Anno: 2012

"Tesoreria unica, al via il trasferimento", di Antimo DI Geronimo

I soldi delle scuole dei convitti e degli educandati femminili non saranno più depositati presso le banche con le quali le scuole hanno stipulato le convezioni di cassa. Da mercoledì scorso, 31 ottobre, il dipartimento della ragioneria generale dello stato ha disposto, infatti, l’apertura di contabilità speciali intestati alle istituzioni scolastiche, ai convitti e agli educandati femminili. E dal 12 novembre prossimo gli istituti cassieri delle scuole dovranno effettuare il versamento delle disponibilità liquide presso la Banca d’Italia. Dunque, dal 12 novembre saranno di fatto applicati compiutamente i meccanismi del sistema di tesoreria unica. Insomma, il ministero dell’economia ha deciso di fare sul serio, senza proroghe e tentennamenti. E lo ha fatto mettendo nero su bianco, con la circolare 32 di mercoledì scorso della Ragioneria generale, le disposizioni di attuazione delle nuove regole fissate dal decreto legge 95/2012. Che oltre a dettare la nuova disciplina sul trattamento degli esuberi, mette mano anche ai meccansimi di contabilità delle scuole. Il provvedimento reca, infatti, le disposizioni di dettaglio per dare concreta attuazione alle novità introdotte dai commi …

“Tesoreria unica, al via il trasferimento”, di Antimo DI Geronimo

I soldi delle scuole dei convitti e degli educandati femminili non saranno più depositati presso le banche con le quali le scuole hanno stipulato le convezioni di cassa. Da mercoledì scorso, 31 ottobre, il dipartimento della ragioneria generale dello stato ha disposto, infatti, l’apertura di contabilità speciali intestati alle istituzioni scolastiche, ai convitti e agli educandati femminili. E dal 12 novembre prossimo gli istituti cassieri delle scuole dovranno effettuare il versamento delle disponibilità liquide presso la Banca d’Italia. Dunque, dal 12 novembre saranno di fatto applicati compiutamente i meccanismi del sistema di tesoreria unica. Insomma, il ministero dell’economia ha deciso di fare sul serio, senza proroghe e tentennamenti. E lo ha fatto mettendo nero su bianco, con la circolare 32 di mercoledì scorso della Ragioneria generale, le disposizioni di attuazione delle nuove regole fissate dal decreto legge 95/2012. Che oltre a dettare la nuova disciplina sul trattamento degli esuberi, mette mano anche ai meccansimi di contabilità delle scuole. Il provvedimento reca, infatti, le disposizioni di dettaglio per dare concreta attuazione alle novità introdotte dai commi …

“Centinaia di futuri medici. Diplomati negli atenei di Timisoara”, di Paolo G. Brera

A centinaia, ogni anno, lasciano l´Italia per venire fin qui. In Romania, tra Arad e Timisoara. È il nuovo Eldorado degli aspiranti camici bianchi, quelli che vogliono evitare le difficoltà (e le spese) dei nostri test d´ingresso. Imparano la lingua, studiano, superano esami, fanno tirocinio e vivono il loro sogno. Ma al ritorno il riconoscimento della laurea resta un´incognita. Timisoara. Ma guarda dove sono finiti, i nostri futuri dentisti, per imparare il mestiere: in Transilvania, vicini di casa dell’uomo dai canini più famosi del mondo, il conte Dracula. Più di 600 studenti italiani alla privata Vasile Goldis di Arad, una cinquantina alla statale di Timisoara; un altro migliaio sparpagliati nel resto della Romania, tra Iasi e Bucarest, tra Cluj e Costanza. Metà studiano per diventare odontoiatri, l´altra metà sarà medico. Ma stanno arrivando anche dozzine di infermieri e veterinari. C´era una volta la fuga dei cervelli italiani, oggi anticipiamo i tempi: esportiamo direttamente il semilavorato. Secondo gli ultimi dati disponibili (rapporto Migrantes 2011) 42mila ragazzi hanno varcato i confini e studiano all´estero. Migliaia di candidati …

"Centinaia di futuri medici. Diplomati negli atenei di Timisoara", di Paolo G. Brera

