Anno: 2013

"Per gli statali un taglio a doppio effetto", di Gianni Trovati

Approvato il «codice di comportamento», che impedisce di ricevere regali troppo pregiati e di usare dotazioni di lavoro per fini privati, i dipendenti pubblici aspettano un provvedimento decisamente più pesante. Il bilancio dello Stato l’aveva messo in conto fin dal luglio del 2011, quando la prima manovra estiva dell’anno dello spread aveva “ipotizzato” un nuovo blocco di rinnovi contrattuali e stipendi individuali negli uffici pubblici anche per il 2013-14, da attivare per decreto dopo il primo congelamento triennale del 2010-2012. Ora però, archiviate le cautele elettorali, il regolamento preparato da Economia e Funzione pubblica è in arrivo, e a fare i calcoli sono i diretti interessati: una platea da quasi quattro milioni di persone, che ai dipendenti della Pubblica amministrazione unisce quelli delle società in house e degli enti strumentali (si veda anche l’articolo a fianco). Per avere un quadro completo, i calcoli dovranno considerare anche i riflessi previdenziali, particolarmente pesanti per chi andrà in pensione nei prossimi anni. La cifra pagata da ogni dipendente pubblico sull’altare della crisi, come mostrano i conti in tasca …

Delrio: «Ordinanze per pagare le imprese», di Massimo Franchi

Sbloccare 8-9 miliardi di pagamenti pubblici dovuti alle imprese tramite ordinanze dei sindaci o delibere di giunta per motivi di sicurezza sociale. Per evitare la bancarotta e la chiusura di migliaia di aziende e perdere di conseguenza centinaia di migliaia di posti di lavoro, i sindaci sono pronti a prendersi la responsabilità di derogare al Patto di stabilità interno. A lanciare la proposta è il presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio. Che, forte dell’appoggio di imprese e sindacati, giovedì nell’Ufficio di presidenza dell’associazione dei Comuni proporrà a tutti i colleghi di fare lo stesso. «Come sindaci ogni giorno siamo davanti ad una tragedia, le aziende che chiudono, i lavoratori che vengono a chiederci aiuto. E la cosa grave è che noi Comuni potremmo benissimo pagare gran parte delle imprese, ma è il Patto di stabilità che ci blocca». Il quadro dei conti è presto fatto: dei 79 miliardi di debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, 12-13 miliardi sono dei Comuni. «Si tratta di 20-25mila opere pubbliche, appalti con lavori già cantierizzati …

"Ascolta, clicca e guarda ecco la nuova formula per insegnare ai ragazzi", di Maria Novella De Luca

La sfida è catturare la loro attenzione, le loro menti che hanno spie sempre accese e tablet, pc e cellulari sincronizzati giorno e notte. Studenti 2.0 che imparano facendo mille cose insieme, in una rivoluzione multitasking dove il libro di testo non basta più, perché il sapere arriva da mille fonti e la generazione web le mescola tutte. Così la scuola prova a diventare interattiva: la parola più il video, più l’audio, cercando un ponte con quella tribù digitale che sta riscrivendo, sembra, i meccanismi dell’apprendere e del conoscere. Nasce il libro che entra nella Rete, e la Rete che rimanda al libro, e addirittura You-Tube può servire ad approfondire temi considerati “intoccabili”, la Divina Commedia o la poesia del Trecento, ambiti fino a ieri impermeabili a ogni contaminazione. Del resto l’80 per cento dei ragazzi lo confessa apertamente: studiamo connessi a Internet, la musica di sottofondo e il cellulare che vibra, la concentrazione si frammenta sì, ma si moltiplica anche. In tutto il mondo si stanno diffondendo “piattaforme” di studio multimediali, una sorta di …

