Anno: 2012

"Studio, lavoro e ricerca. La Sapienza è donna", di Raffaella Troili

Vanno veloci eppure brillano le ragazze della Sapienza. Si laureano in fretta, prevalgono in termini numerici nelle facoltà, stravincono – o meglio stracciano la controparte – quando si parla di voti, tempi, lauree. Non è una tendenza nuova, è ormai un andamento decennale. Al contrario le docenti ordinarie vanno avanti adagio, un punto percentuale l’anno, dal 14 per cento al 28 in dieci anni, il ché vuol dire che per arrivare almeno al 50 per cento toccherà attendere altri 25 anni. Insomma: vivaci le studentesse, apparentemente immobile il corpo docente, stabili con puntate verso l’alto le amministrative. E dati di difficile lettura. Fanno intravedere scenari futuri più rosei, mettono in luce tutte le difficoltà che ancora son destinate a incontrare le donne per affermarsi nella vita lavorativa. A raccontarli è uno studio sugli equilibri di genere a cura del Nucleo di valutazione di Ateneo, promosso in collaborazione con l’Osservatorio interuniversitario di genere delle università pubbliche di Roma. Sarà presentato lunedì durante una tavola rotonda esponenti della cultura, della scienza, dell’imprenditoria. «Come vedo le donne? In …

"Voglio dare a tutti una chance per il futuro", di Barack Obama

Nei giorni scorsi l’attenzione di tutti noi, com’è giusto, si è concentrata su uno dei peggiori uragani della nostra storia. Perché è nei momenti difficili che l’America dà il meglio di sé. LE DIVERGENZE che ci tormentano in tempi normali svaniscono rapidamente. Non ci sono democratici o repubblicani durante un uragano, solo americani. È così che abbiamo superato le prove più dure: insieme. Quattro anni fa eravamo invischiati in due guerre e nella peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione. Insieme abbiamo reagito: la guerra in Iraq è finita, Osama bin Laden è morto e i nostri eroi stanno tornando a casa. Le nostre imprese hanno creato oltre cinque milioni di nuovi posti di lavoro negli ultimi due anni e mezzo. Il valore delle case e dei fondi pensione è in aumento, la nostra dipendenza dal petrolio estero è la più bassa da vent’anni a questa parte. E l’industria dell’auto americana ha rialzato la testa. Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo, ma abbiamo fatto passi avanti concreti. E martedì l’America potrà scegliere fra due …

“Voglio dare a tutti una chance per il futuro”, di Barack Obama

Nei giorni scorsi l’attenzione di tutti noi, com’è giusto, si è concentrata su uno dei peggiori uragani della nostra storia. Perché è nei momenti difficili che l’America dà il meglio di sé. LE DIVERGENZE che ci tormentano in tempi normali svaniscono rapidamente. Non ci sono democratici o repubblicani durante un uragano, solo americani. È così che abbiamo superato le prove più dure: insieme. Quattro anni fa eravamo invischiati in due guerre e nella peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione. Insieme abbiamo reagito: la guerra in Iraq è finita, Osama bin Laden è morto e i nostri eroi stanno tornando a casa. Le nostre imprese hanno creato oltre cinque milioni di nuovi posti di lavoro negli ultimi due anni e mezzo. Il valore delle case e dei fondi pensione è in aumento, la nostra dipendenza dal petrolio estero è la più bassa da vent’anni a questa parte. E l’industria dell’auto americana ha rialzato la testa. Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo, ma abbiamo fatto passi avanti concreti. E martedì l’America potrà scegliere fra due …

"Costi della politica, governo battuto 3 volte", di Bianca Di Giovanni

Il decreto ribattezzato «anti-Batman» si trasforma in un vero calvario per il governo. In un solo pomeriggio l’esecutivo è stato battuto tre volte nel voto in commissione (Bilancio e Affari costituzionali in seduta comune), su tre proposte che riguardano l’affidamento dell’esattoria a Equitalia da parte dei Comuni, sulle penali dei municipi in caso di estinzione anticipata dei mutui, e sull’anticipo della Cassa depositi e prestiti per il versamento dei tributi dei lavoratori colpiti dal terremoto. Tre scivoloni, uno dietro l’altro. A dirla così sembra proprio un «tutti contro Monti». In realtà le cose sono andate in modo più complesso, e forse un esito diverso sarebbe stato impossibile. Che la vicenda sia stata più un «divorzio consensuale» (come la definisce a caldo il sottosegretario Giampaolo D’Andrea) che una rottura «cruenta» lo dimostra il voto finale: il testo è passato con il sì di tutta la maggioranza, e con l’astensione leghista. Quanto all’Idv, non ha fatto notare la sua presenza. E la cosa è degna di nota, visto il tema del provvedimento. Insomma, «il governo può essere …

