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"Europa dei meriti, non capro espiatorio", di Beppe Severgnini – Corriere della Sera 08.10.14

  Potremmo chiamarla, o chiamarlo, «The Million Euro Baby», se il titolo non fosse così cinematografico. La Commissione europea ha calcolato che un terzo degli studenti Erasmus ha conosciuto il partner durante l’esperienza all’estero. «Stimiamo che da queste coppie, a partire dal 1987, sia nato un milione di bambini», ha dichiarato Androulla Vassiliou, commissaria uscente per l’Istruzione, la Cultura e la Gioventù. Secondo voi, quanti leader politici hanno commentato la notizia con orgoglio? Quanti hanno capito che altri programmi Ue producono norme europee, mercati europei, prodotti europei; mentre il programma di scambi universitari Erasmus, da ventotto anni, produce europei. Un sostantivo, senza aggettivi. E costa lo 0,7% della politica agricola comune. «The Million Euro Baby». Nessun governante, nei 28 Paesi, ha ricordato il traguardo, che io sappia. Tanti, invece, sono impegnati a scaricare sull’Unione responsabilità e colpe: anche responsabilità nazionali, anche colpe che i governi dovrebbero assumersi. La Conferenza di alto livello sul lavoro, in programma oggi a Milano, offrirà probabilmente ulteriori, malinconici esempi di questa tendenza. L’Europa è diventata il capro espiatorio delle inadempienze …

"Tasse universitarie, il nuovo Isee avvantaggia le famiglie numerose che vivono in affitto", di Gianni Trovati – Scuola 24 07.10.14

Una condizione migliore per le famiglie numerose e per chi abita in affitto, e un “peggioramento” per chi ha la casa di proprietà e per chi, soprattutto, finora ha sfruttato autodichiarazioni non veritiere per ottenere sconti a cui non aveva diritto.  Sono queste le conseguenze che il debutto del nuovo Isee dovrebbe produrre in ambito universitario. L’utilizzo dell’Isee L’indicatore della «situazione economica equivalente» è lo strumento che le università utilizzano per graduare i contributi studenteschi a carico degli iscritti e individuare chi ha diritto a borse di studio, alloggi (quando ci sono) e altri aiuti. L’Isee utilizzato oggi è vecchio di 16 anni, ma le regole sono state riformate nel 2011 con una serie di modifiche all’indicatore, fissate in un decreto attuativo del 2013. Da allora il nuovo Isee è tornato in naftalina, ma nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, l’ha rilanciato annunciandone il debutto effettivo dal prossimo 1° gennaio. Anche se questo calendario governativo fosse rispettato, nell’università ovviamente i primi effetti si avrebbero più tardi, cioè con le nuove iscrizioni al …

"E in quel piccolo mondo siamo cittadini e compaesani", di Ilvo Diamanti – la Repubblica 07.10.14

L’esodo dalle città verso la provincia non è un fenomeno solo italiano. Riflette il deterioramento della qualità della vita e dell’ambiente soprattutto nelle periferie urbane. Dove si addensano i flussi migratori. Dove, al tempo stesso, il sistema residenziale e il paesaggio si sono degradati. Così, quelli che possono, se ne vanno. Per echeggiare il linguaggio dell’ecologia sociale: “evadono” dalle città e si “rifugiano” nei paesi più piccoli. Possibilmente, non lontano dai centri urbani, perché, comunque, le città restano il principale luogo di offerta di servizi. L’Italia, d’altronde, è un Paese di compaesani (come ha osservato il sociologo Paolo Segatti). La “provincia”, il mondo dei piccoli paesi e delle piccole città, d’altronde, è, ancora, fonte di soddisfazione, personale e sociale. Anzitutto, perché offre una rete di relazioni più fitta. Tra coloro che risiedono in comuni con meno di 10 mila abitanti, 7 persone su 10 affermano di avere legami e conoscenze con i vicini di casa. Oltre i 30 mila abitanti, la quota scende a poco più del 50% e negli agglomerati metropolitani, con più di 500 …

"Lavoro, parlamentari Pd Modena “Bene ripresa del confronto coi sindacati” – comunicato stampa 06.10.14

