"Le ragioni dell´incertezza", di Vittorio Zucconi
La crepa dell´incertezza attraversa come una faglia sismica la giornata della democrazia elettorale americana, aprendo l´ipotesi di ogni terremoto possibile. Era dal duello fra Truman e Dewey nel 1948, di Nixon contro Kennedy del 1960 e dall´indimenticabile tragicommedia di Bush e Gore decisa da 530 voti nel 2000, che l´America non si presentava al proprio massimo rito civico con tanti dubbi. Oltre il confine dei sondaggi, che restano tutti ben all´interno dei margini di errore, dunque possono essere rovesciati dal voto, c´è una nazione che non si riconosce né in Romney né in Obama. C´è un elettorato che sceglierà il repubblicano per puro odio del democratico, e un altro che appoggia svogliatamente il presidente pur di non cedere il timone. Oggi saranno costretti a scegliere senza vero trasporto qualcuno che non vorrebbero. Le crepe dell´incertezza attraversano geografia e demografia, dividono Stati e città, Atlantico e Pacifico, maschi e femmine, giovani e anziani, ricchi e meno ricchi, bianchi e non bianchi e sembrano, anziché saldarsi, aprirsi. Non c´è un “partito di Romney”, entusiastico e mobilitato come …
