Anno: 2012

L´apprendistato piace solo alle imprese "Pochi assunti, creerà altri precari", di Filippo Santelli

L´estero insegna: dove l´apprendistato funziona i ragazzi trovano lavoro. Importare il modello in Italia, il Paese europeo con più giovani inattivi, è una delle idee di Elsa Fornero. L´effetto della sua riforma, attesa dal voto di fiducia in Senato, potrebbe però essere diverso. Perché a spingere gran parte delle aziende italiane ad assumere apprendisti, più che la volontà di far crescere validi collaboratori sono ragioni economiche. E rendendo questo contratto ancora più conveniente il ddl lavoro rischia di incrementare i numeri, ma senza incidere sulle competenze: «L´apprendistato resterebbe un´alternativa al contratto flessibile anziché uno strumento di formazione qualificata», avverte Michele Tiraboschi, professore di Economia all´Università di Modena e Reggio Emilia. In Italia dal 2009 al 2010, per effetto della crisi, i giovani apprendisti sono diminuiti da 645mila a 541mila. A calare sono stati soprattutto i contratti in diritto-dovere, quelli che portano gli under 19 ad ottenere un diploma: dimezzati, da 278mila a 142mila. «I giovani preferiscono sempre di più il liceo – spiega Tiraboschi – al contrario che in Germania, in Italia l´apprendistato è solo …

Gli sfollati: "Dormiamo ancora in auto: stare in casa fa troppa paura" di Paolo Colonnello

Venti scosse in una notte, una cinquantina in media al giorno, non sono il semplice seguito di un sisma, ma un terremoto dell’anima. I cui effetti sono ben più profondi e permanenti dei sussulti che hanno solo parzialmente devastato la zona dell’epicentro, le cui case, dall’altro ieri, sono state dichiarate agibili al 98 per cento. Perché «ogni torre o campanile crollato modifica la geografia di questi luoghi millenari e di conseguenza anche la geografia dei riferimenti e dei sentimenti delle persone», racconta Antonella, una delle assistenti sociali di Sant’Agostino e Cento che in questi giorni, insieme con le equipe degli psicologi della Croce Rossa, stanno seguendo i grandi e piccoli drammi di una popolazione fiaccata da uno «sciame sismico» che, pur decrescente, continua a riservare sgradite sorprese, soprattutto notturne. Ecco allora la famiglia di marocchini che mercoledì è ripartita per il proprio paese con un volo last minute trovato dall’equipe che li assisteva o quella con il nonno in carrozzella che tutti i giorni tira a sorte per chi deve entrare in casa a prendere …

"Da Pacelli a Ratzinger la lunga crisi della chiesa" di Eugenio Scalfari

La vecchia Italia affondò durante una giornata gonfia di tempesta e di presagi, nell´autunno del 1958: Papa Pio XII moriva in mezzo a una corte disfatta di cardinali decrepiti, di astuti procacciatori d´affari, di monache fanatiche, di nipoti parassiti. Nel palazzo papale di Castel Gandolfo, mentre il temporale gonfiava le acque del lago e lo scirocco spalancava le imposte e si ingolfava tra le tende e nei corridoi, dignitari laici ed ecclesiastici si preparavano a sgombrare. Ciascuno cercava di portar via, anche fisicamente, quanto più poteva; ma soprattutto ciascuno brigava per conservare qualche beneficio; una carica lucrosa, una fetta, per piccola che fosse, di quel potere che fino a quel momento da oltre dieci anni era stato amministrato senza scrupoli e senza concorrenze. L´affanno era visibile dovunque, nelle sale di ricevimento, nelle anticamere e fino intorno al letto del moribondo che, già in agonia, veniva impudicamente fotografato dal suo medico e dalla sua suora assistente, con la cannula dell´ossigeno in bocca, e i tratti del volto devastati dalle ombre della morte. Non era l´affanno della …

Bersani: «Parlerò ai progressisti, ai riformatori e ai moderati», di Mariantonietta Colimberti

