Anno: 2012

“Non nascondersi dietro i tecnici”, di Claudio Sardo

Mario Monti ha buone ragioni nel sostenere che il suo governo ha salvato il paese dal baratro finanziario e gli ha restituito una credibilità internazionale, dopo l’umiliante fallimento di Berlusconi. Ma non sono ragioni sufficienti per sostenere un secondo governo Monti oltre le elezioni di marzo. Anzi, le condizioni dell’emergenza appaiono in conflitto con quelle di un programma di ricostruzione. Monti ha goduto di un sostegno parlamentare irripetibile da parte di una «strana maggioranza», che non potrebbe ripetersi, a meno di una volontà suicida delle sue componenti e di una dissipazione della residua credibilità politica. Ma soprattutto l’impedimento ad un Monti-bis sta nei numeri sempre più gravi di questa crisi, nel deficit di fiducia del Paese, nei costi sociali pagati anche durante quest’anno di risanamento, nella solitudine e nell’individualismo che aumentano mentre diminuiscono il lavoro, il reddito, i diritti, le opportunità. Non si tratta di attribuire a Monti colpe che non ha. Gli abbiamo sempre riconosciuto i meriti per ciò che ha dato all’Italia, quando l’Italia era diventata un problema per sé e per gli …

“Un conflitto senza soluzioni”, di Lucio Caracciolo

Chiedete a un arabo palestinese di disegnare la Palestina. Poi chiedete a un ebreo israeliano di disegnare Israele. Confrontate i due schizzi: quasi sicuramente avranno la stessa forma. Perché nelle carte mentali dei due popoli le rispettive patrie occupano il medesimo spazio, tra Fiume (Giordano, ormai un rigagnolo) e Mare (Mediterraneo). Solo, quel territorio cambia nome a seconda dell’identità di chi lo evoca. Per il diritto di nominare il “proprio” spazio, da oltre sessant’anni in Terra Santa si vive e si muore, si uccide e ci si uccide. Il conflitto israelo-palestinese appartiene dunque alla vasta categoria dei problemi senza soluzione. In termini logici, un problema senza soluzione non è un problema. Ma in politica, specie in geopolitica – ossia nelle dispute territoriali – non vige la logica formale. Se poi lo scontro investe la dimensione simbolico- identitaria, financo religiosa, come nel caso israelo-palestinese, la ricerca del compromesso diventa chimera. È su questo sfondo che conviene leggere l’ennesima crisi di Gaza. In apparenza, è lo stesso copione del dicembre 2008 (Operazione Piombo Fuso). Dopo che Hamas, …

“Platea più ampia per i finanziamenti”, di Giorgio Costa

Sisma Emilia. Il Dl varato dal Cdm. Possono chiedere gli aiuti anche imprese commerciali, agricole, professionisti e lavoratori dipendenti Finanziamenti più rapidi a popolazioni e imprese colpite dal terremoto. Di fatto con il decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri si chiarisce che possono accedere ai finanziamenti, oltre le imprese industriali, le imprese commerciali, agricole, i liberi professionisti e i lavoratori dipendenti, se hanno titolo ad accedere ai contributi avendo subito danni. Con questa definizione della platea dei beneficiari si esaurisce definitivamente il quadro agevolativo, in caso di calamità naturali, ammissibile in base alle norme comunitarie. E questo perché i tempi di definitiva conversione in legge (9 dicembre 2012), si osserva nella nota di palazzo Chigi (che ieri ha approvato anche un Ddl per contenere il consumo del suolo che il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Mario Catania ritiene sia varabile definitivamente entro la fine della legislatura) «mettono a rischio per gli aventi diritto la possibilità di accedere tempestivamente alle procedure bancarie di finanziamento. È stato quindi necessario anticipare l’effettività delle disposizioni emerse …

“Troppi errori. Chi ha deciso di cambiare strategia?” di Massimo Soliani

Dilettantismo o irresponsabilità, e in ogni caso poco cambia». Gli incidenti di Roma, le cariche al corteo degli studenti sul Lungotevere e infine quelle immagini, assurde, dei lacrimogeni lanciati dalle finestre e dal tetto del ministero di Giustizia in via Arenula su una folla di ragazzini in fuga. Nelle parole di dirigenti e funzionari di polizia, a quarantotto ore dalla guerriglia, l’aggettivo che ricorre più spesso è «incredibile». Incredibile che qualcuno abbia deciso di disperdere il corteo in quel modo, incredibile la scelta di infrangere la testuggine che apriva il serpentone con quella carica a freddo, incredibile il volume di forza usato contro la testa del corteo e la caccia all’uomo scatenatasi poi per i vicoli del Ghetto e di Trastevere. Una bocciatura senza appello che agenti esperti, con anni di manifestazioni alle spalle, rivolgono alla gestione dell’ordine pubblico solo quando i taccuini sono chiusi e i registratori al sicuro dentro gli zaini. Per arrivare alla fine però, alle immagini dei lacrimogeni a via Arenula, occorre ripartire dall’inizio, dalla concatenazione di eventi che ha portato …