A centinaia, ogni anno, lasciano l´Italia per venire fin qui. In Romania, tra Arad e Timisoara. È il nuovo Eldorado degli aspiranti camici bianchi, quelli che vogliono evitare le difficoltà (e le spese) dei nostri test d´ingresso. Imparano la lingua, studiano, superano esami, fanno tirocinio e vivono il loro sogno. Ma al ritorno il riconoscimento della laurea resta un´incognita. Timisoara. Ma guarda dove sono finiti, i nostri futuri dentisti, per imparare il mestiere: in Transilvania, vicini di casa dell’uomo dai canini più famosi del mondo, il conte Dracula. Più di 600 studenti italiani alla privata Vasile Goldis di Arad, una cinquantina alla statale di Timisoara; un altro migliaio sparpagliati nel resto della Romania, tra Iasi e Bucarest, tra Cluj e Costanza. Metà studiano per diventare odontoiatri, l´altra metà sarà medico. Ma stanno arrivando anche dozzine di infermieri e veterinari. C´era una volta la fuga dei cervelli italiani, oggi anticipiamo i tempi: esportiamo direttamente il semilavorato. Secondo gli ultimi dati disponibili (rapporto Migrantes 2011) 42mila ragazzi hanno varcato i confini e studiano all´estero. Migliaia di candidati …

"Violenza sulle donne? No, noi no", di Francesca Sironi

Basta con le botte, gli stupri, gli omicidi tra le mura domestiche. A dirlo in una nuova campagna questa volta sono i maschi. Attori, registi e musicisti, ma in generale uomini. Che scelgono di distinguersi. Marco, Gianni, Gabriele. Uomini normali. Filmaker, agricoltori, taxisti. Che dicono no alla violenza sulle donne. Non dovrebbe sembrare strano, eppure è una bella emozione guardare i loro video sul canale YouTube di noino.org , la campagna contro la violenza maschile promossa dall’associazione Orlando con il contributo di Fondazione del Monte. Uomini, finalmente, che scelgono di distinguersi. Che hanno capito come solo distanziandosi, pubblicamente, dal brodo culturale che permette alla violenza di genere di continuare indisturbata, si può davvero cambiare la situazione. Cambiare il fatto che in Italia ogni sette minuti ci sia un uomo che stupra o tenta di stuprare una donna. Che ogni tre giorni una donna venga uccisa da uomo, che un quinto dei mariti o fidanzati del nostro Paese faccia sempre o ripetutamente violenza psicologica sulla propria partner. Perché la violenza non è solo l’atto fisico, non …

“Violenza sulle donne? No, noi no”, di Francesca Sironi

Basta con le botte, gli stupri, gli omicidi tra le mura domestiche. A dirlo in una nuova campagna questa volta sono i maschi. Attori, registi e musicisti, ma in generale uomini. Che scelgono di distinguersi. Marco, Gianni, Gabriele. Uomini normali. Filmaker, agricoltori, taxisti. Che dicono no alla violenza sulle donne. Non dovrebbe sembrare strano, eppure è una bella emozione guardare i loro video sul canale YouTube di noino.org , la campagna contro la violenza maschile promossa dall’associazione Orlando con il contributo di Fondazione del Monte. Uomini, finalmente, che scelgono di distinguersi. Che hanno capito come solo distanziandosi, pubblicamente, dal brodo culturale che permette alla violenza di genere di continuare indisturbata, si può davvero cambiare la situazione. Cambiare il fatto che in Italia ogni sette minuti ci sia un uomo che stupra o tenta di stuprare una donna. Che ogni tre giorni una donna venga uccisa da uomo, che un quinto dei mariti o fidanzati del nostro Paese faccia sempre o ripetutamente violenza psicologica sulla propria partner. Perché la violenza non è solo l’atto fisico, non …

“Bersani, la campagna è adesso”, di Mariantonietta Colimberti

«Nel 2013 non sarò più il segretario del Pd». E nei sondaggi cresce. La data chiave della campagna elettorale di Pier Luigi Bersani è 2013. È il numero che accompagna il suo nome nei manifesti, nei siti, nei video, insomma nella comunicazione per le primarie. Quasi a significare che lui è già là, o che comunque è là che guarda. Perché è l’anno in cui il centrosinistra tornerà al governo del paese. E poi, nel 2013 il Partito democratico celebrerà il suo congresso, appuntamento al quale – ha chiarito ieri Bersani nella videochat alla Stampa – «la ruota dovrà girare». Tradotto, il partito dovrà scegliersi un altro segretario. Anche perché (sottotesto) quello attuale dovrebbe albergare a palazzo Chigi. È un Bersani tranquillo, sereno e sicuro di sé quello che ieri si è presentato in via Lugaro, nella nuova sede del quotidiano torinese, accolto dal direttore Mario Calabresi, che ha condotto la chat. «Molto confident, eppure simpatico, cravatta rossa, segno di forza e fiducia» twittava in diretta Jacopo Iacoboni, giornalista quarantenne della Stampa, giornale non particolarmente …