Anno: 2014

"Contro l'ignoranza attiva", di Dario Antiseri

La storia della filosofia esiste perché esistono i problemi filosofici. Problemi come questi: Dio esiste o è solo un’invenzione per usi disparati? Il tutto-della-realtà è solo quello di cui parla o può parlare la scienza o si danno anche validi argomenti a difesa dell’idea che tutto non è destinato a finire in questo nostro mondo? È proprio vero che l’ateo è più scientifico del credente oppure si può ben dire che l’ateismo è una pura e semplice fede non di rado camuffata da teoria razionale? L’uomo è libero o determinato? E cosa è cambiato o cambia, per l’immagine dell’uomo, con l’avvento della teoria dell’evoluzione? Problemi carichi di conseguenze morali e politiche sono quelli che i filosofi hanno affrontato con la proposta delle diverse filosofie della storia: la storia umana è da sempre un campo aperto all’impegno morale, creativo e responsabile degli esseri umani oppure è una imponente realtà che si evolve seguendo ineluttabili leggi di sviluppo? E ineludibili problemi filosofici sono quelli relativi alla «migliore» organizzazione della convivenza umana — problemi, dunque, di filosofia politica. …

"La rappresentanza come valore", di Nadia Urbinati

Abbiamo due articoli della Costituzione, il 3 (sull’uguaglianza) e il 51 (sulla promozione delle pari opportunità) e metà della nostra popolazione è costituita da donne, eppure vi è il fondato sospetto che la nuova legge elettorale voglia dare un’interpretazione riduttiva della parità di genere: questo è il senso delle dichiarazioni fatte dalla presidente della Camera Laura Boldrini e da numerose parlamentari di tutti gli schieramenti politici. La preoccupazione è legittima e pertiene al diritto di equa rappresentanza, un diritto che le liste bloccate senza norme che regolino il criterio di collocazione nella lista fatalmente violerebbero. Nel diritto di parità di genere si riflette il diritto di eguale partecipazione alla rappresentanza: non è un diritto “per” le donne e non è una concessione alle richieste delle donne. La rivendicazione della parità non è una rivendicazione di rappresentanza corporativa. È, al contrario, l’attuazione coerente di una visione della democrazia nella quale tutti i cittadini e tutte le cittadine debbano potere godere di uno stesso diritto di contare ed essere contati, di votare ed avere un’eguale opportunità di …

"In difesa della civiltà", di Michela Marzano

Quello di ieri sarà ricordato come un 8 marzo tragico. Tre donne, Assunta, Ofelia e Silvana, sono morte: uccise dal compagno o dal marito. Tre femminicidi da aggiungere alla lista nera di questi ultimi anni, nonostante le leggi e i decreti. E allora la giornata internazionale della donna che spesso viviamo con obbligo e stanchezza (nonostante le lotte e le conquiste femminili) diventa quello che era: una difesa della civiltà, un modo per attirare lo sguardo sulle reali condizioni di vita delle donne in Italia. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l’ha spiegato ieri mattina al Quirinale durante la celebrazione della festa, ricordando come la violenza contro le donne sia «una tragedia che colpisce i sentimenti dell’intera nazione ». Finché non si sconfiggeranno il sessismo e le violenze, non si sarà fatto “abbastanza” per le donne. Finché gli uomini continueranno ad ucciderle per gelosia o per vigliaccheria, l’Italia non potrà smettere di essere a lutto. Ieri abbiamo vissuto le due facce dell’Italia: da un lato la barbarie e dall’altro le persone, vere, che contro la …

"La solitudine dei Bronzi nel museo svuotato dal Tar", di Sergio Rizzo

Mai slogan fu più azzeccato. «Gira e rigira la Calabria ti stupisce sempre», c’era scritto a caratteri cubitali nella sala del Consiglio regionale dove ieri il governatore Giuseppe Scopelliti presentava un accordo con l’Alitalia per far arrivare frotte di turisti da tutto il mondo: destinazione il museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, dove sono esposti da tre mesi i Bronzi di Riace. Ma soltanto loro, però. A proposito di stupore, immaginate quello di chi, entrando in quel museo, scoprirà che sono aperte soltanto due sale, con le statue meravigliose trovate nel 1972 nelle acque calabresi e pochi altri straordinari oggetti, come la testa del Filosofo. Il resto dello spazio è completamente vuoto, e tale rimarrà ancora per un anno: se tutto andrà per il verso giusto. Perché il calvario del Museo progettato negli anni Trenta del secolo scorso dall’architetto Marcello Piacentini non è ancora finito. Si era impegnato allo spasimo il ministro dei Beni culturali del governo di Enrico Letta, Massimo Bray, perché aprisse i battenti prima di Natale. Quattro anni avevano aspettato i …

