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“Fisco, saltano le tre aliquote”, di Rosaria Talarico

Il governo Monti dice addio alla riforma fiscale immaginata da Berlusconi e Tremonti, a cominciare dalla riduzione del numero delle aliquote fiscali. Nei 17 articoli della bozza di riforma che oggi approderà in preconsiglio in vista del varo atteso venerdì al Cdm, si parla di un piano definito all’inglese «growth-friendly», che altro non è se non «l’orientamento alla crescita» invocato da tutte le parti sociali e dagli economisti. Fondo per gli sgravi Come prima cosa la nuova delega dice addio al progetto di ridurre a tre le aliquote Irpef (al 20%, 30% e 40%) e alla soppressione dell’Irap. Si preferirà invece «concentrare le risorse che si renderanno disponibili in apposito fondo destinato a finanziare i futuri sgravi fiscali» si legge nella relazione illustrativa del provvedimento. L’articolo 5 sancisce infatti la confluenza nel fondo del gettito che arriverà dalla lotta all’evasione, cui dovrebbero aggiungersi anche le risorse dalla «riduzione dell’erosione», ovvero degli sconti fiscali. Per quanto riguarda la soppressione dell’Irap «aprirebbe un problema molto serio di reperimento delle entrate alternative» nell’ordine di 35 miliardi. Quindi niente …

"La politica e il lessico dell'accordo", di Nadia Urbinati

È un luogo comune che gli italiani siano esperti di retorica, un bene e un cruccio a seconda di come si voglia vedere la politica, se una questione di vittoria o anche una questione di vittoria giusta. Vincere persuadendo è certamente meglio che vincere eliminando l´avversario; ciò non toglie che si debba essere critici attenti dell´arte di far uso della persuasione per far fare agli altri ciò che altrimenti non farebbero. Anche la retorica, del resto, è capace di servire ragioni di giustizia quando riesce a fare mettere chi scrive le leggi nei panni di chi le leggi le deve obbedire. Diceva Adam Schmitt che non è necessario vedere soffrire per sapere che cosa si provi soffrendo, proprio perché noi tutti sappiamo essere partecipi immaginativamente di quello che succede ai nostri simili. Non dovrebbe essere necessario essere un lavoratore dipendente per fare una legge sul mercato del lavoro che sia equa, anche per i lavoratori dipendenti. Il linguaggio della politica è efficace quando riesce a far sentire tutti partecipi, anche se ideologicamente (o per appartenenza …

“La politica e il lessico dell’accordo”, di Nadia Urbinati

È un luogo comune che gli italiani siano esperti di retorica, un bene e un cruccio a seconda di come si voglia vedere la politica, se una questione di vittoria o anche una questione di vittoria giusta. Vincere persuadendo è certamente meglio che vincere eliminando l´avversario; ciò non toglie che si debba essere critici attenti dell´arte di far uso della persuasione per far fare agli altri ciò che altrimenti non farebbero. Anche la retorica, del resto, è capace di servire ragioni di giustizia quando riesce a fare mettere chi scrive le leggi nei panni di chi le leggi le deve obbedire. Diceva Adam Schmitt che non è necessario vedere soffrire per sapere che cosa si provi soffrendo, proprio perché noi tutti sappiamo essere partecipi immaginativamente di quello che succede ai nostri simili. Non dovrebbe essere necessario essere un lavoratore dipendente per fare una legge sul mercato del lavoro che sia equa, anche per i lavoratori dipendenti. Il linguaggio della politica è efficace quando riesce a far sentire tutti partecipi, anche se ideologicamente (o per appartenenza …

“La politica e il lessico dell’accordo”, di Nadia Urbinati

È un luogo comune che gli italiani siano esperti di retorica, un bene e un cruccio a seconda di come si voglia vedere la politica, se una questione di vittoria o anche una questione di vittoria giusta. Vincere persuadendo è certamente meglio che vincere eliminando l´avversario; ciò non toglie che si debba essere critici attenti dell´arte di far uso della persuasione per far fare agli altri ciò che altrimenti non farebbero. Anche la retorica, del resto, è capace di servire ragioni di giustizia quando riesce a fare mettere chi scrive le leggi nei panni di chi le leggi le deve obbedire. Diceva Adam Schmitt che non è necessario vedere soffrire per sapere che cosa si provi soffrendo, proprio perché noi tutti sappiamo essere partecipi immaginativamente di quello che succede ai nostri simili. Non dovrebbe essere necessario essere un lavoratore dipendente per fare una legge sul mercato del lavoro che sia equa, anche per i lavoratori dipendenti. Il linguaggio della politica è efficace quando riesce a far sentire tutti partecipi, anche se ideologicamente (o per appartenenza …