Domani l’iniziativa ANPI «No al fascismo in cento piazze diverse», di Carlo Smuraglia

In Italia, quelli che apparivano semplici rigurgiti di nostalgismo fascista, si stanno manifestando con rinnovato impegno, con rinnovata ampiezza e con crescente diffusione. Si aprono nuove sedi di movimenti neofascisti, si assumono iniziative, spesso ardite, da parte di Forza Nuova, di «Fiamma Tricolore», di «Casa Pound», con un vero e proprio crescendo e spesso con la protezione e l’incoraggiamento anche da parte di pubblici amministratori. Aumenta la violenza delle manifestazioni, anche da parte di coloro che storicamente risorgono in occasione delle crisi cercando di approfittarne e finiscono sempre per porre in essere vere e proprie spinte verso destra, i cui sbocchi sotto il profilo storico sono sempre stati nefasti. Si aggiungono anche i tentativi di collegamento, addirittura a livello europeo, di cui è inequivocabile dimostrazione la recente manifestazione dell’Mse a Roma. In questa situazione complessiva, la linea di difesa di coloro che credono nei valori della democrazia e dell’antifascismo è ancora troppo debole e spesso incerta tra la reazione immediata e la riflessione più ampia e il tentativo di coinvolgere nella resistenza e nel contrattacco, …

“Arrestato l’ideologo del sito nazista Stormfront voleva colpire i campi rom”, di Fabio Tonacci e Francesco Viviano

Adesso hanno un nome vero, dei volti, delle storie personali. I neonazisti italiani di Stormfront, che fino a ieri hanno gestito «il più grande sito d’odio razzista del web», che hanno mandato soldi (poche centinaia di euro) al Ku Klux Klan statunitense e che progettavano di «passare all’azione » contro i rom, non sono più spettri virtuali, anonimi nickname. L’ideologo Daniele “ Dani14” Scarpino, 24 anni, i sodali Mirco “ Biomirko” Viola, 43 anni, Luca “ Anti life” Ciampaglia, 22 anni, e Diego “Non Conforme” Masi, 30 anni, sono stati arrestati con l’accusa di aver messo in piedi un’associazione per delinquere incitante alla violenza xenofoba. Il sito, dopo alcune difficoltà tecniche, è stato oscurato. L’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Stefano Aprile, su richiesta del pool antiterrorismo di Roma, mette in fila due anni di vita della costola italiana di Stormfront.org, la community internazionale creata da Don Black, l’ex leader del Ku Klux Klan. I pm hanno scandagliato decine di thread, cioè le discussioni di stampo nazista, omofobo e negazionista a cui partecipavano qualche …

“La violenza che ci riguarda”, di Luigi Manconi

Mi si potrebbe dire: “Proprio tu parli”. Risponderei così: “Si, proprio io” e proprio perché tutto ciò l’ho conosciuto assai bene. Mi riferisco a quanto è accaduto a Roma e in altre città italiane ed europee mercoledì scorso. Lo conosco, forse più di altri, in quanto ci sono stato dentro, ma proprio dentro, e per un tempo non breve. Sono stato dentro, cioè, quella dimensione di aggressività contro le cose e le persone, che – nel corso dei primi anni ‘70 – ha accompagnato, come una scia velenosa, la mobilitazione collettiva. E dentro quella colluttazione ininterrotta tra una parte dei manifestanti e una parte delle forze di polizia, dove il “chi ha iniziato per primo” del gioco e della zuffa dei bambini, aveva sempre la medesima risposta infantile: un rinfacciarsi le colpe (“sei stato tu”, “no, sei stato tu”) che, trasferito nelle relazioni tra adulti, aveva il solo effetto di protrarre all’infinito la litigiosità, si fa per dire, e l’inimicizia. Non so se sia necessario a questo punto precisare, a scanso di equivoci, che io …