Anno: 2013

"Quell’antipatia senza genialità", di Francesco Merlo

È vero che l’antipatia dei ribelli, come furono Longanesi a destra e Feltrinelli a sinistra, è stata una grande risorsa italiana, ma dare del precario ad un giovane giornalista e disprezzarlo perché è pagato 10 euro ad articolo, come stanno facendo da ben due giorni Beppe Grillo e i suoi replicanti con il cronista Vasco Pirri Ardizzone, non è più antipatia rivoluzionaria, ma banale acidità reazionaria, baronale e classista. E la “cittadina” deputata Gessica Rostellato, che alla Camera si rifiutò di stringere la mano alla signora Rosi Bindi, già bersaglio della miserabile derisione berlusconiana, non fu una purificatrice sia pure antipatica, ma solo un’antipatica mocciosa dell’Asilo Mariuccia. La stessa cittadina disse alle Iene di non sapere cos’è la Bce né chi è Mario Draghi: «Non lo so, sono fusa». Insomma, è vero che l’antipatia italiana è stata una specie di lievito del progresso, della cultura e dell’arte, a volte squadrista magari e altre volte persino bombarola, mai però così cretina. E’ infatti, diciamo così sempliciotta, l’antipatia supponente della cittadina Roberta Lombardi che all’appello accorato di …

"L’aprile crudele dell’Ilva", di Adriano Sofri

Se A Roma si procede come alla corte di Bisanzio, che cosa succede della colonia tarantina? I giorni più veri qui sono quelli della Passione. Le estenuanti processioni ondeggianti dei perdoni scalzi e incappucciati, i pellegrinaggi ai sepolcri, uomini che venerano una madre addolorata. Poi, festa e resurrezione arrivano quasi come un complemento minore alla commemorazione. Guai a perdere la speranza, dice il vescovo, in un’omelia-arringa da pubblico accusatore: la salute viene prima di tutto, Dio maledice quelli che possono fare e non fanno. Gli accusatori pubblici laici sono provvisoriamente in silenzio, il loro tribunale ostruito dal processo di cronaca nerissima, intanto i capi dell’Ilva hanno provveduto a denunciare al competente tribunale di Potenza la giudice Todisco e i suoi custodi giudiziali. L’Ilva sciorina iniziative che danno nell’occhio. Enrico Bondi, ottuagenario campione di risanamenti (sinonimo, spesso, di liquidazioni), con una competenza siderurgica (fu lui a vendere la Lucchini al russo Mordashov, che l’ha lasciata in gramaglie) è il nuovo amministratore delegato. La famiglia Riva sottolinea come per la prima volta l’azienda passi in mani esterne. …

"Aldrovandi, agenti in servizio tra un anno il tribunale conferma il carcere per due di loro", di Jenner Meletti

La notizia è arrivata venerdì in serata, quando il grande abbraccio per la famiglia Aldrovandiera finito. Dal prossimo gennaio – secondo fonti della commissione disciplinare del dipartimento della Pubblica sicurezza – i quattro agenti oggi in carcere per la morte di Federico potranno riprendere servizio. Questo perché, dopo il carcere che finirà a giugno, scatterà una sospensione di soli 6 mesi, decisa dalla stessa commissione. Con il nuovo anno i quattro condannati per «eccesso colposo nell’omicidio colposo» – e per un reato colposo non è prevista la radiazione – potranno dunque risalire sulle volanti. In piazza, Patrizia Moretti non si dichiara sorpresa: «Sapevo già, qualcuno mi aveva informato di questa decisione. Ma non credo davvero che finirà così. Io spero, e ne ho motivo, che questi poliziotti non torneranno mai più in servizio. Stasera non voglio dire di più. Ma se questo ritorno ci fosse davvero, se le promesse non fossero mantenute, cambierei radicalmente il mio atteggiamento. Stasera voglio continuare a credere nelle istituzioni e nelle dichiarazioni di chi ci ha espresso solidarietà». Intanto, muove …

