Anno: 2013

"Una scuola moderna ma con i parametri Ocse", di Paolo Conti

Non è solo questione di fondi. C’è una complessiva centralità che la scuola sembra aver perso come agenzia sociale di formazione delle nuove generazioni, e quindi di riferimento per la intera collettività. Ha detto Enrico Letta: «La società della conoscenza e dell’integrazione si costruisce sui banchi di scuola e nelle università. Dobbiamo ridare entusiasmo e mezzi idonei agli educatori che in tante classi volgono il disagio in speranza e dobbiamo ridurre il ritardo rispetto all’Europa nelle percentuali di laureati e nella dispersione scolastica». Il presidente del Consiglio ha aggiunto che solo il 10% dei giovani italiani col padre non diplomato riesce a laurearsi contro il 40% in Gran Bretagna e il 33% in Spagna. Inutili i commenti, le cifre sono troppo eloquenti. La scuola pubblica italiana è in una crisi abissale. Molti insegnanti si sentono in trincea senza un quartier generale alle spalle. E quel quartier generale è un governo, la mano politica. Non è solo questione di fondi. C’è una complessiva centralità che la scuola sembra aver perso come agenzia sociale di formazione delle …

"Perché alzare la voce a Bruxelles", di Marco Fortis

Il nuovo Governo Letta, nato dall’emergenza e dai contrasti insanabili tra i partiti, ma cementato dalla superiore visione dell’interesse nazionale del presidente Napolitano, deve essere orientato pragmaticamente a risolvere i problemi. Soprattutto dell’economia reale, che è la grande malata del nostro Paese. Oltre ad affrontare le ferite interne più urgenti e laceranti (disoccupazione, crisi della domanda domestica, crescente numero dei fallimenti di imprese, aumento delle sofferenze bancarie, pagamento dei debiti arretrati della Pa), il nostro nuovo Governo deve anche agire rapidamente in Europa. Deve subito recuperare la credibilità ricostruita a Bruxelles da Monti. Una credibilità che, sia pure non accompagnata da un adeguato aumento della nostra capacità di contrattazione, era risalita ma poi si è nuovamente incrinata dopo quattro penosi mesi di incertezza politica, che ci hanno quasi riportato al novembre 2011: cioè a dove eravamo partiti, quando eravamo in piena crisi di fiducia dinanzi agli occhi del mondo e lo spread era ai massimi. Nell’ultimo anno e mezzo l’Italia i cosiddetti “compiti a casa” li ha fatti con impegno, ma a Bruxelles e nel …

"Assunzioni dirette, no grazie. Tramonta il progetto autonomista di Pdl e Lega Nord", di Antimo Di Geronimo

Le scuole non possono indire concorsi per il reclutamento dei docenti. Nemmeno se è una legge regionale a prevederlo. Il reclutamento degli insegnanti, infatti, è riserva di legge dello stato. Lo ha ricordato la Corte costituzionale con una sentenza depositata il 24 aprile scorso (76/2013). E sulla base di questo principio la Consulta ha cancellato con un colpo di spugna l’articolo 8 della legge della regione Lombardia 18/04/2012, n. 7. Che prevede la facoltà per le istituzioni scolastiche di reclutare i supplenti annuali tramite concorsi indetti e organizzati dalle stesse scuole, destinati agli aspiranti docenti già inclusi nelle graduatorie a esaurimento. In buona sostanza, dunque, la disposizione regionale, fortemente voluta dal Pdl lombardo, nella fattispecie dall’ex governatore Roberto Formigoni e dall’allora assessore all’istruzione Valentina Aprea, se fosse stata attuata, avrebbe posto nel nulla la disciplina del reclutamento dei supplenti annuali fissata dalla legge. Che prevede l’individuazione dell’avente titolo a ricevere la proposta di assunzione previo scorrimento delle graduatorie a esaurimento. E poi l’eventuale stipula del contratto preliminare con il dirigente dell’ufficio e la successiva sottoscrizione …

