“Monti e i tre segretari, nervi saldi e vertice”, di Francesco Lo Sardo
«I partiti che sostengono la maggioranza dovrebbero tutti rendersi conto, e sottolineo tutti, che non siamo più al tempo del governo Berlusconi. E che se non ci si muove con saggezza, nelle azioni e nelle reazioni, la maggioranza si farà slabbrare dalla Lega da una parte e di Di Pietro dall’altra e anche il governo ne risentirà. Quello che è avvenuto a Montecitorio nel voto segreto, ma anche dopo il voto segreto, è stato un brutto scossone…». Il sottosegretario del governo Monti che si confida è amareggiato. Respinge l’accusa di un governo pressappochista e «distratto», che avrebbe sottovalutato che la mina dell’emendamento del maronianissimo Pini (Lega) sulla responsabilità civile diretta dei magistrati, infilato nella legge comunitaria, era stato riammesso nel corso della notte e che occorreva disinnescarlo. «Lo sapevamo e sapevamo anche che era possibile un voto segreto, per via dei precedenti. Abbiamo fatto tutto il possibile: c’era un ordine del giorno della maggioranza, incluso il Pdl, che fissava i paletti condivisi di un provvedimento ad hoc del governo e il ministro Moavero ha confermato …
