Anno: 2014

«Scuola e lavoro, così ripartirà la Sardegna», di Marco Bucciantini

Eccolo, il nuovo governatore, in un’immagine: arriva a piedi, attraversa la città, ascolta i complimenti dei cagliaritani, distende i nervi, cammina, con le mani occupate: la sinistra stringe quella della moglie Adriana, la destra afferra il figlio Lorenzo. Francesco Pigliaru è il presidente della Sardegna. Avrà una maggioranza solida, guadagnata con oltre il 40% dei consensi. «E avrò una bella giunta, fatta di persone perbene». Il docente di economia politica, studioso di Keynes ma più vicino alle idee liberiste, sta con Renzi da sempre, «da quando perse con Bersani: il lavoro, le politiche attive: sono i temi che condivido». Dunque oggi è un giorno particolare, trovano insieme la meta. «Era destino. Mi ha telefonato, mi ha semplicemente detto: grande Francesco, grande vittoria, governeremo in parallelo. E lo ha ripetuto. Poi ha chiuso, era un giorno di grandi impegni, per lui. È importante che lui sia a Palazzo Chigi, abbiamo bisogno di un governo serio, che decida per risolvere i problemi delle persone. La sua visita qui è servita, ha portato energia e fiducia». Pigliaru è …

"Università, bocciati all'abilitazione ma costretti a insegnare", di Salvo Intravaia

​Bocciati, ma costretti a rimanere in cattedra ad insegnare. Ecco il singolare destino di migliaia di ricercatori universitari italiani alle prese con l’Abilitazione scientifica nazionale: la patente introdotta dalla riforma Gelmini, necessaria, in futuro, per partecipare ai concorsi per docente di prima – l’ex professore ordinario – e seconda – il professore associato – fascia. Ricercatori italiani, sfruttati e maltrattati? Stando ai loro racconti, sembra proprio di sì. Ma il tutto si svolge nel più assoluto riserbo, visto che nessuno se la sente di denunciare apertamente, se vuole continuare ad avere qualche chance all’interno del proprio ateneo. Noi siamo riusciti a raccogliere qualche testimonianza, ovviamente anonima. E la storia è sempre la stessa. Giuseppe (nome, ma soltanto quello, di fantasia) da anni è “costretto” a sobbarcarsi l’insegnamento di una o addirittura due materie all’università perché gli atenei italiani non hanno sufficienti professori ordinari e associati per coprire l’intero ventaglio degli insegnamenti che impartiscono. “Per preparare le lezioni e garantire un servizio all’altezza della situazione sono costretto a trascurare la ricerca scientifica per cui l’università mi …

"Ma ora il premier non può fallire", di Michele Ciliberto

Ma questa è ormai acqua passata e non serve recriminare. Il problema sul tappeto è, ora, la costituzione del nuovo governo e l’azione che esso può svolgere in condizioni di gravi difficoltà. Esprimo con chiarezza il mio punto di vista: la possibilità dell’Italia di cominciare a uscire dalla crisi che l’attanaglia da alcuni decenni è strettamente legata alle forme e ai contenuti con cui si svolgerà e si concluderà questa vicenda. La formazione e la presentazione di un governo sono sempre un atto solenne nella vita di una Nazione, ma in questo caso in ballo c’è qualcosa più profondo, di più radicale, di cui, anche a sinistra, occorre avere consapevolezza. La crisi italiana ha avuto, tra molti aspetti, un tratto specifico, rappresentato dalla crisi e poi dalla sostanziale rottura del rapporto di fiducia tra «governanti» e «governati», fra il popolo sovrano e le sue classi dirigenti, specialmente quelle impegnate nella sfera politica. È qualcosa che viene da lontano, fin dagli ultimi decenni del secolo scorso, accentuato dalla crisi dei primi anni Novanta con il declino …

"Tasse e spesa pubblica, il coraggio di cambiare", di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini

Da quando è scoppiata la crisi si è messa in moto una spirale perversa: il divario nella distribuzione del reddito è aumentato, i consumi non hanno fatto che diminuire, gli investimenti privati sono crollati, le fosche prospettive di crescita hanno spinto le banche a ridurre drasticamente i prestiti alle famiglie e alle imprese (60 miliardi di euro in meno nel 2013). La caduta delle vendite e dei finanziamenti bancari ha determinato il fallimento di decine di migliaia di piccole imprese e ha spinto le imprese più grandi a trasferire la produzione in paesi a bassi salari e minore pressione fiscale. Di conseguenza, l’attenzione si è concentrata sull’insostenibilità del prelievo fiscale, sebbene le tasse fossero già alte da anni. In questo quadro la ricetta che viene riproposta si basa sulla flessibilità del lavoro, sui tagli alla spesa pubblica e sulle privatizzazioni. Eppure un economista come Innocenzo Cipolletta, da sempre vicino agli ambienti industriali e finanziari, ha da poco pubblicato un libro dal titolo emblematico: “In Italia paghiamo troppe tasse? Falso!”. Secondo l’Eurostat, infatti, la spesa pubblica …

