"Una democrazia porosa salverà l'Europa", di Andrea Manzella
Il discorso sulle riforme della Costituzione prosegue al Senato: estenuato dalle attese, condizionato dagli 8-9 mesi che appena mancano alla fine naturale della legislatura. Ma forse, sotto la spinta propulsiva del Capo dello Stato, il tempo c´è per fare due, tre cose essenziali al rifunzionamento del meccanismo istituzionale, in risposta alle domande più pressanti dell´opinione pubblica. Vi è però la necessità che in quel discorso sia anche presente quello che è divenuto il punto focale della politica. Il punto è che la vera questione costituzionale del nostro tempo è ora il rapporto tra la democrazia statuale e l´economia finanziaria. Da problema tecnico che sembrava all´inizio della Grande Crisi, esso ha preso impetuosamente il centro della scena. Anzi, ha reso irrilevante ogni posizione politica e istituzionale che ad esso non si richiami più o meno direttamente. Ogni giorno di più le cifre del disavanzo, dello spread, del debito si sono tradotte in parole incisive e decisive sulla vita della gente: sulla scuola, sul lavoro, sul futuro. E, dunque, cifre e parole preponderanti nel modo di essere …
