"Studio, lavoro e ricerca. La Sapienza è donna", di Raffaella Troili
Vanno veloci eppure brillano le ragazze della Sapienza. Si laureano in fretta, prevalgono in termini numerici nelle facoltà, stravincono – o meglio stracciano la controparte – quando si parla di voti, tempi, lauree. Non è una tendenza nuova, è ormai un andamento decennale. Al contrario le docenti ordinarie vanno avanti adagio, un punto percentuale l’anno, dal 14 per cento al 28 in dieci anni, il ché vuol dire che per arrivare almeno al 50 per cento toccherà attendere altri 25 anni. Insomma: vivaci le studentesse, apparentemente immobile il corpo docente, stabili con puntate verso l’alto le amministrative. E dati di difficile lettura. Fanno intravedere scenari futuri più rosei, mettono in luce tutte le difficoltà che ancora son destinate a incontrare le donne per affermarsi nella vita lavorativa. A raccontarli è uno studio sugli equilibri di genere a cura del Nucleo di valutazione di Ateneo, promosso in collaborazione con l’Osservatorio interuniversitario di genere delle università pubbliche di Roma. Sarà presentato lunedì durante una tavola rotonda esponenti della cultura, della scienza, dell’imprenditoria. «Come vedo le donne? In …
