Anno: 2013

"La Giornata della memoria. Ricordare guardando al presente", di Adriano Prosperi

“A poco a poco il ricordo…” : Saul Friedländer ha raccontato nel bellissimo libro che ha questo titolo l’emozione dell’affiorare nella coscienza del ricordo dei genitori e dell’infanzia ebraica dopo anni di vita in un collegio religioso che per salvarlo gli aveva dato un nome e una identità cristiana. Ma gli insondabili abissi della memoria personale che ispirarono a Sant’Agostino espressioni di religioso tremore sono cosa diversa dalla memoria collettiva orientata da poteri di governo. La Giornata della memoria che ricorre domani ne offre un buon esempio. La legge istitutiva del 20 luglio 2000 la finalizzò al “ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati politici e militari italiani nei campi nazisti”. Qui la legge dell’ottimismo che secondo i neurobiologi governa la selezione del ricordo assume i tratti della censura consolatoria: gli italiani vi compaiono come perseguitati e vittime nonostante il dato di fatto di una responsabilità collettiva del nostro Paese e dei suoi governanti nel razzismo e nella persecuzione degli ebrei, nella guerra mondiale a fianco della Germania nazista. Ora …

La nostra Europa che non deve morire, di Vassilis Alexakis , Hans Christoph Buch, Juan Luis Cebrián, Umberto Eco, György Konrád, Julia Kristeva, Bernard-Henri Lévy , Antonio Lobo Antunes, Claudio Magris, Salman Rushdie, Fernando Savater, Peter Schneider

L’Europa non è in crisi, è in punto di morte. Non l’Europa come territorio, naturalmente. Ma l’Europa come Idea. L’Europa come sogno e come progetto. L’Europa il cui spirito fu celebrato da Edmund Husserl nelle sue due grandi conferenze pronunciate a Vienna, nel 1938, e a Berlino, alla vigilia della catastrofe nazista. L’Europa come volontà e rappresentazione, come chimera e come cantiere, l’Europa che i nostri padri hanno rimesso in piedi, l’Europa che ha saputo ridiventare un’idea nuova in Europa, che ha potuto portare ai popoli dell’ultimo dopoguerra una pace, una prosperità, una diffusione della democrazia inedite, ma che ancora una volta si sta decomponendo sotto i nostri occhi. Si decompone ad Atene, una delle sue culle, nell’indifferenza e nel cinismo delle nazioni-sorelle: ci furono tempi, quelli del movimento filellenico, agli inizi del XIX secolo, in cui, da Chateaubriand al Byron di Missolungi, da Berlioz a Delacroix, o da Puškin al giovane Victor Hugo, tutti gli artisti, poeti, grandi intelletti di cui era ricca l’Europa, volavano in suo aiuto e militavano per la sua libertà. …

Se l'Europa cancella il suo passato, di Antonio Ferrari

Durante una conferenza estiva sulle derive del razzismo, un ragazzino si è alzato in piedi e mi ha chiesto: «Senta, lei ci parla dell’Olocausto. Agghiacciante, d’accordo. Ma che colpa ne ho io se i nazisti gasavano i miei coetanei?». Sarebbe stato facile attaccare con l’elenco delle atrocità, denunciare gli aguzzini e concludere con un retorico e inutile «mai più». Mi è invece venuto spontaneo rispondere così: «Vedo che hai un tatuaggio sul braccio destro. E allora, immagina che domani mattina arrivi uno e ti dica che tutti quelli che hanno un tatuaggio devono essere fermati e deportati. Oppure, al contrario: che arrivi uno e ti dica che tutti quelli che non hanno un tatuaggio devono essere deportati. Come reagiresti?». Non ho avuto risposta, se non un imbarazzato sussulto. Come se l’orrendo macigno del passato avesse risvegliato l’incubo di un possibile presente. È facile dimenticare ed è sempre difficile trasferire il peso della memoria nei nostri giorni. Eppure, in una fase acuta di crisi globale — economica, finanziaria, ma soprattutto crisi di valori — bisognerebbe interrogarsi …

Serramazzoni (MO) – Cena elettorale

A Serramazzoni, venerdì 1 febbraio alle ore 20, il circolo PD nell’ambito della campagna elettorale per le elezioni politiche e per le amministrative locali, organizza una “Cena con iniziativa politica” presso il Ristorante New Factory, località Campolù (sulla Nuova Estense), via per Marano 4265

L'uomo del Monte

Mario Monti attacca il Pd sulla vicenda Mps. Intanto candida Alfredo Monaci, nel cda della banca dal 2009 al 2012, e attuale presidente di Mps Immobiliare Fuori la politica dalle banche. Non è uno dei tanti slogan della campagna elettorale ma le parole di Mario Monti che interviene sulla vicenda MPS. “Il PD c’entra in questa vicenda perché ha sempre avuto molta influenza sulla banca e sulla vita politica. Il mio non e’ un attacco a Bersani ma al fenomeno di commistione tra banca e politica che va sradicato”, ha dichiarato l’ex premier ai microfoni di ‘Radio Anch’io’. A scorrere le liste di Monti intanto si legge che: Alfredo Monaci, candidato n. 3 della lista Monti in Toscana E’ stato membro del consiglio di amministrazione della Banca Mps dal 2009 al 2012, sotto la guida del presidente Mussari, E’ stato presidente di Biver banca, partecipata da Mps sino a pochi mesi fa; È tutt’ora Presidente Mps Immobiliare, società immobiliare del gruppo Mps. “Ma il Monti che attacca il PD sugli incroci politica-banche è lo stesso …

"Monti attacca i democratici. Con un compagno di viaggio, Beppe Grillo", di Fabrizia Bagozzi

La vicenda Monte dei Paschi si abbatte sulla campagna elettorale e sul Pd, attaccato non soltanto dal centrodestra o, sul versante opposto, dal leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia (che trova il modo di sparare su tutti, Udc e Pdl inclusi), ma da Mario Monti in persona che da qualche giorno non lesina colpi. Il premier apre le danze in mattinata a Radio Anch’io assolvendo il proprio esecutivo («Il governo non ha responsabilità) ma lanciando un siluro contro i democratici: «Non voglio attaccare Bersani, però il Pd c’entra nella questione Mps. È coinvolto in questa vicenda perché ha sempre avuto una grande influenza sulla banca attraverso la sua Fondazione e il rapporto storico con il territorio culturale e finanziario senese». In ogni caso, dice Monti, che peraltro apre (tatticamente?) alla collaborazione con un Pdl emendato da Berlusconi, «critico la commistione fra banche e politica». Parole che provocano la reazione democratica. Con il segretario Bersani: «Monti trova un difetto al Pd tutti i giorni, per un anno non ne ho mai sentiti». Ma non solo. Controbatte …