Anno: 2013

"Responsabilità e demagogia", di Claudio Sardo

Lo stallo politico è insopportabile per il paese. Ma per uscirne – e dare finalmente all`Italia un governo capace di occuparsi del lavoro, delle imprese, delle famiglie – ci vuole coraggio e spirito di verità. Anche se i demagoghi sembrano fare fortune predicando il tanto peggio, tanto meglio. Ieri Giorgio Napolitano ha commemorato Gerardo Chiaromonte – indimenticato dirigente comunista e direttore de l`Unità – e ha ricordato la drammatica stagione 76-79. Una stagione in molti tratti simile a quella che stiamo vivendo. Anche allora le elezioni diedero un risultato paralizzante. Anche allora l`Italia attraversava una gravi crisi economica e, insieme, un`incipiente crisi di sistema. Dc e Pci, i «due vincitori», i due avversari storici, trovarono il coraggio di definire un quadro d`intesa politica per avviare la legislatura e aprire una strada verso il futuro. Aldo Moro la chiamò «terza fase». Enrico Berlinguer sperava di ritrovare nel «compromesso storico» lo slancio innovatore dell`Assemblea costituente. Poi Moro venne ucciso. E Berlinguer sconfitto dalla svolta a destra della Dc. Erano in campo robuste forze anti-sistema. E, nella storia …

"Quota 96, la Corte prende tempo", di Franco Bastianini

Quella del 2 aprile, ha precisato il legale, era una udienza di discussione unicamente per la fase cautelare, cioè in relazione alla richiesta di essere autorizzati a presentare appunto «in via cautelare e con ogni più ampia riserva» la domanda di pensionamento. C’è delusione tra i docenti e il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario che hanno chiesto ai giudici di dichiarare illegittimo il rifiuto dell’amministrazione scolastica a collocarli a riposo avendo maturato i requisiti richiesti dalla normativa previgente l’entrata in vigore dell’art. 24 del decreto legge 201/2011, non entro il 31 dicembre 2011, bensì entro il termine dell’anno scolastico 2011/2012. Dalla Corte dei Conti del Lazio, che si riuniva il 2 aprile, gli oltre duemila docenti e personale Ata che avevano sottoscritto un ricorso predisposto dalla Uil-Scuola si aspettavano infatti se non una sentenza favorevole quanto meno una indicazione su tempi, possibilmente brevi, per giungere ad una decisione. Non è andata come speravano e la spiegazione l’ha fornita l’avvocato che segue il loro ricorso. Quella del 2 aprile, ha precisato il legale, era una udienza …

"Senza risorse per la CIG a rischio migliaia di posti", di Massimo Franchi

Si rafforza l’asse imprese-sindacati nella richiesta di interventi contro la crisi. A una settimana esatta dalla mobilitazione sindacale, ieri la Cna ha rilanciato il grido di dolore di Cgil, Cisl e Uil sulla necessità di un miliardo per finanziare la cassa integrazione in deroga. «Accanto al milione di licenziamenti nel 2012, se non si interviene in tempi molto stretti, rifinanziando con un miliardo di euro la cassa integrazione in deroga, esiste il rischio concreto di bruciare, entro luglio, altri 100mila posti di lavoro». «Questo ammortizzatore sociale – spiega la confederazione nazionale dell’Artigianato – introdotto a seguito della crisi economica, viene sostenuto con finanziamenti che non consentono di andare oltre i primi sei mesi dell’anno. Stiamo parlando di uno stock di oltre 200 milioni di ore di Cig in deroga che sono state richieste dal comparto dell’artigianato negli ultimi 12 mesi». «È evidente – sottolinea la Cna – che ai 100mila lavoratori dipendenti a rischio potrebbero aggiungersi titolari e collaboratori di tutte quelle imprese che inevitabilmente chiuderebbero se fossero costrette a privarsi definitivamente della manodopera». Fra …

