Anno: 2012

"Restituire un futuro al vecchio continente", di Ezio Mauro

Atene in fiamme, il Parlamento che approva la manovra di tagli e sacrifici, i mercati che applaudono. E il popolo, ci domandiamo tutti, e i cittadini? Sembra che il nuovo ordine europeo possa instaurarsi prescindendo dal consenso, dalla pubblica opinione, dalla fiducia. L´Europa si presenta come una grande banca, un´istituzione a sangue freddo, un arbitro regolatore ma senz´anima, dominato dall´unica religione dei parametri e impegnato nell´unica battaglia di contenimento del debito, prima e assoluta emergenza del continente. Ma l´emergenza può sostituire la politica, soppiantandola? E c´è qualcosa di vivo dietro i tagli, i sacrifici e i parametri europei? la Repubblica ha condotto su questo tema una grande discussione pubblica, con gli interventi dei direttori delle grandi testate giornalistiche occidentali. Tutti, anche gli inglesi con il loro spirito critico sulla costruzione istituzionale e monetaria europea, hanno convenuto che si esce dalla crisi con più Europa, non con meno. E tutti hanno denunciato la debolezza della politica che rende l´Europa, come dice il direttore del Times James Harding, “senza leadership e senza soluzione”, un continente senza visione, …

“Restituire un futuro al vecchio continente”, di Ezio Mauro

Atene in fiamme, il Parlamento che approva la manovra di tagli e sacrifici, i mercati che applaudono. E il popolo, ci domandiamo tutti, e i cittadini? Sembra che il nuovo ordine europeo possa instaurarsi prescindendo dal consenso, dalla pubblica opinione, dalla fiducia. L´Europa si presenta come una grande banca, un´istituzione a sangue freddo, un arbitro regolatore ma senz´anima, dominato dall´unica religione dei parametri e impegnato nell´unica battaglia di contenimento del debito, prima e assoluta emergenza del continente. Ma l´emergenza può sostituire la politica, soppiantandola? E c´è qualcosa di vivo dietro i tagli, i sacrifici e i parametri europei? la Repubblica ha condotto su questo tema una grande discussione pubblica, con gli interventi dei direttori delle grandi testate giornalistiche occidentali. Tutti, anche gli inglesi con il loro spirito critico sulla costruzione istituzionale e monetaria europea, hanno convenuto che si esce dalla crisi con più Europa, non con meno. E tutti hanno denunciato la debolezza della politica che rende l´Europa, come dice il direttore del Times James Harding, “senza leadership e senza soluzione”, un continente senza visione, …

"Ai manager Eternit 16 anni di reclusione per i parenti delle vittime 120 milioni", di Federica Cravero e Sarah Martinenghi

Il tribunale di Torino condanna Schmidheiny e il barone De Cartier a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione di cautele. Lunghissima la lista dei risarcimenti. A ciascuno parente delle vittime andranno 30 mila euro di risarcimento. Le lacrime dei familiari durante la lettura del verdetto. “Colpevoli dei reati a loro contestati”. Queste le prime frasi lette dal giudice del processo Eternit. La lettura della sentenza è tuttora in corso. Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche. La condanna vale per i reati commessi negli stabilimenti piemontesi di Casale e Cavagnolo, dal 13 agosto 1999 in avanti. Quelli precedenti risultano invece prescritti, come i reati contestati negli stabilimenti di Bagnoli (in provincia di Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). Lunghissimo l’elenco dei risarcimenti: ai sindacati andranno 100 mila euro, 4 milioni al Comune di Cavagnolo, 15 milioni all’Inail (da revisionare in sede civile), 5 milioni all’Asl. …

“Ai manager Eternit 16 anni di reclusione per i parenti delle vittime 120 milioni”, di Federica Cravero e Sarah Martinenghi

Il tribunale di Torino condanna Schmidheiny e il barone De Cartier a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione di cautele. Lunghissima la lista dei risarcimenti. A ciascuno parente delle vittime andranno 30 mila euro di risarcimento. Le lacrime dei familiari durante la lettura del verdetto. “Colpevoli dei reati a loro contestati”. Queste le prime frasi lette dal giudice del processo Eternit. La lettura della sentenza è tuttora in corso. Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche. La condanna vale per i reati commessi negli stabilimenti piemontesi di Casale e Cavagnolo, dal 13 agosto 1999 in avanti. Quelli precedenti risultano invece prescritti, come i reati contestati negli stabilimenti di Bagnoli (in provincia di Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). Lunghissimo l’elenco dei risarcimenti: ai sindacati andranno 100 mila euro, 4 milioni al Comune di Cavagnolo, 15 milioni all’Inail (da revisionare in sede civile), 5 milioni all’Asl. …

