Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Così non si combatte la piaga del precariato", di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

“Così non si combatte la piaga del precariato”, di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

“Così non si combatte la piaga del precariato”, di Luciano Gallino

Lo scopo più importante di una riforma del mercato del lavoro dovrebbe consistere nel ridurre in misura considerevole, e nel minor tempo possibile, il numero di lavoratori che hanno contratti di breve durata, ossia precari, quale che sia la loro denominazione formale. Per conseguire tale scopo sarebbe necessario comprendere anzitutto i motivi che spingono le imprese a impiegare milioni di lavoratori con contratti aventi una scadenza fissa e breve. Di un esame di tali motivi non sembra esservi traccia nelle dichiarazioni e nei testi provvisori rilasciati finora dal governo, tipo le “Linee di intervento sulla disciplina delle tipologie contrattuali” o le modifiche annunciate dell´art. 18. Meno che mai si parla di essi nella miriade di articoli che ogni giorno commentano i passi del governo. Pare stiano tutti mettendo mano alla riparazione urgente di un complesso macchinario rimasto bloccato, senza avere la minima idea di come funziona e com´è fatto dentro. Si suole affermare che le imprese fanno un uso smodato dei contratti di breve durata – in ciò incentivati da leggi e decreti sul mercato …

"La sfida di Monti al PD", di Alfredo Reichlin

Di fronte all’aggravarsi della crisi italiana e immersi come siamo negli sconvolgimenti dell’ordine europeo e mondiale la domanda alla quale io credo che non possiamo più sottrarci riguarda il ruolo del Pd nell’aspro travaglio di questa nostra nazione. Ha senso continuare a pensarsi come il risultato di una malgama tra ex comunisti ed ex democristiani? A me sembra che ormai la domanda che dobbiamo porci è un’altra: siamo solo un episodio tra i tanti delle confuse e avvilenti vicende dei partiti e partitini italiani oppure siamo decisi a emergere come una funzione essenziale della necessaria ricostruzione del Paese? Noi non siamo il sindacato e io non ho nulla da aggiungere alla posizione che abbiamo preso sull’articolo 18. Penso però che la sfida politica che (non so quanto consapevolmente) il prof. Monti ha lanciato non solo alla Cgil ma al Pd, rifiutando praticamente un accordo già fatto sulla necessaria riforma del mercato del lavoro, debba essere accettata. Perché, dopotutto, in che consiste questa sfida? Riguarda l’idea che si ha dell’Italia, di ciò che sta soffocando le …

“La sfida di Monti al PD”, di Alfredo Reichlin

Di fronte all’aggravarsi della crisi italiana e immersi come siamo negli sconvolgimenti dell’ordine europeo e mondiale la domanda alla quale io credo che non possiamo più sottrarci riguarda il ruolo del Pd nell’aspro travaglio di questa nostra nazione. Ha senso continuare a pensarsi come il risultato di una malgama tra ex comunisti ed ex democristiani? A me sembra che ormai la domanda che dobbiamo porci è un’altra: siamo solo un episodio tra i tanti delle confuse e avvilenti vicende dei partiti e partitini italiani oppure siamo decisi a emergere come una funzione essenziale della necessaria ricostruzione del Paese? Noi non siamo il sindacato e io non ho nulla da aggiungere alla posizione che abbiamo preso sull’articolo 18. Penso però che la sfida politica che (non so quanto consapevolmente) il prof. Monti ha lanciato non solo alla Cgil ma al Pd, rifiutando praticamente un accordo già fatto sulla necessaria riforma del mercato del lavoro, debba essere accettata. Perché, dopotutto, in che consiste questa sfida? Riguarda l’idea che si ha dell’Italia, di ciò che sta soffocando le …

“La sfida di Monti al PD”, di Alfredo Reichlin

Di fronte all’aggravarsi della crisi italiana e immersi come siamo negli sconvolgimenti dell’ordine europeo e mondiale la domanda alla quale io credo che non possiamo più sottrarci riguarda il ruolo del Pd nell’aspro travaglio di questa nostra nazione. Ha senso continuare a pensarsi come il risultato di una malgama tra ex comunisti ed ex democristiani? A me sembra che ormai la domanda che dobbiamo porci è un’altra: siamo solo un episodio tra i tanti delle confuse e avvilenti vicende dei partiti e partitini italiani oppure siamo decisi a emergere come una funzione essenziale della necessaria ricostruzione del Paese? Noi non siamo il sindacato e io non ho nulla da aggiungere alla posizione che abbiamo preso sull’articolo 18. Penso però che la sfida politica che (non so quanto consapevolmente) il prof. Monti ha lanciato non solo alla Cgil ma al Pd, rifiutando praticamente un accordo già fatto sulla necessaria riforma del mercato del lavoro, debba essere accettata. Perché, dopotutto, in che consiste questa sfida? Riguarda l’idea che si ha dell’Italia, di ciò che sta soffocando le …

"Auguri Tina, 85 anni dalla parte della democrazia", di Albertina Soliani

Domenica Tina Anselmi compie 85 anni. Nella sua Castelfranco Veneto, da dove è partita giovanissima per servire l’Italia nel sindacato, nella politica, con le donne. Una donna che testimonia come i valori della democrazia siano nelle mani del popolo, del popolo che resiste contro l’oppressione nazifascista, del popolo che partecipa alla vita democratica, del popolo che vigila perché le istituzioni non siano deviate. La popolarità di Tina è sempre stata il segno di un’autentica identificazione con il destino democratico dell’Italia. Oggi, nel tempo in cui è in gioco la salvezza del paese, Tina ci richiama al valore essenziale della politica e della democrazia per la nuova Italia e per la nuova Europa, nel confronto globale tra economia e politica, tra il potere dei pochi e la sovranità dei molti. Non vi è salvezza se non attraverso la politica, se non rafforzando la democrazia. «La nostra storia di italiani ci dovrebbe insegnare – ha detto – che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati. E …