Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Oscurata e sconfitta quell'idea del partito del Nord", di Oreste Pivetta

Il futuro della Lega sarà nelle mani dei suoi elettori. È ovvio. Ci si può spingere più in là: è nelle mani di Dio. Non sembra infatti che il triumvirato in corso Maroni – Calderoli – Dal Lago sia in grado di esprimere svolte radicali: non c’è la secessione alle porte, non c’è la Padania e non compare neppure l’eventualità di una colorita scampagnata lungo le rive del Po. Anche i riti consolidati, tipo il giuramento di Pontida, perdono smalto. Dopo vent’anni, dopo aver appoggiato tutte le leggi possibili salva-Berlusconi, la Lega non ha conquistato neppure uno straccio di federalismo e non c’è più nulla su cui giurare e su cui sperare. In quel bilancio tra lo zero e lo sconforto suona la campana a morto. La resa si conta così, prima che di fronte a presunti i traffici illeciti dal cerchio magico ai figlioli. Il più politico dei leghisti, dopo il Senatur naturalmente, Roberto Maroni, osannato soltanto tre mesi fa, è stato salutato come «Giuda» e si può immaginare la violenza dell’insulto per i …

"Che imbarazzo in Europa per l'omofobia italica", intervista a Ignazio Marino di Claudia Arletti

Di unioni civili in Italia non si parla (ovvero, si parla e basta), e così la sortita di Angelino Alfano – che si è esercitato nell`antico vaticinio della «sinistra pronta a fare i matrimoni gay alla Zapatero» – ha avuto almeno il merito di increspare la palude. Poi, di nuovo tutto fermo, stagnante e silenzioso. «Era un discorso di una certa rozzezza» dice Ignazio Marino, «citava le unioni tra uomini, ignorando quelle tra donne». Il senatore del PD – padre di famiglia, cattolico, impegnato sul fronte dei diritti e adesso in libreria con Credere e conoscere, scritto col cardinale Carlo Maria Martini (che «apre» alle ragioni dei gay) è convinto che debba e possa essere il Parlamento, questo Parlamento, ad agire. Ammetterà, però, che non è aria. «Ci rendiamo ridicoli in Europa. È capitato anche a me, di non sapere dove girarmi». Racconti. «Fine 2011, ero a un incontro della commissione sui diritti civili, per fare il punto sull`applicazione, nella Ue, delle leggi nazionali sull`aborto. Lo sa, no, che l`Italia è nella black listi». Anche …

"L'Aquila sfila in ricordo delle vittime il dolore della città a tre anni dal sisma", di Piera Matteucci

I parenti delle 309 vittime del terremoto che il 6 aprile 2009 ha distrutto la città, insieme a migliaia di cittadini, in un lungo e silenzioso corteo per le strade del centro storico. Poi alle 3:32, l’ora della scossa, la lettura dei nomi dei morti. Con l’obiettivo di non dimenticare. C’è la luna piena quando le diecimila fiammelle iniziano a muoversi dalla Fontana Luminosa. Non si sono fatti spaventare dal nubifragio che, fino a tarda sera, si è abbattuto sull’Aquila, e per il terzo anno, dopo la terribile notte del 6 aprile 2009 quando il terremoto ha devastato la città e numerosi paesi vicini, i parenti delle 309 vittime del sisma e migliaia di aquilani – tra cui il sindaco Massimo Cialente e il presidente della Provincia Gianni Chiodi, affiancati dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca – si sono riuniti in assoluto silenzio in una lunghissima fiaccolata. Il percorso è lo stesso dello scorso anno, molti i visi già visti e stessa la tristezza. Il dolore che ha segnato la storia di un’intera …

Pompei, con 105 milioni via al grande progetto «Bloccheremo le mafie», di Luca Del Fra