"Il problema è la finanza che diventa un fine, Ma il passato non torna", di Vincenzo Visco

Già Marx criticava il capitalismo puro, privo di regole e controlli. Serve una gestione controllata delle economie. La sinistra non può stare in difesa C’è bisogno di innovazione, le formule keynesiane oggi non funzionerebbero. È in corso da qualche tempo un dibattito sulla crisi del capitalismo cosa che non può certo sorprendere dopo tutto quello che è successo negli ultimi quattro anni. Il 1 ̊ novembre scorso, proprio su questo giornale scrivevo: «… si affaccia un problema… di legittimità dei sistemi economici attuali e cioè del capitalismo liberista: infatti l’accettabilità di un sistema economico-sociale richiede la sua capacità di soddisfare i bisogni dei cittadini, cioè di produrre reddito, occupazione, crescita, opportunità e di farlo in modo accettabile dal punto di vista dell’equità». Che una crisi dei nostri sistemi economici esiste è evidente, e da questo non pochi a sinistra stanno traendo motivi di compiacimento e soddisfazione: «noi lo sapevamo», «noi lo avevamo detto», «noi avevamo ragione». Un approccio di questo genere rischia tuttavia di produrre una regressione politico-culturale pericolosa. Vediamo. Il fatto che il sistema …

“Il problema è la finanza che diventa un fine, Ma il passato non torna”, di Vincenzo Visco

Già Marx criticava il capitalismo puro, privo di regole e controlli. Serve una gestione controllata delle economie. La sinistra non può stare in difesa C’è bisogno di innovazione, le formule keynesiane oggi non funzionerebbero. È in corso da qualche tempo un dibattito sulla crisi del capitalismo cosa che non può certo sorprendere dopo tutto quello che è successo negli ultimi quattro anni. Il 1 ̊ novembre scorso, proprio su questo giornale scrivevo: «… si affaccia un problema… di legittimità dei sistemi economici attuali e cioè del capitalismo liberista: infatti l’accettabilità di un sistema economico-sociale richiede la sua capacità di soddisfare i bisogni dei cittadini, cioè di produrre reddito, occupazione, crescita, opportunità e di farlo in modo accettabile dal punto di vista dell’equità». Che una crisi dei nostri sistemi economici esiste è evidente, e da questo non pochi a sinistra stanno traendo motivi di compiacimento e soddisfazione: «noi lo sapevamo», «noi lo avevamo detto», «noi avevamo ragione». Un approccio di questo genere rischia tuttavia di produrre una regressione politico-culturale pericolosa. Vediamo. Il fatto che il sistema …

Bersani: "Monti è una parentesi, dopo maggioranze vere", di Andrea Cangini

Segretario Bersani, per razionalizzare gli emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni sarà necessario un vertice tra leader politici? «Io ci sono. Se il governo ritiene necessario un vertice tra segretari, facciamolo. Ma una cosa vorrei fosse chiara. Anzi due…». Cosa? «Che noi voteremo comunque a favore e che non è vero che tutti i partiti stanno frenando. Noi del Pd sulla liberalizzazioni chiediamo più coraggio, non meno». Ad esempio, su cosa? «Abbiamo proposto sette-otto emendamenti per abbassare i costi di mutui e conti correnti. Siamo favorevolissimi alla tracciabilità, ma costa troppo: l’1,5 per cento di commissione è più che sufficiente. Almeno fino ai cento euro vorremmo che l’uso della carta di credito fosse gratuito. E poi chiediamo una separazione effettiva della rete Snam, una vera liberalizzazione dei benzinai e dei farmaci di fascia C. E le assicurazioni». Le assicurazioni? «Mi chiedo: possibile che ’sto bonus malus non sia mai bonus?». Prego? «Insomma, sarebbe logico che quando stipulo una polizza mi venisse detto con precisione quale sarà il bonus tra un anno se non avrò fatto incidenti…». …