"Una legge elettorale paritaria, il coraggio di essere liberi", di Valeria Fedeli

L’8 marzo di quest’anno è sospeso tra cambiamento e conservazione. E’, infatti, in corso una forte battaglia politica di tante donne e uomini, un impegno trasversale che attraversa diversi gruppi parlamentari, per poter finalmente realizzare una democrazia che sia realmente paritaria. Sarebbe inaccettabile, e il rischio che corriamo in queste ore è forte, se la nuova legge elettorale penalizzasse le donne, cioè la maggioranza del Paese. In questo modo un’occasione storica per sperimenta- re l’equità di genere e di moltiplicare il cambiamento andrebbe persa! Non si tratta qui solo di riequilibrare una sottorappresentazione di genere in Parlamento. Si tratta di un cambiamento culturale profondo. Questa è una sfida centrale per ogni cambiamento politico, culturale e sociale, che vogliamo realizzare. Un cambiamento che è il cuore della responsabilità che Parlamento e nuovo governo si sono assunti in questa difficile fase storica. Il governo ha mostrato una capacità di innovazione nella parità tra ministre e ministri, scegliendo di legare il destino di molte importanti riforme proprio alle energie, alla competenza e alla concretezza delle donne. Poi, però, …

Intervento del Presidente Napolitano alla Giornata Internazionale della Donna

Signor Presidente del Senato, Signora Presidente della Camera dei Deputati, Signor Presidente della Corte Costituzionale, Autorità, Care e cari invitati, rivolgo un cordiale saluto a tutte e a tutti i partecipanti, ma un particolare augurio, come comprenderete, alle signore ministri che rappresentano la parità di genere sancita nella formazione del nuovo governo. Sono convinto che, al di là delle loro competenze e specifiche funzioni, non dimenticheranno di essere donne impegnate nella causa delle donne. E rivolgo anche un doveroso ringraziamento alla componente femminile del precedente governo per aver trattato situazioni complesse con professionalità e senso dello Stato e per l’impegno espresso in tema di pari opportunità. Ma i miei affettuosi auguri e il mio incoraggiamento vanno a tutte le donne, che in Italia e nel resto del mondo, ieri e oggi, ribellandosi, reagendo contro leggi e tradizioni assurde hanno non solo difeso la propria dignità e i propri diritti, ma affermato libertà e opportunità per tutte. Ringrazio coloro che lavorano nelle associazioni, che operano come religiose, nei corpi dello Stato e anche negli organismi internazionali …

"Le italiane meritano un 8 marzo di cambiamento, a partire dalla vita pubblica", di Roberta Agostini

Se chiediamo una legge elettorale che contenga norme per favorire la presenza femminile nelle istituzioni lo facciamo per una ragione politica generale e per un principio di civiltà che deve riguardare l’intero sistema politico. Le italiane meritano un 8 marzo di cambiamento, a partire dalla vita pubblica. L’8 marzo non può essere nel nostro paese una celebrazione retorica o una festa. Le statistiche ci raccontano puntuali della difficoltà delle donne italiane, delle vite precarie delle generazioni più giovani, delle disparità salariali, delle difficoltà di carriera, dell’impossibilita di tenere insieme famiglia e lavoro. È di qualche giorno fa la ricerca Istat sul capitale umano che evidenzia come quello dello donne nel nostro paese valga la metà di quello maschile a causa delle massicce percentuali di disoccupazione. E l’istituto europeo per la parità di genere, colloca l’Italia al ventitreesimo posto su 27 paesi nella graduatoria delle pari opportunità tra uomini e donne. Ma le donne italiane, la loro quotidianità, le loro speranze, le loro capacità sono anche il cuore di un progetto di rinascita per il paese. …