"Il peso delle buone intenzioni", di Luigi La Spina

I discorsi che i neo-presidenti del Consiglio leggono in Parlamento per ottenere la fiducia ai loro governi sono sempre pieni di buone intenzioni. Anche quello che Letta ha pronunciato ieri alla Camera è stato pieno di buone intenzioni, forse troppo pieno di buone intenzioni. Ma, accanto ai propositi, questa volta, il nuovo inquilino di palazzo Chigi ha pure fornito agli italiani due notizie importanti. La sospensione della rata Imu di giugno per la prima casa e l’impegno a non aumentare l’Iva. Un annuncio che, legittimamente, ha permesso al centrodestra di rivendicare il successo della promessa elettorale di Berlusconi e di imprimere al primo governo di larghe intese nella storia della nostra Repubblica il suo sostanziale sigillo politico. È vero che il presidente del Consiglio ha annunciato l’avvio di una nuova fase nella politica italiana, con un esplicito richiamo a quella necessità di una profonda autocritica dei partiti sollecitata da Napolitano nel suo discorso di rielezione al Quirinale. Così come ha posto il problema del lavoro al centro di un programma tutto teso alla crescita e …

Parlamentari Pd “Proposta Governo pienamente condivisibile”

I parlamentari modenesi del Pd annunciano il proprio voto a favore dell’Esecutivo Letta. “Negli impegni del governo una risposta concreta alle emergenze sociali, un piano per la crescita e il lavoro per i giovani, un progetto coraggioso di riforma della politica”: con queste parole i parlamentari modenesi del Pd (Baruffi, Galli, Ghizzoni, Guerra, Patriarca, Pini, Richetti e Vaccari) annunciano il proprio sì alla fiducia al Governo guidato da Enrico Letta. Ecco il testo della loro dichiarazione congiunta: «È pienamente condivisibile la proposta di Governo presentata oggi dal premier Enrico Letta alla Camera. Negli impegni del nuovo Esecutivo sono indicate risposte puntuali e stringenti alle emergenze che il Pd ha indicato: il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, la cancellazione dell’aumento previsto dell’Iva, la copertura degli esodati e lo sblocco degli investimenti e dei pagamenti della Pubblica amministrazione. Anche le misure annunciate sul fisco, per nulla generiche, puntano ad aggredire in modo selettivo le priorità del Paese: da un lato il lavoro, quello nuovo e quello stabile, che va agevolato per ridare sostegno all’occupazione buona; dall’altro …

"Il bene del Paese", di Ezio Mauro

Il Paese prima di tutto, avevamo detto qualche giorno fa. Oggi possiamo aggiungere: in particolare nei momenti di difficoltà. Ma dove sta il bene del Paese? Proviamo a ragionare, se è ancora possibile fare una discussione serena anche con chi non si riconosce nel pensiero dominante di questa primavera italiana 2013. O almeno col tentativo di usare l’emergenza politica per un cambio di stagione generale e definitivo, che trucchi i conti della piccola storia italiana di questi anni. Non voltando pagina, perché questo accade spesso. Ma riscrivendola. Tre punti mi sembrano non controversi. 1) – L’Italia è in difficoltà, la crisi dell’economia reale sta sopravanzando il rischio finanziario rivelandosi in tutta la sua gravità per le aziende, per i lavoratori, per la coesione sociale. 2) – Un governo è indispensabile, e chi ha detto il contrario è uno sprovveduto in linea con i populismi vari, che campano spacciando risposte semplici a problemi complessi. La Spagna proprio in questi giorni ha negoziato con Bruxelles due anni in più di tempo per il rientro del deficit, dimostrando …

Discorso del Presidente del Consiglio Enrico Letta alla Camera dei Deputati

Signora Presidente, onorevoli deputati, appena una settimana fa il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, pronunciava il suo discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica. A lui consentitemi di rivolgere un sincero ringraziamento per lo straordinario spirito di dedizione alla nostra comunità nazionale, con il quale ha accettato la rielezione per il secondo mandato (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente, Scelta Civica per l’Italia, Sinistra Ecologia Libertà, Lega Nord e Autonomie, Fratelli d’Italia e Misto). Voglio inoltre ringraziare i Presidenti   del Senato, Piero Grasso, e della Camera, Laura Boldrini, per la collaborazione offerta nella fase di consultazione in questo primissimo avvio dell’esperienza di Governo. Quella del Presidente Napolitano è stata – lo sappiamo – una   scelta eccezionale. Eccezionale perché tale è il momento che l’Italia e l’Europa si trovano a vivere oggi. Di fronte all’emergenza il Presidente della Repubblica ci ha invitato a parlare il linguaggio della verità. Ci ha chiesto di offrire in extremis, al Paese ed al mondo, una testimonianza di volontà di servizio e senso …