"Alla ricerca della base perduta", di Ilvo Diamanti

Non è una scossa isolata e occasionale. Le recenti elezioni segnano, invece, una svolta violenta. Che modifica profondamente i confini fra politica, società e territorio. Segno del cambiamento è, soprattutto, il voto al M5S. Il quale ha canalizzato gli effetti di due crisi, enfatizzate, a loro volta, dalla crisi economica. LA PRIMA — a cui abbiamo già dedicato attenzione — colpisce il legame con il territorio. È resa evidente dallo “sradicamento” dei partiti principali nello loro zone “tradizionali”. Il Pd: in alcune province storicamente di sinistra. Nelle Marche e in Toscana, soprattutto. La Lega: nel Nordest, nella pedemontana lombarda e piemontese. Nelle province “forza-leghiste”, un tempo “bianche”. Democristiane. Infine, il PdL, che ha perduto, in misura superiore alla media, nelle Isole. Sicilia e Sardegna. Dove è forte, fin dalle origini. Una geografia politica di lunga durata è mutata bruscamente e in modo profondo. Almeno quanto la struttura sociale ed economica del voto. È qui la seconda “crisi”, esplosa alle recenti elezioni, dopo una lunga incubazione. Centrosinistra e centrodestra hanno perduto la loro base sociale di …

"Così, davanti al supermercato, ho visto crescere una rivoluzione", di Michele Nicoletti

Chiunque abbia fatto la campagna elettorale volantinando fuori dai supermercati là dove hai modo di incontrare lo spaccato del Paese reale e non una sua fetta che ti scegli a piacimento perché a fare la spesa ci vanno tutti si è reso facilmente conto che era arrivato il dies irae, il giorno dell’ira e della punizione divina. «Fate campagna elettorale con i soldi nostri» dicevano i pensionati. «I soldi per pagarvi i volantini lo Stato ve li dà, a noi non dà i soldi per comprarci il pane. È giustizia questa? È uguaglianza di trattamento?» Agli imprenditori piaceva l’idea di sbloccare i crediti che le imprese vantano nei confronti dello Stato, ma la musica era la stessa: «Non ci importa quanto siete pagati, ma perché i vostri crediti non si bloccano mai? Perché ogni mese arrivano puntualmente i pagamenti delle indennità, dei costi per i gruppi consiliari, dei rimborsi elettorali e i pagamenti alle imprese non arrivano mai? Bloccate i finanziamenti ai partiti fino a che non avrete sbloccato i crediti alle imprese, così sarete …

"L’opportunità del cambiamento", di Claudio Sardo

Fa paura lo stallo post-elettorale. Perché c’è un’Italia che soffre, perché l’Europa è tuttora intrappolata in una politica suicida di austerità, perché la quiete dei mercati non durerà a lungo senza risposte efficaci, perché siamo alle prese con una frattura politica e sociale che mette a rischio la stessa unità del Paese. È una crisi di sistema quella che il voto ha squadernato. Ma in questo risultato c’è anche l’opportunità di cambiare e di ripartire. Anzi, si può ripartire proprio perché gli elettori hanno chiesto un cambiamento profondo. Il Pd pensava che il suo progetto avesse la capacità di rassicurare sulla tenuta dell’Italia, e al tempo stesso la forza di promuovere un’opera di ricostruzione. Gli elettori invece lo hanno percepito al di sotto della necessità di innovazione della politica. Ora il passaggio è reso difficile non solo dai numeri, ma anche dall’urgenza di una soluzione. Il Pdl, purtroppo, non aiuta: il Paese avrebbe bisogno di una destra democratica, europea, capace di assumersi all’occorrenza una responsabilità nazionale. Invece è sempre più arroccata in difesa di Berlusconi, …

"Dal Pd voto «last minute» per Grillo", di Luca Comodo

I risultati delle elezioni politiche hanno prodotto una scossa che sembra andare in profondità e mettere in discussione gli assetti e lo scacchiere politico come lo abbiamo conosciuto negli ultimi vent’anni. La crescita dell’astensione è stata netta: 5 punti in più rispetto alle politiche 2008. Tuttavia la fuga dalle urne che emergeva dai sondaggi sino a poche settimane prima del voto non si è verificata. La delusione si è tramutata in voto per Grillo. Gli astensionisti, che nei momenti in cui erano più alti nei sondaggi avevano attratto fette di elettorato “dinamico”, tornano ad essere molto simili al profilo tradizionale di chi non vota: età elevata, basso titolo di studio, con la televisione come veicolo principale quando non esclusivo di informazione. Tutti i partiti tradizionali vengono fortemente penalizzati: il Pdl perde oltre 6 milioni di voti, quasi 3 milioni e mezzo il Pd, 1 milione e mezzo l’Udc, la Lega smarrisce più di metà dei propri elettori, ma anche Rivoluzione civile, rispetto alle forze che la sostenevano perde quasi due milioni di voti. Queste perdite …