"Semplicismo, malattia italiana", di Mario Deaglio

Il trascinarsi della crisi politica e l’aggravarsi della crisi economica sembrano andare di pari passo con la banalizzazione delle posizioni sull’economia: un numero sempre maggiore di persone pensa infatti che la crisi si possa risolvere con facilità. La convinzione che tutto sia facile è una grave malattia che si potrebbe definire «semplicismo». I semplicisti – in questa categoria bisogna purtroppo includere anche buona parte della classe politica – pensano che per invertire la congiuntura negativa, far ripartire la crescita, risanare le finanze pubbliche sia sufficiente qualche piccolo provvedimento da scegliere a piacere tra i seguenti (tutti lodevoli di per sé): ridurre le imposte, colpire gli evasori fiscali, pagare i debiti delle amministrazioni pubbliche verso le imprese, ridurre i costi della politica. Il semplicista ritiene che, se si adottasse la misura, o una delle misure, da lui preferita, il meccanismo economico italiano si rimetterebbe in moto, come per incanto, e l’economia rifiorirebbe. Le ricette miracolose dei semplicisti vengono spesso espresse in messaggi di «twitter» da 140 caratteri; così che tutti gli italiani dotati di computer le …

"Non solo risorse, contro la crisi più autonomia alla scuola", di Antonio Cocozza*

È necessario dar vita ad una nuova cultura orientata ai principi dell’autonomia responsabile e dell’accountability, dove la comunità scolastica nel suo insieme risponde in modo trasparente dei risultati conseguiti. Da uno studio Eurostat, su dati 2011, emerge che l’Italia investe solo l’1,1% in cultura, classificandosi ultima tra tutti i Paesi dell’Ue a 27, mentre la Germania è all’1,8%, la Francia al 2,5% e il Regno Unito al 2,1%. Inoltre, a seguito dei tagli praticati negli ultimi anni, la spesa per l’istruzione è giunta all’8,5%, penultima posizione nell’Ue, prima solo della Grecia ferma al 7,9%.A partire da questi dati, nel nuovo contesto politico istituzionale che si sta formando in questi giorni, che dovrebbe essere guidato dal contributo dei saggi scelti dal Presidente Giorgio Napolitano, è necessario adottare una strategia, il più possibile condivisa dall’insieme degli attori coinvolti, finalizzata a perseguire un obiettivo strategico e prioritario per il Paese: il rilancio della cultura, come volano per lo sviluppo e del sistema educativo, come bene comune da salvaguardare al di sopra delle parti, in una prospettiva di piena …

"Pensioni in calo, assunzioni a rischio", di Pippo Frisone

Non ci voleva il mago Otelma per prevedere gli effetti della riforma Fornero sul personale della scuola. A tempo oramai scaduto, il Miur ha comunicato alle OO.SS. i dati in suo possesso e rilevati al 20 marzo, distinti per regioni, province e per ordini di scuola. E non solo. Non tutti sanno però che esistono ben 15 modi di andare in pensione o di cessare il proprio rapporto di lavoro con lo Stato. Si cessa dal servizio per i motivi più disparati. Dalle dimissioni volontarie all’età, dall’inidoneità fisica all’inabilità, dall’insufficiente rendimento al superamento dei limiti per malattia, dal licenziamento con preavviso a quello senza preavviso, dalla decadenza dell’impiego alla destituzione di diritto e via discorrendo. Ma sono le dimissioni volontarie, il raggiungimento dell’anzianità massima di servizio o dell’età e le pensioni anticipate a costituire oltre l’80% del totale delle cessazioni. Quel che più colpisce nei dati del Miur è il netto calo dei pensionamenti rispetto al 2011/12 che precipitano al di sotto del 50%. Il totale nazionale riferito al personale docente ammonta appena a 10.009 …

"Le aule, da bivacco a spettacolo così le Camere diventano una trincea", di Filippo Ceccarelli

Sorde o meno che siano, e grigie, come Mussolini designò quella della Camera nel 1922, da un quarto di secolo le aule del Parlamento corrono spesso il rischio, per non dire l’abitudine, di venire occupate. Da chiunque, in verità, senza troppe distinzioni di schieramento, almeno nella Seconda Repubblica. Prima, le culture e le appartenenze politiche garantivano una cornice di comportamenti più sobri e una certa prudenza, anche disciplinare, sconsigliavano misure così vistose ed estreme. Bastava l’ostruzionismo, d’altra parte, e anche i regolamenti di Camera e Senato erano diversi. Sta di fatto che mai i parlamentari comunisti, cioè la maggior forza d’opposizione, avrebbero ritenuto efficace occupare, per giunta da soli, l’emiciclo. Per cui la pratica barricadera arriva nelle assemblee sulla spinta delle lotte post-Sessantotto, e non deve essere un caso che a introdurla a Montecitorio, nella seconda metà degli anni 70, furono i radicali, e quindi con un’impostazione prettamente non-violenta. E anche in questo, come in tante altre attività, furono buoni profeti. E tuttavia la prima occupazione d’aula di cui si trova traccia nelle banche dati …