Anno: 2013

"Ecco le nostre proposte sul fisco", di Stefano Fassina

I meccanismi della comunicazione sono difficilmente prevedibili. Tuttavia, su alcuni temi, come «la patrimoniale», sono davvero sorprendenti. Venerdì scorso, Pier Luigi Bersani ha ribadito, per l’ennesima volta, la posizione del Partito democratico sulla tassazione dei patrimoni. A stretto giro, nella demagogia elettorale, tanti si sono impegnati a dare alle sue parole la rappresentazione di novità assoluta, in presunta incoerenza con le proposte precedentemente annunciate e addirittura in contraddizione con le posizioni di altri importanti interlocutori del centrosinistra e delle forze sindacali. Prima di entrare nel merito delle dichiarazioni di Bersani, è utile ribadire quanto scrivemmo in un commento per Europa del 9 settembre 2011, sempre in risposta alle accuse di incoerenza: «Primo: la patrimoniale non esiste… La patrimoniale si distingue, innanzitutto, in due fattispecie: un’imposta straordinaria, una tantum, ad aliquota molto elevata su una qualche definizione del patrimonio; un’imposta ordinaria, ad aliquota molto contenuta anche qui su una qualche definizione della base imponibile. Secondo: il Pd rimane convinto che la via della patrimoniale straordinaria sia una via suggestiva ad uno sguardo superficiale, ma impraticabile sul …

"L’ultima maschera del Cav", di Michele Prospero

La destra è alle prese con la questione morale. Vuole raccogliere anch’essa la sfida lanciata dal Pd che, per ragioni politiche e non giustizialiste, ha escluso (rischiando qualcosa in termini di consenso) alcuni candidati dalle liste. Per licenziare liste senza macchie e schivare i prevedibili costi di immagine, il Pdl incarica (chi altri se no?) Berlusconi e Verdini di controllare l’onorabilità dei candidati. Il profilo etico-politico di tali supremi censori non è proprio sublime. ̀ E’ dunque scontato che tutti gli esclusi eccellenti (Dell’Utri, Papa, Milanese, Scajola, Cosentino) scalpitino all’unisono e chiedano a gran voce cosa mai gli autoproclamatisi guardiani della virtù abbiano meglio di loro. Insomma, un bel pasticcio questo duello sanguigno condotto in nome della morale e che vede in scena alcuni deputati condannati in primo grado, altri appena usciti dalle patrie galere, altri ancora salvati dalle Camere solo sul rotto della cuffia dalla richiesta d’arresto (per reati infamanti) che pendeva sulla loro povera testa. Quando l’etica di un partito è affidata alla valutazione insindacabile di capi che non sembrano proprio degli stinchi …

"L'Italia del 2013, 3,5 milioni di senza lavoro", di Paolo Baroni

L’Italia, come un aereo in caduta libera, continua a perdere posti di lavoro. Tutte le previsioni per quest’anno, nonostante le attese di una ripresa dell’economia a partire da metà anno, segnano un ulteriore peggioramento: la disoccupazione «ufficiale» arriverà al 12%, e toccherà il 12,4 nel 2014 stima Confindustria. In realtà, calcolando i lavoratori che sono in cassa integrazione a zero ore da mesi e mesi e quelli che beneficiano della cassa in deroga, ultimo stadio degli ammortizzatori sociali, l’indice «reale» fa segnare almeno un punto in più. Si arriverà «al 13,6%», ha calcolato il Centro studi Confindustria. Mentre la Uil parla di mezzo milione di disoccupati in più quest’anno, dato che ci porterà a toccare la non certo invidiabile quota di 3,5 milioni di senza lavoro. La fotografia scattata a fine 2012 dall’Inps è impietosa: la crisi economica continua a bruciare migliaia di posti di lavoro ogni giorno. Duemila al giorno, ha denunciato venerdì Angeletti della Uil. E la montagna delle ore totale di cassa integrazione, quasi un miliardo e cento milioni di ore (+12,1% …