La prima direzione dem dopo i ballottaggi. Si terrà martedì prossimo, ma il segretario non vuole presentarsi semplicemente col bottino, sia pure positivo, dei risultati elettorali che hanno confermato il Pd non solo primo partito, ma di fatto l’unico su piazza. La crisi economica incalza, il dramma greco è in pieno svolgimento, le giravolte berlusconiane rischiano di rimettere in discussione anche l’accordo sulla riforma elettorale: il segretario vuole rivolgersi al paese, a quella vasta area di «progressisti, riformatori e moderati» decisa a voltare pagina definitivamente rispetto al berlusconismo senza cadere nei nuovi populismi. Bersani sa che questo non è il momento di stare fermi, tra le diverse e confuse proposte politiche e discese in campo annunciate. Sa anche, però, che troppe sono le incognite dei prossimi mesi. Allora, vuole intanto mettere un punto fermo, parlare a chi già è nel perimetro di un’alleanza progressista, ma anche aprire le porte, oltre la foto di Vasto. Che quella foto sia tornata attuale è evidente e forse inevitabile: nella stragrande maggioranza dei comuni dove il Pd ha vinto …

"Gli statali vengono già licenziati. Le norme ci sono" di Massimo Franchi

Licenziare i dipendenti pubblici, naturalmente fannulloni, era il sogno di Renato Brunetta. Passato Berlusconi, giovedì il fuoco alla miccia l’ha riacceso il ministro sbagliato, Elsa Fornero, colei che non ha competenze sui lavoratori della Pubblica amministrazione. Ma sia Brunetta che Fornero non sanno, o fanno finta di ignorare, che licenziare dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato in Italia è possibile. Di più. Accade a centinaia di persone. Stime precise sono quasi impossibili. I più esperti in materia parlano di circa duecento licenziamenti negli ultimi cinque anni. Persone che hanno perso cause giudiziarie, spesso come tali diventate eclatanti. L’unico dato preciso e certificato è fornito direttamente dalla Ragioneria generale dello Stato. E riguarda i cosiddetti “cessati”, lavoratori che hanno lasciato la Pubblica amministrazione, al netto di chi si è dimesso. Ebbene, il Conto annuale del 2010 alla voce “Altre cause” ne conta ben 39.458 nell’intero settore pubblico (scuola, università, forze armate ed enti di ricerca inclusi) di cui 16.811 nella Pubblica amministrazione strettamente intesa. Si tratta dunque della cosiddetta mobilità in uscita. Quella che smentisce la …

"Ma quel sistema non assicura neanche la «governabilità»", di Michele Prospero

Non si può parlare di presidenzialismo, vale a dire di una organizzazione del potere del tutto difforme da quella ora vigente in Italia e in gran parte delle democrazie europee, in una maniera solo propagandistica, e cioè senza alcun riguardo alla complessità anche tecnica di un problema che ha profonde implicazioni storiche e politiche. Il passaggio da una forma di governo parlamentare flessibile a un regime di tipo presidenziale non solo non avviene mai a freddo, e senza scosse traumatiche nella vita di una nazione, ma contiene una tale potenza simbolica da mutare alla radice la mappa delle culture istituzionali e la geografia dei partiti. La carta che Berlusconi ha deciso di giocare è solo una trovata disperata di chi sa comunque di stendere cortine fumogene e poi ignora persino i termini istituzionali più essenziali della questione. In fondo la sua è una ennesima prova di carenza di ogni senso dello Stato. Dichiara infatti il Cavaliere che a indurlo sul carro della scelta presidenziale è stato lo spettacolo recente vissuto dalla Francia. In gran fretta …

"Fornero bifronte", di Pippo Frisone

Ci mancava anche questa! Nello sfilacciatissimo clima politico-sindacale l’ultima sortita della ministro Fornero non fa altro che gettare benzina sul fuoco delle polemiche. Dire che “ anche gli statali siano licenziabili ”a pochi giorni dalla firma dell’accordo sul pubblico impiego oltre che un’invasione di campo bella e buona, è uno sgambetto al suo collega e ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi. Mentre il ddl sul mercato del lavoro passa alla Camera, facendo quasi piangere la ministra per l’emozione di veder approvata la “sua riforma”, questo sembra un motivo in più alla battagliera ministro per rinfocolare le polemiche coi dipendenti pubblici e i sindacati, rischiando cosi di far saltare le faticose mediazioni e i fragili equilibrismi contenute in quell’accordo. E’ vero che nell’art.2 del ddl è contenuta una delega alla Funzione Pubblica affinchè le norme sull’art.18 siano armonizzate e adattate anche al settore pubblico. Estendere “tout court” il nuovo art.18 al pubblico impiego come vorrebbe la Fornero , equiparando una volta per tutte il settore pubblico a quello privato, si scontra apertamente con quanto contenuto nel …