Anno: 2014

"Se la Corte fa da balia ai politici", di Luigi La Spina

Era largamente prevedibile che il progetto di nuova legge elettorale presentato alla Camera dopo l’accordo tra Renzi e Berlusconi suscitasse polemiche e critiche. Come è giusto che il Parlamento rivendichi il diritto non solo di discuterlo senza imposizioni censorie, ma anche di approvare tutte quelle modifiche che possano migliorarne l’efficacia per garantire sia l’osservanza della Costituzione, sia il rispetto degli obiettivi. Quelli di governabilità del sistema e di rappresentanza della volontà popolare. Era anche prevedibile, forse, che sul testo, peraltro ancora non del tutto definito, si scatenasse una curiosa fiera della vanità ferita, tra ostinate invidie accademiche di star della politologia e rivendicazioni di primogenitura politica che risalgono a convegni colpevolmente perduti nella memoria. Non era davvero prevedibile, invece, che la Corte Costituzionale, dopo quasi dieci anni di silenzio sull’esecrato porcellum, si sia così innamorata del ruolo politico assunto attraverso la sentenza con la quale lo ha finalmente condannato, da esercitarlo addirittura preventivamente. Così da lasciar filtrare, certo in forma anonima, ma con assolute garanzie di autenticità e di larga condivisione, giudizi critici su una …

"Il gran menu della camorra e gli occhi chiusi dello Stato", di Roberto Saviano

Immaginate di essere turisti a Roma, di andare in un bel ristorante, magari da ‘Zio Ciro’, vicino piazza Navona. Un ristorante che ha una buona presentazione sul web e una buona reputazione culinaria. E poi immaginate nel pomeriggio di entrare in una gelateria, magari proprio da ‘Ciucculà’, vicino al Pantheon. E infine, di andare a riposare prendendo in affitto una camera a Piazza di Spagna, nel cuore più prestigioso della capitale. Immaginate di andare proprio lì, al numero 33, e di usufruire dei servizi dalla società ‘Spagna Suite’ (poi ceduta). Ecco, in ogni vostro singolo passaggio, avreste avuto a che fare con capitali di camorra. Non ve ne sareste accorti, perché le persone che avrete incontrato in tutte queste attività sono lavoratori perbene, e loro stessi (in molti casi) non immaginano chi siano i loro superiori. Oppure il vostro percorso avrebbe potuto essere diverso. Potreste aver scelto una pizzeria, sempre della catena Zio Ciro, ma questa volta a Sant’Apollinare, magari proprio dopo aver visitato la chiesa. Oppure una vecchia osteria, «L’Osteria della vite» o il …

"La legge Fornero e i prof bloccati nel limbo" di Mila Spicola

Forse sono io che non capisco. E, se non capisco, qualcuno mi spieghi le ragioni. Da un lato ci sono giovani laureati che vogliono diventare insegnanti, che hanno seguito tutto il percorso richiesto loro dallo Stato per diventarlo. Percorso che negli ultimi 30 anni è variato quasi ogni anno: devi fare un concorso, no, ti devi iscrivere alle Sissis e abilitarti così, no, puoi insegnare come supplente, però per avere la cattedra devi fare un concorso, e torni alla casella di partenza, no, ti facciamo fare un tirocinio formativo abilitante, no, però, se hai il vecchio diploma magistrale ti facciamo fare un altro percorso, che si chiama pas, no, se hai anche il titolo del sostegno, hai un altro canale, ma tu sei prima, seconda o terza fascia? Scusi? In che senso? E questo è il versante «come divento insegnante oggi» che ha condotto, in questa follia amministrativa priva di ogni logica di semplificazione ma che continua ancora adesso, mentre scrivo, a complicarsi, ha condotto insomma a ingigantire ogni anno il grande pentolone del precariato …