"Cresce il non voto. L’elettore è «in apnea» tra sfiducia e crisi", di Carlo Buttaroni

Aumenta l’area dell’astensione. E ovviamente i più colpiti sono Pd e Pdl, i partiti maggiori. Si sta perdendo il nesso tra la politica e la rappresentazione degli interessi sociali: un fenomeno iniziato da tempo che però si accentua La curva della partecipazione continua a puntare verso il basso e l’area del consenso ai partiti si riduce sempre più. È questa, anche a marzo, la sintesi dei risultati dell’indagine realizzata da Tecnè. Un’emorragia di consensi che riguarda innanzitutto Pd e Pdl e che si riversa, prevalentemente, verso l’area dell’astensione. Prendendo come riferimento le politiche del 2008, a fronte del 28,8% di elettori in uscita dai due principali partiti, nessuna formazione evidenzia flussi in entrata particolarmente significativi. Le performance migliori, in termini di consensi, sono quelle dei partiti che non erano presenti alle scorse elezioni politiche. Anche per queste forze, però, il saldo inevitabilmente positivo, non è tale da far presagire un sicuro successo. Una situazione che rende azzardata qualsiasi ipotesi che riguarda gli esiti futuri di un possibile confronto elettorale. Una parte di indecisi e di …

“Cresce il non voto. L’elettore è «in apnea» tra sfiducia e crisi”, di Carlo Buttaroni

Aumenta l’area dell’astensione. E ovviamente i più colpiti sono Pd e Pdl, i partiti maggiori. Si sta perdendo il nesso tra la politica e la rappresentazione degli interessi sociali: un fenomeno iniziato da tempo che però si accentua La curva della partecipazione continua a puntare verso il basso e l’area del consenso ai partiti si riduce sempre più. È questa, anche a marzo, la sintesi dei risultati dell’indagine realizzata da Tecnè. Un’emorragia di consensi che riguarda innanzitutto Pd e Pdl e che si riversa, prevalentemente, verso l’area dell’astensione. Prendendo come riferimento le politiche del 2008, a fronte del 28,8% di elettori in uscita dai due principali partiti, nessuna formazione evidenzia flussi in entrata particolarmente significativi. Le performance migliori, in termini di consensi, sono quelle dei partiti che non erano presenti alle scorse elezioni politiche. Anche per queste forze, però, il saldo inevitabilmente positivo, non è tale da far presagire un sicuro successo. Una situazione che rende azzardata qualsiasi ipotesi che riguarda gli esiti futuri di un possibile confronto elettorale. Una parte di indecisi e di …

“Cresce il non voto. L’elettore è «in apnea» tra sfiducia e crisi”, di Carlo Buttaroni

Aumenta l’area dell’astensione. E ovviamente i più colpiti sono Pd e Pdl, i partiti maggiori. Si sta perdendo il nesso tra la politica e la rappresentazione degli interessi sociali: un fenomeno iniziato da tempo che però si accentua La curva della partecipazione continua a puntare verso il basso e l’area del consenso ai partiti si riduce sempre più. È questa, anche a marzo, la sintesi dei risultati dell’indagine realizzata da Tecnè. Un’emorragia di consensi che riguarda innanzitutto Pd e Pdl e che si riversa, prevalentemente, verso l’area dell’astensione. Prendendo come riferimento le politiche del 2008, a fronte del 28,8% di elettori in uscita dai due principali partiti, nessuna formazione evidenzia flussi in entrata particolarmente significativi. Le performance migliori, in termini di consensi, sono quelle dei partiti che non erano presenti alle scorse elezioni politiche. Anche per queste forze, però, il saldo inevitabilmente positivo, non è tale da far presagire un sicuro successo. Una situazione che rende azzardata qualsiasi ipotesi che riguarda gli esiti futuri di un possibile confronto elettorale. Una parte di indecisi e di …