“Non nascondersi dietro i tecnici”, di Claudio Sardo
Mario Monti ha buone ragioni nel sostenere che il suo governo ha salvato il paese dal baratro finanziario e gli ha restituito una credibilità internazionale, dopo l’umiliante fallimento di Berlusconi. Ma non sono ragioni sufficienti per sostenere un secondo governo Monti oltre le elezioni di marzo. Anzi, le condizioni dell’emergenza appaiono in conflitto con quelle di un programma di ricostruzione. Monti ha goduto di un sostegno parlamentare irripetibile da parte di una «strana maggioranza», che non potrebbe ripetersi, a meno di una volontà suicida delle sue componenti e di una dissipazione della residua credibilità politica. Ma soprattutto l’impedimento ad un Monti-bis sta nei numeri sempre più gravi di questa crisi, nel deficit di fiducia del Paese, nei costi sociali pagati anche durante quest’anno di risanamento, nella solitudine e nell’individualismo che aumentano mentre diminuiscono il lavoro, il reddito, i diritti, le opportunità. Non si tratta di attribuire a Monti colpe che non ha. Gli abbiamo sempre riconosciuto i meriti per ciò che ha dato all’Italia, quando l’Italia era diventata un problema per sé e per gli …
