Anno: 2014

"Classi sempre più multietniche: un alunno su dieci di origini straniere, ma la metà è nata in Italia", di Salvo Intravaia

Il documento di analisi del Ministero: a otto anni dalla prima stesura sono quasi raddoppiati, e sono ormai 200mila nelle scuole superiori. Rendendo non più rinviabile la questione dello jus soli. Aule scolastiche italiane sempre più multietniche e adesso quasi un alunno su dieci è di origini straniere. La presenza di alunni nati da genitori stranieri quest’anno ha raggiunto le 830mila unità. A certificarlo è lo stesso ministero dell’Istruzione. Un dato, quello comunicato da viale Trastevere in occasione dell’emanazione delle nuove Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, che fa segnare l’ennesimo record di presenza straniera tra le mura scolastiche. Ma dalle ultime ricognizioni sulla presenza straniera nelle scuole italiane emerge che metà degli alunni censiti come stranieri sono in realtà nati nel nostro Paese. Bambini e ragazzi che parlano con inflessioni di tutte le regioni italiane. E che contribuiscono a rendere non più rinviabile la questione dello jus soli, il riconoscimento della cittadinanza italiana a coloro che nascono nel nostro Paese. “A otto anni di distanza dalla prima stesura – spiegano da …

"Guardare la politica dal buco della serratura", di Stefano Bartezzaghi

La sua inconsapevole o comunque involontaria passerella ha detto subito con chiarezza da quale posizione avremmo assistito a dieci minuti di irresistibile vacuità: è la posizione di chi spia dal buco della serratura. L’immagine era di qualità bassa, tanto quanto era magniloquente la scenografia: arredi e quadri pomposi, una bandiera europea, un tavolo lungo il cui asse tre persone stavano sedute a sinistra, quattro a destra. Nessuna di loro era una donna. Visione sfocata, audio approssimativo, punto fisso di osservazione, dettagli inessenziali e imbarazzanti in primo piano, sensazione di perdersi quanto di realmente importante sta succedendo. È appunto quel che succede spesso, spiando e origliando. Lo streaming non è che uno dei più aggiornati dispositivi che la tecnologia offre alla nostra stremata curiosità. Sono svariati, e spesso li confondiamo tra loro. La scorsa settimana, alla fine della campagna per le regionali sarde, la candidata Michela Murgia ha pronunciato una frase quando, plausibilmente, pensava che il suo microfono fosse spento. Era acceso e la frase è andata in onda. Ebbene, nel riprenderla, tutte le cronache hanno …

"Industria, fatturato in calo. Nel 2013 scende dello 0,6 per cento", da lastampa.it

Il nuovo dato reso noto dall’Istat cancella il segno positivo registrato nel mese di novembre dopo 22 mesi di decrescita; A dicembre ordinativi diminuiti del 4,9%. L’industria chiude il 2013 in rosso anche sul fronte del fatturato. Dopo avere certificato le perdite sulla produzione l’Istat archivia anche i conti sulle vendite. E il risultato è ancora peggiore: se in volumi, ovvero in quantità, l’Italia cede il 3%, la contrazione del giro d’affari è del 3,8%. Ecco un primo effetto negativo del raffreddamento dei listini: alle casse delle imprese è venuta a mancare pure la leva dei prezzi, con l’inflazione in caduta libera e le quotazioni alla produzione finite addirittura sotto lo zero. Non solo, anche gli ordini ricevuti scarseggiano, diminuendo dell’1,3%. Un’eredità che peserà anche sui mesi seguenti, visto che le commesse danno la misura di quanto l’economia tiri. A non spingere è il mercato interno, che anzi fa da zavorra. Basti pensare che al netto del dato nazionale sarebbero positivi sia i ricavi che gli ordinativi. Come al solito l’export ha controbilanciato la cattiva …

“Muoio” quel tweet mai visto prima, di Marco Bardazzi

«Muoio». Per scriverlo in ucraino sono sette caratteri in cirillico e uno spazio. Otto tocchi sulla tastiera del telefonino collegato a Twitter che Olesya Zhukovskaya, 21 anni, stringeva nella mano destra ieri a Kiev. Con la sinistra cercava di fermare il sangue che colava dalla gola raggiunta da un proiettile, scendendo a macchiarle la pettorina da infermiera volontaria, dominata da un’improvvisata croce rossa. La sorte di Olesya è incerta. Non sappiamo se sia già morta o se ancora lotti per sopravvivere in un letto di ospedale in Ucraina. Quello che è certo è che il suo ultimo atto pubblico, cosciente, è stato inviare un «tweet». Ogni rivoluzione, in ogni epoca, ha i suoi simboli. Le rivolte del XXI secolo nascono sui social network e chi le combatte ha un istinto che è ormai nel Dna della generazione di Olesya: tutto va condiviso, compresa la morte. La Rete, e i social media che l’hanno arricchita negli ultimi anni, non sono semplicemente nuovi mezzi di comunicazione. Sono luoghi, spazi di vita reale di uomini e donne, che …