Alluvione, i deputati Pd chiedono gli ammortizzatori sociali

I deputati modenesi del Pd hanno presentato un’interrogazione al ministro Giovannini. Ieri i deputati modenesi del Pd avevano chiesto al ministro Saccomanni la proroga delle scadenze fiscali, contributive e assicurative per le famiglie e le imprese delle zone alluvionate. Oggi gli stessi deputati Davide Baruffi, Carlo Galli, Manuela Ghizzoni, Edoardo Patriarca, Giuditta Pini e Matteo Richetti hanno presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro Giovannini perché vengano assicurati gli ammortizzatori sociali necessari per la tutela dei redditi dei lavoratori, dipendenti e autonomi, delle aziende colpite dall’alluvione. Sono circa 5mila gli addetti, lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno dovuto fermarsi a causa dei danni provocati alle aziende alluvionate: in tempi rapidi, devono essere predisposti gli ammortizzatori sociali necessari alla tutela del loro reddito. E’ quanto chiedono al ministro del Lavoro Giovannini i deputati modenesi del Pd Davide Baruffi, Carlo Galli, Manuela Ghizzoni, Edoardo Patriarca, Giuditta Pini e Matteo Richetti con un’interrogazione depositata nel pomeriggio di oggi. “Per molti imprenditori, professionisti, esercenti persiste e persisterà nei prossimi giorni l’impossibilità materiale di raggiungere la propria impresa – spiegano i …

"L’emergenza non è ancora finita la Bassa rischia altri allagamenti", di Andrea Marini

Le acque faticano a defluire nei canali, prolungato lo stato di allerta si temono nuovi allagamenti Errani a Roma chiede aiuti fiscali. I sindaci: «Grazie a tutti, ma si lavori per la sicurezza del territorio». L’acqua arretra a Bastiglia e la gente inizia ad entrare nelle case. In calo i livelli anche a Bomporto, mentre ai confini della Bassa, tra Camposanto, San Felice e Finale si fatica a far defluire il “mare” che ha invaso ettari ed ettari di campagne nei canali che oramai non ce la fanno più ad accogliere acqua. Ed è proprio la piena che avanza nella Bassa a costituire la principale preoccupazione del Centro di Coordinamento degli interventi di emergenza. Tanto che la Protezione Civile ha deciso di prolungare il periodo di allerta fino alla mezzanotte di giovedì, perchè nella pianura «è possibile il verificarsi di ulteriori episodi di allagamento diffuso». Una piena, quella del fiume Secchia, «come se ne vedono ogni 50 anni: alla fine sono stati evacuati dal comprensorio della Bonifica Emilia Centrale, tra Reggio, Modena e Mantova, quasi …

"Quei ricercatori che non meritiamo", di Pietro Greco

I ricercatori italiani fanno sempre di più, con sempre meno. O, se volete, continuano a celebrare con fichi sempre più secchi nozze di sempre maggiore successo. Tre recentissimi rapporti internazionali ci danno la misura di questa condizione paradossale in cui ormai verso la scienza italiana. Il primo è il rapporto sulla «Consolidator Grant 2013 Call» con cui l’European Research Council (Erc) ha finanziato 312 progetti di ricerca scientifica, europei e non, sulla base unicamente del merito. La dotazione della Call era notevole: 575 milioni di euro. Il finanziamento per singolo progetto presentato da un ricercatore era piuttosto alto: in media 1,84 milioni di euro con un picco massimo di 2,75 milioni di euro. La competizione è stata al massimo livello. Questi i risultati. La Germania ha visto premiati 48 suoi ricercatori. Subito dopo, l’Italia: con 46 ricercatori. Seguono, nettamente distaccate, la Francia (33), la Gran Bretagna (31) e l’Olanda (27). Poi ancora il Belgio e Israele (17) e la Spagna (16). Per avere un’indicazione di quanto sia straordinaria la performance dei ricercatori italiani basta ricordare …

"Senato un'anomalia tutta italiana", di Andrea Manzella

Da tempo si dice che così non si può andare avanti. Perché di parlamenti con due Camere ce ne sono parecchi nell’Unione europea: 13 su 28 (in tutti i paesi più grandi: da Germania e Francia a Romania e Polonia): ma il bicameralismo degli altri 12 non è come il nostro. Solo da noi sia una che l’altra Camera hanno uguale potere di fare e disfare i governi (in Germania, Francia, Spagna, Regno Unito ecc. i governi possono nascere e cadere esclusivamente in uno soltanto dei rami del Parlamento). Per giunta, solo da noi vi è una differenza abissale di età tra chi può votare alla Camera (18 anni) e chi lo può al Senato (25 anni). Sette anni di differenza possono provocare una naturale asimmetria di risultati fra una Camera e l’altra. Ma non basta. Solo da noi è differente persino il calcolo dei voti tra le due Camere. L’astensionismo significa voto contrario al Senato mentre alla Camera, più comprensibilmente, l’astensione non influisce sul risultato. In questo modo, anche in presenza di una identica …