"Diario della mia vittoria", di Aung San Suu Kyi
L´altro giorno stavo osservando uno degli striscioni di benvenuto, che mi erano dedicati, con il tradizionale augurio di lunga vita. Quel cartello, però, aveva qualcosa di speciale: una scritta più o meno come questa: “Uno studente laureato ma senza lavoro ti dà il benvenuto”. Poi ho saputo che si trattava di un giovane proveniente dalla città di Taungu (nel Nord del Paese, non distante dalla nuova capitale dei generali Naypyidaw, ndr). Come una pietra che prende due piccioni, lui mi chiedeva di fare il mio dovere, e allo stesso tempo mi offriva la sua accoglienza. Per portare il progresso nel nostro Paese, dobbiamo usare la parte più intelligente e brillante del nostro cervello. Oltre al benvenuto, ho letto: “Noi amiamo madre Suu”. E questo viene dal profondo del loro cuore. Nello Stato Mon ho visto un´altra cosa: due giovani gemelli vestiti molto bene e puliti, che alzavano uno dei tanti cartelli tra la folla. Anche quell´insegna aveva lo stesso significato, però aggiungeva: “Noi gemelli amiamo nonna Suu”. I due avevano proprio la stessa faccia, simili …
