Anno: 2013

"La guerra di Grillo contro i giornalisti", di Giovanni Valentini

È l’incontinenza verbale di un attempato ex comico che dà sfogo al suo delirio di onnipotenza politica, proprio come avevano già fatto in passato Bettino Craxi e più recentemente Silvio Berlusconi. Un attacco indiscriminato all’intero sistema dell’informazione, senza distinzione di nomi e di persone, di ruoli e di funzioni, nella logica persecutoria di un razzismo mediatico che rischia ormai di sconfinare nello squadrismo mediatico. Dai comizi in piazza “off limits” alle conferenze-stampa senza domande, attraverso l’artificiosa trasparenza del videostreaming d’occasione, siamo passati definitivamente alle invettive e alle intimidazioni. Non si contesta più un titolo, un articolo o un commento. Si aggredisce direttamente la funzione stessa della stampa, in un tentativo continuo di delegittimazione che nega non tanto il dovere dei giornalisti di informare, quanto il diritto dei cittadini di essere informati e di scegliersi liberamente come e da chi. La nostra categoria professionale, insieme a tante altre sulla scena sociale, non è certamente immune da colpe, vizi e difetti. E ognuno di noi è chiamato a fare autocritica, per la propria parte di responsabilità. Ma …

"La lunga notte della Seconda Repubblica", di Marcello Sorgi

Se davvero sperava, a oltre un mese dalle elezioni, e sotto l’incalzare della crisi economica che ha visto di nuovo salire la febbre degli spreads, di riuscire a imporre una soluzione ormai non più rinviabile, Giorgio Napolitano, alla fine del terzo giro di consultazioni (dopo il primo che aveva portato al preincarico di Bersani e quello successivo del leader del Pd), ha dovuto prendere atto che è molto difficile trovare una via d’uscita per ridare un governo al Paese. L’imbarazzo del Quirinale trapelava dal modo in cui s’è chiusa la giornata, con l’annuncio di una nuova pausa di riflessione del Capo dello Stato. I dati allineati con cura sullo scrittoio del Presidente segnalano un completo stallo, aggravato dalla chiara indisponibilità tra i partiti che dovrebbero concorrere a individuare uno sbocco. Malgrado gli alti e bassi che lo hanno accompagnato, il tentativo di Bersani si è arenato sul “no” pregiudiziale di Grillo, ribadito anche ieri, e sulla richiesta di Berlusconi, inaccettabile per il centrosinistra, di indicare il candidato alla successione di Napolitano. L’ipotesi di un rinvio …

"La paralisi dei veti incrociati", di Claudio Tito

L’Italia balla sulla tolda del Titanic ma sembra non rendersene conto. La crisi economica, la disoccupazione, la diffidenza dei mercati internazionali nei nostri confronti sono sirene che risuonano violentemente ma vengono disattivate dal frastuono della contesa post-elettorale. Il sistema politico e quello istituzionale sono paralizzati dai veti incrociati dei partiti. A oltre un mese dal voto non esiste alcuna prospettiva concreta di formare un governo. E l’unica vera assunzione di responsabilità potrebbe essere quella del presidente della Repubblica: le sue dimissioni costituiscono allo stato l’unico grimaldello in grado di scardinare lo stallo di questo Parlamento. Napolitano potrebbe infatti essere costretto a interrompere in anticipo il suo settennato per riconsegnare al Quirinale l’arma delle elezioni anticipate. Il punto è proprio questo: il semestre bianco impedisce al capo dello Stato anche solo di minacciare il ritorno alle urne. E in un clima tanto esacerbato quella facoltà è ormai divenuta indispensabile. Soprattutto di fronte alle condizioni inaccettabili che reciprocamente gli schieramenti si stanno ponendo. Le formule che in questi casi vengono immaginate per superare l’impasse si sono esaurite …