«È necessario rimanga in piedi» –ha statuito ieri a Napoli il presidente del consiglio a proposito di Pompei. Non poteva mancare lo humour britannico di Mario Monti alla presentazione del Grande Progetto Pompei, finanziato con un fondo della Commissione Europea pari alla notevole cifra di 105 milioni di Euro. La conferenza stampa è stata caratterizzata da un poderoso schieramento istituzionale di quattro ministri: Annamaria Cancellieri, Interno, Francesco Profumo, Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Ornaghi, Beni e Attività culturali –il vero ministro competente sulla materia–, Fabrizio Barca, Coesione territoriale. Non mancavano i rappresentanti delle amministrazioni locali come Stefano Caldoro, governatore della Campania, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e quello diPompei Claudio D’Alessio, nonché dell’advisor tecnico Domenico Arcuri, ad di Invitalia. Conferenza stampa fiume dunque, ma a cui, occorre sottolinearlo, non ha preso la parola proprio il soprintendente di Napoli e Pompei, Mariateresa Cinquantaquattro, che pure era presente. «SE RESTA IN PIEDI…» L’occasione serviva per annunciare il lancio dei primi cinque bandi di concorso, per una cifra totale di 6 milioni di euro, pubblicati oggi …

"La caduta degli idoli", di Ezio Mauro

Cadono ad uno ad uno gli idoli della destra italiana che fino a ieri guidavano il Paese, trasmettendo attraverso il loro potere alieno alle istituzioni l´immagine di un´Italia da comandare, più che da governare. Le dimissioni di Umberto Bossi, affondato dalla nemesi di uno scandalo per uso privato di denaro pubblico, azzerano la politica e persino il linguaggio della Lega, rovesciando sul Capo fondatore quelle accuse spedite per anni contro “Roma ladrona” e contro lo “Stato saccheggiatore”. I ladroni la Lega li aveva in casa, anzi a casa Bossi. E il saccheggio lo aveva in sede, a danno del denaro dei contribuenti. La Lega è il più vecchio partito italiano, nato nell´agonia pentapartitica della prima repubblica, sopravvissuto e cresciuto nella bufera di Tangentopoli che ha cambiato per sempre la geografia politica. Poi alleata con l´altro figlio legittimo della prima repubblica, quel Berlusconi protetto dal Caf, abile più di tutti a infilarsi nella breccia aperta da Mani Pulite nel muro del sistema, e a ereditarne il comando come presunto uomo nuovo, esterno ed estraneo. L´unione di …

"Partiti, una legge subito", di Antonio Misiani

I fatti gravissimi emersi prima con il caso Lusi e ora con l’inchiesta sui conti della Lega Nord rappresentano la goccia che può far traboccare il vaso del rapporto dei cittadini con la politica. Da tempo la fiducia nei confronti dei partiti è in caduta libera ma queste vicende rischiano di azzerarla, con conseguenze potenzialmente devastanti per la nostra democrazia. Bisogna intervenire, e bisogna farlo rapidamente. Cancellare i finanziamenti pubblici destinati ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre finanziarie del 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo (compresi coloro che in questi anni le regole le hanno rispettate scrupolosamente) e metterebbe la politica completamente nelle mani di lobbies, centri di potere e di interesse particolare. Il punto è un altro: trasformare il finanziamento pubblico nella leva per riformare i partiti. Come ha ricordato il presidente Napolitano, è necessario sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti e meccanismi corretti e misurati di finanziamento della loro attività. In condizioni normali la strada maestra sarebbe quella della …

"Reintegro, deciderà il giudice quando c’è manifesta insussistenza", di Mario Tedeschi

L’opposizione dura della Cgil in ambito sindacale, l’opposizione ferma e responsabile del Pd in ambito politico hanno portato al risultato di una modifica decisiva sulle iniziali intenzioni del governo sull’articolo 18 ed in particolare del ministro Elsa Fornero. Il reintegro sui licenziamenti per motivi economici che sembrava impossibile è stato dunque riconquistato. Il drammatico snodo di due settimane fa che ha portato alla mobilitazione sindacale, così come era stato nel 2002 per un analogo attacco ai fondamenti dell’articolo18 dello Statuto dei lavoratori, è stato superato attraverso la mediazione politica e la rivolta della base ad ogni livello politico e sindacale. La prima versione dell’esecutivo escludeva il reintegro per licenziamento economici, bensì solo l’indennizzo tra 12 e 27 mesi. Versione gradita a Confindustria e a tutta la destra e il centro che sostengono il governo. Camusso ha messo subito le mani avanti: si apre la strada alla cacciata dal mondo del lavoro di tutti i cinquantenni, più costosi perché con maggiore anzianità.Una jungla sociale insopportabile in una situazione economica in cui, articolo 18 vigente, le imprese …