"Campagna elettorale formato reality", di Ilvo Diamanti

Manca ancora un mese al voto. Anzi, qualcosa di più. Ma è come se, a spoglio iniziato, si discutesse degli exit poll. In attesa delle proiezioni. Con il timore che le stime fornite si rivelino sbagliate. È già avvenuto. Nel 2006, in particolare. Quando gli exit poll annunciarono la larga vittoria dell’Ulivo di Prodi. Mentre, a spoglio concluso, la competizione si risolse in un quasi-pareggio. Oggi, a un mese al voto, è come se fossimo ancora lì, dentro e davanti gli schermi, a interrogarci sull’attendibilità delle stime prodotte dai sondaggi. Che da troppo tempo e con troppo anticipo, hanno decretato il successo del centrosinistra e del Pd, guidato da Bersani. Oggi, come nel 2006, si teme – oppure si spera, a seconda dei punti di vista – l’idea della rimonta di Berlusconi. Alimentata da alcuni sondaggi, che registrano un avvicinamento tra il centrosinistra e il centrodestra. Tra Bersani e Berlusconi la forbice si stringe, è la voce che corre. Amplificata da Berlusconi, che, come highlander, affolla gli schermi, più volte al giorno, per narrare la …

"Lavoro, immigrati, Imu, giustizia Pd, le leggi dei primi cento giorni", di Simone Collini

Cittadinanza per i figli degli immigrati che nascono in Italia, niente Imu per chi quest’anno ha pagato fino a 500 euro, reintroduzione dei reati di falso in bilancio, autoreciclaggio e voto di scambio, cancellazione delle norme ad personam come la ex Cirielli utile a tagliare i tempi di prescrizione. E poi conflitto di interessi, rappresentanza sindacale, diritto di partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese. Queste sono le principali leggi che approverà il governo Bersani nei primi cento giorni, in caso di vittoria della coalizione dei progressisti e dei democratici alle elezioni di febbraio. Il leader del Pd ha dato mandato ai responsabili dei diversi settori del partito di scrivere la parte del programma di loro competenza. I lavori sono pressoché terminati, ma al di là delle ultime limature sul testo complessivo, ci sono una serie di interventi già dati per assodati, che Bersani vuole portare a casa entro l’ estate. Interventi che nelle intenzioni del leader Pd servono a dare da subito il segno di quella «riscossa civica e morale» che deve chiudere …

"Più scuola per favorire l'uguaglianza", di Benedetto Vertecchi

Il confronto sull’ordinamento del sistema scolastico italiano continua a trascinarsi stancamente. Oggetto prevalente d’interesse è l’architettura del sistema, la sua articolazione tra i livelli, il modello di organizzazione dei curricoli, ridotto all’indicazione del numero di ore da assicurare per questa o quella materia. Non si tiene conto che l’architettura è solo uno degli aspetti ai quali occorre prestare attenzione. Se ne deve prendere in considerazione almeno un altro, costituito dalle regole di funzionamento delle scuole. L’architettura del sistema riflette le concezioni che sono alla base dell’educazione scolastica, mentre le regole di funzionamento stabiliscono in che modo si ritiene che gli intenti del sistema possano essere raggiunti. Gli interventi legislativi promossi dai governi della Destra si sono caratterizzati da un lato per l’incerto disegno del modello architetturale, dall’altro per la semplicità, al limite del banale, delle regole di funzionamento. L’architettura del sistema è stata piegata ad assecondare un proposito di contenimento della popolazione scolastica, che ha come condizione iniziale l’interruzione della tendenza all’aumento del numero di anni compreso nella fascia dell’istruzione obbligatoria. Non si è trattato …

"Equità, la differenza fra destra e sinistra", di Nicola Cacace

Tutti parlano di equità, dopo che il Pd ne ha fatto tema centrale della campagna elettorale. Questo per almeno due motivi,la misura crescente del livello italiano di diseguaglianza sociale e l’evidenza dei risultati internazionali che mostrano il successo dei Paesi a più alta eguaglianza. Dai dati Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie risulta infatti che metà della ricchezza privata, immobiliare e finanziaria, è concentrata nel 10% delle famiglie. Gli stessi dati che mostrano che la ricchezza privata italiana è superiore a quella tedesca e francese, rimandano ad una nota vecchia espressione del senatore socialista Formica «il convento è povero ma i frati sono ricchi». I dati internazionali sono ancora più evidenti: gli otto Paesi europei a più alta eguaglianza, i quattro Paesi scandinavi, più Olanda, Germania, Francia ed Austria, tutti con indice Gini (misura della diseguaglianza) inferiore a 0,3 sono anche quelli a più alto sviluppo. Sulla base di questi dati equità e sviluppo sono divenuti temi evocati anche dalle forze del centro e della destra, ma con delle differenze fondamentali. Mentre per la sinistra l’equità …