"Quella ferita nella terra dei distretti", di Raffaella Cascioli
Hanno inseguito la crescita. Trasformandosi, mettendosi in gioco, rischiando in proprio, mantenendo alto il nome e la qualità del made in Italy nel mondo. Ora rischiano di essere fermate non dal terremoto finanziario che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, ma dal terremoto naturale, da un sisma che ha tolto la terra da sotto i piedi e fatto crollare chiese, edifici storici, capannoni industriali e fattorie. A due giorni dal sisma le piccole e medie imprese, il motore produttivo dell’Emilia Romagna, iniziano a quantificare i danni. Nella regione per eccellenza dei distretti, là dove le piccole e medie imprese, ossatura del sistema produttivo italiano, rappresentano il cuore pulsante dell’Italia che produce, il sisma di due giorni fa si aggiunge ad una crisi che ha già provato questo territorio. Oggi il consiglio dei ministri formalizzerà lo stato di emergenza e ieri il sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà ha assicurato che il governo non abbandonerà le zone colpite dal terremoto e che ci sarà «una copertura finanziaria per il soccorso e l’assistenza a persone e …