"Il fantasma dei Balcani", di Lucio Caracciolo

L’Ucraina si sta disintegrando. Questo grande Stato europeo la cui frontiera occidentale è più vicina a Trieste di quanto la città giuliana sia prossima a Reggio Calabria, sta piombando nella guerra civile. E tutto ciò sotto gli occhi negligenti o impotenti dell’Occidente. L’Unione Europea, più che mai incerta e divisa, alterna la retorica della pacificazione alla patetica minaccia di sanzioni che ormai non avrebbero alcun effetto sugli equilibri geopolitici del Paese — 45 milioni di abitanti per oltre 600 mila chilometri quadrati (il doppio dell’Italia) — dalle cui condotte energetiche, sempre bramate da Mosca, dipende per una quota decisiva il nostro approvvigionamento di idrocarburi. Come ammette uno dei leader dell’opposizione, il pugilatore Vitali Klitschko, la crisi è fuori controllo. Lo dimostrano il tributo di sangue già pagato dagli ucraini — decine di morti e centinaia di feriti — e soprattutto il fatto che intere città e territori non sono più in mano al governo. Il quale è sotto assedio, barricato nei suoi palazzi. Al punto di sconsigliare i ministri degli Esteri di Germania, Francia e …

Abolito il finanziamento ai partiti Proteste M5S, no della Lega" da unita.it

Via libero definitivo dalla Camera, con 312 sì, 141 no e 5 astenuti, al decreto del governo Letta, nel testo uscito dall’esame del Senato che lo ha già approvato, alla conversione in legge del decreto che abolisce il finanziamento pubblico diretto e indiretto ai partiti e lo sostituisce con agevolazioni fiscali per la contribuzione volontaria dei cittadini attraverso detrazioni per le erogazioni liberali e destinazione volontaria del 2 per mille Irpef. Il MoVimento Cinque Stelle ha protestato con cartelli in aula («Mollate il malloppo», «Bugia numero uno, Renzi-Pinocchio») al momento della votazione elettronica. E scattando fotografie qua e là in aula. Immediato è stato l’intervento della presidente Laura Boldrini che ha ordinato la rimozione dei cartelli pentastallati e rinnovato il divieto di riprese non aurtorizzate in aula. Alcuni deputati grillini hanno però continuato a protestare, con qualche resistenza agli assistenti parlamentari incaricatio di rimuovere le scritte. La protesta dei grillini ha fatto insorgere altri deputati, in particolare dai banchi Pd. Ed Ettore Rosato preso la parola chiedendo a Boldrini «provvedimenti immediati e severi» nei confronti …

Sisma, Ghizzoni e Vaccari “Decisione grave e incomprensibile”

Domani mattina verrà presentato uno specifico disegno di legge con corsia preferenziale. Il presidente Grasso ha ribadito la cancellazione, per ragioni procedurali, dell’emendamento sulla dilazione fiscale triennale per le aree del cratere sismico. “Una decisione grave e, per molti versi, incomprensibile – dicono i parlamentari modenesi Pd Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari e il senatore bolognese Claudio Broglia – a cui cercheremo, comunque, di porre rimedio immediatamente già da domani mattina approfittando della possibilità, aperta dallo stesso Grasso, della presentazione di un disegno di legge, comprensivo di tutti gli emendamenti stralciati, che avrà una corsia preferenziale”. Il disegno di legge, in questione, infatti, sarà esaminato già a partire da martedì prossimo dalla Commissione Bilancio del Senato in sede legislativa. Ecco la loro dichiarazione: «Una decisione grave e, per molti versi, incomprensibile. Il presidente Grasso, nel tardo pomeriggio di oggi, nonostante la sollecitazione di tutti i gruppi parlamentari, trincerandosi dietro la richiesta che il presidente Napolitano ha espresso a fine anno di una maggiore omogeneità dei provvedimenti legislativi, ha opposto motivazioni procedurali per ribadire la cancellazione …