Anno: 2012

"La riforma. Articolo 18 e ammortizzatori sociali corsa ad ostacoli per imprese e sindacati" di Paolo Griseri

Le Pmi preoccupate dell´impatto che la riforma può avere in un periodo di crisi e forti ristrutturazioni. Cgil e Uil chiedono norme chiare per il giudice chiamato a decidere sull´allontanamento del lavoratore Dopo il vertice di ieri alla Fiera di Milano il dossier sul mercato del lavoro si è aggiornato. E cambierà ancora mano a mano che si avvicina la data in cui Monti ha annunciato l´intenzione di chiudere la partita. Ieri all´ora di pranzo i tre capitoli principali del confronto sono stati affrontati dai segretari dei sindacati, dalla presidente di Confindustria e dal ministro Fornero. L´osso più duro resta l´articolo 18. Più semplice invece una soluzione su ammortizzatori sociali e contratti atipici. Per le aziende la mobilità non va cancellata subito I sindacati Sono contrari alla prevista abolizione della cassa integrazione straordinaria e della mobilità. Sostengono che sostituire la prima con l´indennità di disoccupazione (la cosiddetta “Aspi”) sia un grave errore soprattutto in periodo di crisi perché spinge le aziende a liberarsi di lavoratori e professionalità che potrebbero invece diventare utili al momento della …

“La riforma. Articolo 18 e ammortizzatori sociali corsa ad ostacoli per imprese e sindacati” di Paolo Griseri

Le Pmi preoccupate dell´impatto che la riforma può avere in un periodo di crisi e forti ristrutturazioni. Cgil e Uil chiedono norme chiare per il giudice chiamato a decidere sull´allontanamento del lavoratore Dopo il vertice di ieri alla Fiera di Milano il dossier sul mercato del lavoro si è aggiornato. E cambierà ancora mano a mano che si avvicina la data in cui Monti ha annunciato l´intenzione di chiudere la partita. Ieri all´ora di pranzo i tre capitoli principali del confronto sono stati affrontati dai segretari dei sindacati, dalla presidente di Confindustria e dal ministro Fornero. L´osso più duro resta l´articolo 18. Più semplice invece una soluzione su ammortizzatori sociali e contratti atipici. Per le aziende la mobilità non va cancellata subito I sindacati Sono contrari alla prevista abolizione della cassa integrazione straordinaria e della mobilità. Sostengono che sostituire la prima con l´indennità di disoccupazione (la cosiddetta “Aspi”) sia un grave errore soprattutto in periodo di crisi perché spinge le aziende a liberarsi di lavoratori e professionalità che potrebbero invece diventare utili al momento della …

“La riforma. Articolo 18 e ammortizzatori sociali corsa ad ostacoli per imprese e sindacati” di Paolo Griseri

Le Pmi preoccupate dell´impatto che la riforma può avere in un periodo di crisi e forti ristrutturazioni. Cgil e Uil chiedono norme chiare per il giudice chiamato a decidere sull´allontanamento del lavoratore Dopo il vertice di ieri alla Fiera di Milano il dossier sul mercato del lavoro si è aggiornato. E cambierà ancora mano a mano che si avvicina la data in cui Monti ha annunciato l´intenzione di chiudere la partita. Ieri all´ora di pranzo i tre capitoli principali del confronto sono stati affrontati dai segretari dei sindacati, dalla presidente di Confindustria e dal ministro Fornero. L´osso più duro resta l´articolo 18. Più semplice invece una soluzione su ammortizzatori sociali e contratti atipici. Per le aziende la mobilità non va cancellata subito I sindacati Sono contrari alla prevista abolizione della cassa integrazione straordinaria e della mobilità. Sostengono che sostituire la prima con l´indennità di disoccupazione (la cosiddetta “Aspi”) sia un grave errore soprattutto in periodo di crisi perché spinge le aziende a liberarsi di lavoratori e professionalità che potrebbero invece diventare utili al momento della …

"Ornaghi, perché L’Aquila non viene ricostruita?", di Tomaso Montanari

Uno spettro non si aggira per l’Aquila. È l’ombra-ministro per i Beni culturali, il professor Lorenzo Ornaghi. Chissà se questo prudente assenteismo si deve al fatto che uno degli uomini più discussi della ‘ricostruzione’, il vicecommissario Antonio Cicchetti (il gentiluomo di Sua Santità che – come ha raccontato da ultimo Gian Antonio Stella – si è costruito, tra le macerie, un super-resort di lusso) è stato a lungo il direttore amministrativo di quell’Università Cattolica di cui Ornaghi è ancora il rettore, anche se temporaneamente in sonno. Fosse andato all’Aquila, il ministro avrebbe capito in una frazione di secondo che tutte le ciance sui Leonardi perduti, sulle costituenti della cultura-che-fattura, sul ‘brand Italia’ e sulle sponsorizzazioni del Colosseo sono solo diversivi indecorosi, e che l’unico atto simbolico che in questo momento avrebbe un senso sarebbe trasferire la sede del Ministero all’Aquila, e mettersi a combattere in prima linea per la città martire del patrimonio storico e artistico della nazione italiana. La situazione dell’Aquila supera, infatti, anche la più catastrofica immaginazione. Il centro storico è una città …