"Sapere, l’Italia è fanalino di coda europeo", di Mario Castagna

Secondo i dati Ue il nostro Paese è quello che ha tagliato di più per scuola e università. Gli stanziamenti sono tornati al livello del 2001 Edilizia e insegnanti sono i settori più colpiti dalla riduzione dei fondi. Peggio di Cipro, Romania, Lettonia e Ungheria. Peggio di qualsiasi altro paese Ue ma anche dei paesi che aspirano ad entrarci come la Turchia. Nessuno Stato europeo riesce ad eguagliare la pessima performance italiana nel finanziamento all’istruzione. Nell’Europa in crisi, alle prese con le misure di austerità e di rigore finanziario, nessun paese ha ridotto, in termini reali, i finanziamenti a scuola, università e ricerca. Solo l’Italia ha attuato una politica così miope, riportando indietro le lancette a 10 anni fa. Il finanziamento per l’anno 2012 è infatti lo stesso previsto per l’anno 2001. A fotografare l’amara realtà è la Commissione Europea, che in una sua pubblicazione ufficiale, «L’impatto della crisi economica nel finanziamento all’istruzione in Europa», uscita da pochi giorni e liberamente disponibile su Internet, mette insieme per la prima volta dati, tabelle e statistiche di …

"L'Aquila, la ricostruzione deve ancora partire: tempi incerti, fondi insufficienti e tanta rabbia", di Piera Matteucci

Otto o dieci anni, secondo il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca. Ma ne bastano anche cinque, per il sindaco Massimo Cialente. Quattro anni dopo il sisma che ha devastato la città dell’Aquila e ha danneggiato molti comuni vicini, il balletto delle date e delle cifre continua, ma la ricostruzione del centro storico ancora deve partire. È vero che di cantieri, soprattutto in periferia e nei piccoli centri, ne sono stati avviati e chiusi tanti. È anche vero che le abitazioni che avevano subito danni lievi sono state sistemate e che molti cittadini sono rientrati nelle loro case, ma è altrettanto vero che il cuore del capoluogo d’Abruzzo ha smesso di pulsare alle 3.32 del 6 aprile 2009 e ancora non si ha alcuna certezza di quando ricomincerà a battere. L’emergenza prima, il commissariamento poi, e tutte le incertezze burocratiche e normative hanno di fatto bloccato l’inizio dei lavori e la popolazione, dapprima spaventata, poi arrabbiata, ora è ogni giorno più delusa e depressa, convinta che non ci siano speranze per il futuro. “Abbiamo …

"Chi chiedeva un «nome» al M5S ha sbagliato a votare", di Cristoforo Boni

Eppure c’era chi pensava, anzi era sicuro, che Grillo ieri avrebbe presentato al presidente della Repubblica una rosa di nomi. E, se non proprio una rosa, almeno un nome. Erano i tifosi del Grillo che fa politica, che fa pesare i suoi voti sul tavolo che conta, che è disposto ad alleanze per far passare le proprie proposte. Invece non è accaduto nulla. Grillo si è blindato sulla linea del rifiuto. Prima di fare un nome deve crollare il mondo. Prima di fare un nome deve ottenere il 100% dei voti. Prima di scoprire davvero le carte tutto e tutti devono essere spazzati via. Ha pure detto che quanti hanno votato il Movimento 5 Stelle con l’obiettivo di condizionare la politica, di spostare gli equilibri, insomma di fare qualcosa di diverso dall’opposizione assoluta, «hanno sbagliato il voto». Ora vedremo le reazioni della curva grilllina. Vedremo, ad esempio, se Paolo Flores d’Arcais sarà conseguente con quanto ha scritto ieri nell’editoriale de il Fatto quotidiano. «Senza quel nome – implorava ieri Grillo – la proposta resta virtuale, …

"L’Europa teme la crisi italiana", di Paolo Soldini

Tutti si preoccupano, giustamente, degli effetti che lo stallo italiano può provocare sui mercati. Ma c’è un pericolo ancora più grave del quale non pare che ci sia, qui da noi, grande consapevolezza ma che sta inquietando, e molto, le istituzioni di Bruxelles e le maggiori can- cellerie: la mancanza di un vero governo a Roma rischia di aprire una crisi politica in tutta l’Unione europea. L’Italia insomma può trascinare l’Europa nel disastro. Non è pensabile, dicono negli ambienti della Commissione a Bruxelles, che si gestisca la politica europea senza l’iniziativa e la responsabilità del terzo paese del continente. «Troppo grosso per fallire», come si dice, ma anche per mettersi fuori, tra parentesi. Un governo che svolge solo gli affari correnti non può avere né l’iniziativa né la responsabilità. Gli incoscienti che blaterano sul «precedente» del Belgio non sanno di che cosa parlano: è vero che in quel paese è mancato per tanti mesi il governo nazionale, ma là esistono i governi delle tre comunità linguistiche che svolgono molte delle funzioni amministrative e politiche che …