritenendo inficiati gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 32 (sulla salute) della Costituzione. E ha incardinato la sua tesi su una sentenza della Corte di giustizia europea in materia di brevettabilità dell’embrione, definito «soggetto da tutelarsi in materia assoluta». Le motivazioni della Consulta saranno scritte dal giudice Mario Rosario Morelli, che nel novembre 2008 fu relatore della sentenza …

"l'Illecito che non c'è e la Storia da Scrivere", di Michele Ainis

La presunta trattativa del 1992 fra Stato e mafia sta spargendo altri veleni sulla democrazia italiana, come se non ne avessimo già in circolo abbastanza. Offusca la credibilità delle istituzioni: passate, presenti, future. Dopo la pubblicazione delle telefonate fra Mancino e D’Ambrosio, chiama in causa perfino il Quirinale. Infine rimbalza come una palla di biliardo fra la cronaca e la storia, fra il tribunale dell’opinione pubblica e quello di Palermo. Insomma è diventato urgente distinguere i ruoli di ciascuno, restituire un ordine agli eventi. Ma per riuscirvi è necessario innanzitutto tenere separati i due piani su cui corre la vicenda: quello giuridico e quello, per così dire, etico-politico. Primo: c’è qualcosa d’illecito nel chiedere un coordinamento delle inchieste giudiziarie, quando tre distinte procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo) sono al lavoro sulle stesse notizie di reato? Perché è questa l’accusa che viene rivolta, sotto sotto, a Napolitano: di aver cercato di interferire con le indagini, e di averlo fatto per favorire un indagato, benché all’epoca Mancino fosse soltanto un testimone. Ma nella ormai celebre lettera del 4 …

"Cambio di stagione", di Filippo Ceccarelli

«Qui fuori – aveva avvertito Francesco Rutelli nel caso di mancato arresto – arriverebbero i forconi ». Va da sé che l’immagine non era e ancora oggi è tutt’altro che rassicurante. Eppure occorre anche sapere che mai come in queste ultime settimane i forconi, rispettabili attrezzi di pulizia e acuminati simboli di rivolta e saccheggio, risultano evocati e al tempo stesso invocati da una classe politica che ne ha giustamente parecchia paura, ma un po’ ritiene anche o forse s’illude di poterli indirizzare contro questo o contro quello. Si sono intravisti forconi contro i perenni e ancora intatti privilegi dei parlamentari, contro i ghiottissimi mega- stipendi dei manager, contro la spartizione sfacciata delle authority, contro il senatore De Gregorio (che pure l’ha sfangata con un sospetto voto), contro un comma del ddl anti-corruzione, comma significativamente ribattezzato «salva-Penati», contro le tasse e perfino sulla misera sorte degli esodati («altro che forconi!» se n’è uscito l’altro giorno l’ex ministro dell’Interno Maroni). E c’entreranno anche Grillo e l’anti-politica, avranno avuto il loro peso la scadenza dell’Imu e il …

"La mossa della disperazione di un partito allo sbando", di Michele Prospero

La destra ritrovata si accorda con un baratto per mettere mano alla costituzione e curvarla in vista di un disegno di parte, nel perfetto stile dell’occasionalismo politico. Non c’è nulla, in questi ridicoli aspiranti al ruolo di padri costituenti, che li avvicini alla tragica grandezza di Schmitt. Il loro goffo tentativo di innestare il presidenzialismo sregolato su un confuso senato federale aspira solo a gettare scompiglio. Dà la misura della effettiva levatura culturale della destra italiana questo disinibito gioco a mettere la Costituzione al servizio di un meschino calcolo tattico. Con mosse di inaudita gravità nella loro immediata ricaduta istituzionale, la destra scatena una guerriglia cieca, condotta in Parlamento per farla finita con il mal digerito governo Monti. L’unica sua strategia, impaurita com’è di andare davvero al voto anticipato (la Lega, non meno di Berlusconi, trema alla sola idea di convocare le urne), è quella di far saltare il tavolo. La destra solo per alzare fumo prepara le condizioni di una crisi di legittimazione della Repubblica. Spera cioè di avere qualche chance di rinascere tra …