“Ornaghi, perché L’Aquila non viene ricostruita?”, di Tomaso Montanari

Uno spettro non si aggira per l’Aquila. È l’ombra-ministro per i Beni culturali, il professor Lorenzo Ornaghi. Chissà se questo prudente assenteismo si deve al fatto che uno degli uomini più discussi della ‘ricostruzione’, il vicecommissario Antonio Cicchetti (il gentiluomo di Sua Santità che – come ha raccontato da ultimo Gian Antonio Stella – si è costruito, tra le macerie, un super-resort di lusso) è stato a lungo il direttore amministrativo di quell’Università Cattolica di cui Ornaghi è ancora il rettore, anche se temporaneamente in sonno. Fosse andato all’Aquila, il ministro avrebbe capito in una frazione di secondo che tutte le ciance sui Leonardi perduti, sulle costituenti della cultura-che-fattura, sul ‘brand Italia’ e sulle sponsorizzazioni del Colosseo sono solo diversivi indecorosi, e che l’unico atto simbolico che in questo momento avrebbe un senso sarebbe trasferire la sede del Ministero all’Aquila, e mettersi a combattere in prima linea per la città martire del patrimonio storico e artistico della nazione italiana. La situazione dell’Aquila supera, infatti, anche la più catastrofica immaginazione. Il centro storico è una città …

“Ornaghi, perché L’Aquila non viene ricostruita?”, di Tomaso Montanari

Uno spettro non si aggira per l’Aquila. È l’ombra-ministro per i Beni culturali, il professor Lorenzo Ornaghi. Chissà se questo prudente assenteismo si deve al fatto che uno degli uomini più discussi della ‘ricostruzione’, il vicecommissario Antonio Cicchetti (il gentiluomo di Sua Santità che – come ha raccontato da ultimo Gian Antonio Stella – si è costruito, tra le macerie, un super-resort di lusso) è stato a lungo il direttore amministrativo di quell’Università Cattolica di cui Ornaghi è ancora il rettore, anche se temporaneamente in sonno. Fosse andato all’Aquila, il ministro avrebbe capito in una frazione di secondo che tutte le ciance sui Leonardi perduti, sulle costituenti della cultura-che-fattura, sul ‘brand Italia’ e sulle sponsorizzazioni del Colosseo sono solo diversivi indecorosi, e che l’unico atto simbolico che in questo momento avrebbe un senso sarebbe trasferire la sede del Ministero all’Aquila, e mettersi a combattere in prima linea per la città martire del patrimonio storico e artistico della nazione italiana. La situazione dell’Aquila supera, infatti, anche la più catastrofica immaginazione. Il centro storico è una città …

“Tolleranza zero sulla corruzione. Sull’anticorruzione nessuna trattativa per salvare Berlusconi”, di Donatella Ferranti e Andrea Orlando

Sono recentemente apparsi sui quotidiani ‘Il Sole 24ore’ e ‘Il Fatto Quotidiano’ articoli di stampa che contengono una rappresentazione distorta e parziale delle scelte politiche compiute dal Partito Democratico in tema di corruzione, in particolare a proposito dell’abrogazione del delitto di concussione. Profetizzando le conseguenze che l’abrogazione del reato avrebbe su uno specifico processo in corso, quello a carico di Berlusconi per il caso Ruby, si denuncia, l’incompetenza dei parlamentari ( Travaglio parla di “boiata “ )proponenti, sino a insinuare che l’intenzione o l’occasione è quella “trattare “ una norma ‘ad personam’ che favorisca un preciso imputato in un preciso processo. Si tratta di una grave forma di strumentalizzazione delle proposte del Partito Democratico, in cui le più o meno velate accuse di incompetenza e mala fede rivolte agli esponenti del Partito Democratico finiscono purtroppo per ritorcersi contro chi le ha formulate. Volendo dare un ordine temporale ai fatti ,la prima proposta Pd con cui si abroga il delitto di concussione risale al progetto di legge presentato al Senato in data 11 maggio 2010 (a …