"Il Pd finanzia Camposanto e San Possidonio", di Serena Fregni

Oltre duemila donazioni al partito che dirotta 149mila euro su biblioteca, palestra e aiuto ai disabili. Anche il Partito Democratico regionale, attraverso il proprio conto corrente cui hanno contribuito 2.149 donatori, è riuscito a raccogliere 649mila euro. Di questi fondi, 500mila sono confluiti nei fondi alla regione, e 149mila destinati a due progetti a Camposanto e San Possidonio. A Camposanto è previsto il recupero della palestra comunale, fortemente usurata durante il post-sisma, poi verrà installato un ascensore nel vano scala del municipio rendendolo idoneo anche ai portatori di handicap. A San Possidonio verrà realizzata una biblioteca comunale nel nuovo polo scolastico – culturale. Lo ha spiegato ieri Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, nella sede del partito a Camposanto: «Siamo lieti di poter consegnare questi fondi per cause così importanti. Tutte le donazioni provengono dai tanti circoli presenti sul territorio, dalle feste del partito e anche da tanti privati che hanno deciso di dare il loro contributo», dice il segretario. Bonaccini prosegue ricordando il lavoro svolto dai tanti volontari in Emilia e ribadisce un secco …

"Costituzionalisti senza stelle", di Michele Prospero

Lo statista (non più mascherato) di Genova ha dettato la linea, che mescola intransigenza (verso la sinistra) e continuità (con Monti). Mentre con Berlusconi ostacola un governo di cambiamento, concede il via libera al governo tecnico. Dalla spiaggia privata, il leader del M5S gioca alla sedizione e ordina le condizioni di una resa immediata: lunga vita a Monti e morte a l’Unità. Quando non si copre il volto e scappa inseguito da mai servili giornalisti, Grillo si sente come il generale indiscusso di un esercito di conquistatori, implacabili nel colpire a comando. E perciò intima: niente governo, lavori solo il Parlamento. Qui, come l’opinione pubblica ha ormai appreso in questo fortunato avvio di legislatura, le sue truppe brillano per competenza, per autonomia e coraggio, per prestigio e dignità, per abilità oratoria. Insomma, per capacità di leadership. Con il voto di febbraio, un profondo ricambio di classi dirigenti ha offerto i galloni a una nuova élite del potere. Un ceto di inarrivabile levatura che compare soltanto in fasi storiche irripetibili è al servizio della nazione. Le …

"Così si è ristretto il vocabolario", di Mariapia Veladiano

È la lingua del mercato. Mi piace, non mi piace. Voglio, non voglio. Compro, non compro. Stupendo, orrendo. Santo, delinquente. Italiano, straniero. Fascista, comunista. Amico, nemico. Noi, loro. Semplificata, poche parole, scalpellate e puntute, da tirarsi in testa all’occorrenza. Poche idee. Scalpellate anche loro. Niente sfumature, solo quelle di grigio, rosso o nero, all’occorrenza. Chi insegna conosce bene questa lingua. La trova nei temi e nei saggi brevi, che dovrebbero argomentare e invece hanno la protervia (superbia insolente, arroganza ostinata, sfrontata, petulante, scrive il dizionario Treccani) di un oracolo a fine carriera. È fatta di frasi brevi, assertive. Parole pochissime, come fendenti. Gonfie, retoriche, slogan. Si spiega con rigore che la propria tesi va sostenuta con parole il più possibile chiare e condivise, che la tesi contraria ci deve essere sempre presente, perché qualche elemento di ragione ha da avere con sé e comunque si deve essere pronti a confutarla. Si ricorda che è un’arte il pensare, come il parlare. E invece. La lingua che la maggior parte di noi conosce e usa quasi non …

"All’Italia serve il governo politico", di Claudio Sardo

Siamo ai tempi supplementari. Ma non si poteva abbandonare così il solo, plausibile tentativo di dare un governo politico all’Italia. Il piano B – cioè un esecutivo simil-tecnico, sostenuto dalla stessa «strana» maggioranza di Monti – benché desiderato concordemente da Berlusconi e Grillo, sarebbe una condanna per il Paese. Lo sanno tutte le persone responsabili, anche se per prudenza o amor di Patria evitano di dirlo esplicitamente davanti alle difficoltà di oggi. I mercati sono pronti a mordere, anzi già lo fanno, e la stabilità dell’intera area-euro è fortemente minacciata dall’incertezza italiana. Ancor più minacciati siamo noi, sono i cittadini, le imprese, i lavoratori che perdono lavoro, i giovani che non lo trovano: è la nostra società, la nostra economia in crisi ad aver bisogno di un governo politico, che affronti con autorità i problemi in Europa, che assuma decisioni non scontate in Italia, che riapra un confronto pubblico trasparente tra opzioni diverse in temi di diritti, di politiche industriali, di riforma del welfare, di mobilità sociale. Un governo simile a quello di Monti rischia …