Francesco Pigliaru è il nuovo governatore della Sardegna

“Ho appena telefonato a Francesco Pigliaru nuovo Presidente della Regione Sardegna. #cominciamoildomani”. Lo ha scritto Matteo Renzi su twitter, quando a oltre metà dello spoglio si profila una netta affermazione del candidato di centrosinistra, che si attesta al 43,16% dei voti contro il 38,57% di Cappellacci. E anche il Governatore uscente ha chiamato l’avversario, facendo gli auguri al nuovo presidente della Regione Sardegna. L’affluenza definitiva è stata del 52,2% degli aventi diritto. ***** “Lo straordinario risultato di Francesco Pigliaru è il frutto del grande lavoro del Pd sardo e il segno di un cambiamento importante per l’isola e per il Paese. Un successo costruito tra la gente, nel territorio, con il vento della novità che viene dal nuovo Pd di Matteo Renzi. Non sfugge a nessuno il significato politico più generale di questa prova per la quale ringrazio i militanti, gli elettori, i volontari e tutto il partito che ci ha creduto fino in fondo”. Così Lorenzo Guerini, portavoce segreteria del Partito Democratico. Per Luca Lotti, responsabile Organizzazione del Partito Democratico, “la grande vittoria in …

Proroga per 3 anni alle tasse nel cratere del sisma 2012: l'emendamento del PD

In calce trovate il testo dell’emendameno del PD per la proroga triennale per la restituzione del prestito concesso alle imprese del cratere del sisma 2012 per far fronte al pagamento di tasse e tributi. Sarà discusso stanotte in Commissione Bilancio del Senato; si tratta dello stesso emendamento già approvato al Senato nel dicembre scorso, ma che decadde perchè le opposizioni, in particolare il M5S, chiesero e ottennero la mancata conversione del decreto Salva Roma. Il testo fu allora condiviso con il Governo, pertanto sulla sua approvazione nutriamo un fondato ottimismo. Il lavoro che da mesi abbiamo svolto per arrivare all’approvazione di questo emendamento – molto articolato, solido sotto il profilo della copertura finanziaria e del rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato – ci ha portato a non condividere l’emendamento del collega Ferraresi, apparentemente analogo ma non altrettanto solido (soprattutto per quanto riguarda la copertura, e quindi non accolto dal governo). Aggiornamento a domani 7.0.31 BROGLIA, VACCARI, PIGNEDOLI, BERTUZZI, RITA GHEDINI, COLLINA, IDEM, LO GIUDICE, MIGLIAVACCA, PAGLIARI, PUGLISI, SANGALLI Dopo l’articolo 7 aggiungere …

«Sono qui, ma potrebbe essere l’ultima volta», di Laura Matteucci

L’interrogativo è: ma fuori di qui dove vado? Io un’altra casa non ce l’ho». Domenica pomeriggio in un circolo Pd di Milano, zona centrale: Luisa è presidente di seggio, lo fa da anni, primaria dopo primaria, ma stavolta «sì, per un attimo ho pensato di passare la mano». Invece è lì, un’altra domenica regalata al partito, ancora al lavoro. Anche se di lavoro ce n’è poco, in effetti: alle primarie che incoronarono Renzi in quello stesso circolo votarono oltre 2mila persone, stavolta sono stati accorpati due seggi e «se arriviamo a 100 votanti è tanto ». Così, giusto per farsi un’idea delle proporzioni. D’accordo: nei 661 seggi allestiti la fila, stavolta, non se l’aspettava nessuno. Si elegge la segreteria regionale del Pd: poco battage promozionale per un livello intermedio che non suscita troppe curiosità. Ma qui c’è molto, moltissimo, di più. «LA BASE NON È STATA ASCOLTATA» L’aria che tira sulle primarie democratiche di Lombardia è decisamente uggiosa. E non è solo una questione meteorologica. Tessera in mano, nonostante fossero primarie aperte (e in molti …