“Costi della politica, governo battuto 3 volte”, di Bianca Di Giovanni

Il decreto ribattezzato «anti-Batman» si trasforma in un vero calvario per il governo. In un solo pomeriggio l’esecutivo è stato battuto tre volte nel voto in commissione (Bilancio e Affari costituzionali in seduta comune), su tre proposte che riguardano l’affidamento dell’esattoria a Equitalia da parte dei Comuni, sulle penali dei municipi in caso di estinzione anticipata dei mutui, e sull’anticipo della Cassa depositi e prestiti per il versamento dei tributi dei lavoratori colpiti dal terremoto. Tre scivoloni, uno dietro l’altro. A dirla così sembra proprio un «tutti contro Monti». In realtà le cose sono andate in modo più complesso, e forse un esito diverso sarebbe stato impossibile. Che la vicenda sia stata più un «divorzio consensuale» (come la definisce a caldo il sottosegretario Giampaolo D’Andrea) che una rottura «cruenta» lo dimostra il voto finale: il testo è passato con il sì di tutta la maggioranza, e con l’astensione leghista. Quanto all’Idv, non ha fatto notare la sua presenza. E la cosa è degna di nota, visto il tema del provvedimento. Insomma, «il governo può essere …

“La strada da seguire per creare più lavoro”, di Luciano Gallino

Mentre le cifre della disoccupazione sono sempre più drammatiche, il governo non pare avere alcuna idea per creare d’urgenza un congruo numero di posti di lavoro. I rimedi proposti alla spicciolata, dalla riduzione del cuneo fiscale alle facilitazioni per creare nuove imprese, dagli sgravi di imposta per chi assume giovani alla semplificazione delle procedure per l’avvio di cantieri e grandi opere, non sfiorano nemmeno il problema. Per di più il governo sembra sottovalutare la gravità della situazione. La disoccupazione di massa rappresenta tutt’insieme un’enorme perdita economica, uno scandalo intollerabile dal punto di vista umano, e un minaccioso rischio politico. Sotto il profilo economico, quasi tre milioni di disoccupati comportano una riduzione del Pil potenziale dell’ordine di 70-80 miliardi l’anno. Anche se ricevono un modesto reddito dal sussidio di disoccupazione o dai piani di mobilità, i disoccupati sono lavoratori costretti loro malgrado alla passività. Non producono ricchezza sia perché non lavorano, sia perché i mezzi di produzione, cioè gli impianti e le macchine che potrebbero usare, giacciono inutilizzati. Un’altra perdita economica deriva dal fatto che lunghi …

"La strada da seguire per creare più lavoro", di Luciano Gallino

Mentre le cifre della disoccupazione sono sempre più drammatiche, il governo non pare avere alcuna idea per creare d’urgenza un congruo numero di posti di lavoro. I rimedi proposti alla spicciolata, dalla riduzione del cuneo fiscale alle facilitazioni per creare nuove imprese, dagli sgravi di imposta per chi assume giovani alla semplificazione delle procedure per l’avvio di cantieri e grandi opere, non sfiorano nemmeno il problema. Per di più il governo sembra sottovalutare la gravità della situazione. La disoccupazione di massa rappresenta tutt’insieme un’enorme perdita economica, uno scandalo intollerabile dal punto di vista umano, e un minaccioso rischio politico. Sotto il profilo economico, quasi tre milioni di disoccupati comportano una riduzione del Pil potenziale dell’ordine di 70-80 miliardi l’anno. Anche se ricevono un modesto reddito dal sussidio di disoccupazione o dai piani di mobilità, i disoccupati sono lavoratori costretti loro malgrado alla passività. Non producono ricchezza sia perché non lavorano, sia perché i mezzi di produzione, cioè gli impianti e le macchine che potrebbero usare, giacciono inutilizzati. Un’altra perdita economica deriva dal fatto che lunghi …