"La Rai contro il Governo nella guerra del canone", di Giovanni Valentini
La pressione fiscale che sopportiamo è giusta come ammontare complessivo, ma è mal distribuita. (da “In Italia paghiamo troppe tasse. Falso!” di Innocenzo Cipolletta – Laterza, 2014 – pag. 35). La paradossale situazione in cui s’è messa la Rai, ricorrendo al Tar del Lazio contro lo stop all’aumento del canone deciso dal Ministero dello Sviluppo economico, e cioè contro il suo stesso azionista, rappresenta tutte le ambiguità e le contraddizioni della governance che regola il servizio pubblico nel nostro Paese. È vero che c’è un precedente che risale al 2005. Ma allora quel ricorso fu lasciato decadere un anno dopo e ciò conferma comunque la condizione di precarietà in cui versa da sempre la gestione dell’azienda radiotelevisiva. In un’intervista al nostro giornale, il ministro Flavio Zanonato ha già spiegato il suo intervento con la necessità di dare un apprezzabile “segnale di tregua” alle famiglie, in un momento così difficile di crisi. Per effetto dell’adeguamento automatico al costo della vita, previsto dalla sciagurata legge Gasparri, quest’anno il canone sarebbe dovuto aumentare di 1,5 euro, per arrivare …