In mattinata si è tenuto a Modena un incontro tra i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Tania Scacchetti, William Ballotta e Luigi Tollari e i parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi, Carlo Galli, Manuela Ghizzoni e Maria Cecilia Guerra sulla riforma del mercato del lavoro. All’invito, partito dai sindacati e rivolto a tutti gli eletti modenesi in Parlamento, hanno risposto solo i parlamentari modenesi del Pd. Ecco la dichiarazione congiunta di Davide Baruffi, Carlo Galli, Manuela Ghizzoni e Maria Cecilia Guerra:   “E’ stato un incontro sicuramente positivo. Noi crediamo che il confronto sia indispensabile sempre, sia a livello territoriale che nazionale. A Modena questo percorso non si è mai interrotto, apprezziamo, quindi, che anche a livello nazionale si riapra la stagione dei confronti con le parti sociali. Domani, a Roma, proprio sul tema della riforma del lavoro, tornano a incontrarsi, infatti, i rappresentanti del Governo e i sindacati nazionali. Purtroppo la crisi persiste e continua a gravare sulle imprese e sulle famiglie italiane. La nostra attenzione deve incentrarsi su come si possa …

"La cultura non è ancora il nostro petrolio, solo il 50% dei laureati in beni culturali trova lavoro ed è anche sottopagato" – Scuola 24 06.10.14

Da sempre sentiamo ripetere che i beni culturali rappresentano il nostro petrolio, un bene prezioso su cui investire, anche perché possediamo il giacimento più ricco nel mondo visto che metà del patrimonio è in Italia. Eppure la conferma di come non si valorizzi per nulla come si dovrebbe questa risorsa arriva dal nuovo focus di AlmaLaurea sui laureati in beni culturali che mostra come il lavoro c’è ma meno di quanto registrato sul complesso dei laureati. Ed è anche poco pagato. La fotografia degli occupati a un anno e a cinque anni dalla laurea  A un anno dal conseguimento del titolo magistrale, il tasso di occupazione dei laureati in beni culturali coinvolge 50 laureati su cento. Tuttavia, di questi solo il 27% ha un lavoro stabile (tempo indeterminato o lavoro autonomo effettivo). La fotografia scattata da AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati nell’ambito dei beni culturali, all’interno del XVI Rapporto sulla Condizione occupazionale, mostra che il dato migliora nel lungo periodo: a cinque anni dalla laurea magistrale sono occupati 72 laureati su cento contro l’87% …

"Il rientro del capitale umano", di Silvia Bencivelli – La Repubblica 06.10.14

A volte ritornano. Riportano al nostro paese l’investimento che la collettività ha riposto in loro. Sono alcuni degli scienziati italiani andati a lavorare all’estero. E che, dopo anni, riescono a trovare l’occasione per rientrare. A volte vengono selezionati da una fondazione capace di finanziarli per qualche anno. Oppure riescono ad avere accesso a fondi ministeriali, con cui pagarsi i primi anni di ricerca. In altre circostanze sono chiamati direttamente da un’università, che in questo modo riesce a scegliere il grande nome della scienza. O da un istituto di ricerca che ha la libertà di selezionare con criteri di efficienza chi lavorerà nei suoi laboratori. Le loro storie raccontano le eccezioni di un paese che non riesce ad arginare il drenaggio dei suoi cervelli verso l’estero. Perché sei neodottorati su cento ci abbandonano dopo aver preso il più alto titolo di studio. Lasciano l’Italia e vanno ad arricchire i laboratori di Inghilterra, Germania, Stati Uniti. Mentre, ed è persino più grave, gli scienziati che dall’estero vengono a lavorare in Italia sono sette volte di meno. La tendenza nel nostro paese è …

"Le città laboratorio per l'Italia che innova", di Alessia Maccaferri – Il Sole 24 Ore 05.10.14

«D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda» narrava il Marco Polo di Italo Calvino ne «Le città invisibili». Gli abitanti, i visitatori, gli amministratori delle città italiane avanzano domande profondamente diverse tra loro. Una domanda però accomuna tutti ed è arcana come le atmosfere di Calvino: qual è la formula per fare della cultura la leva di un’innovazione che crei sviluppo reale per l’Italia? A dare una risposta ci provano le sei città candidate a Capitale europea della Cultura nel 2019. Il 17 ottobre avverrà la designazione della vincitrice (assieme a Plovdiv, città della Bulgaria, altro paese individuato per il titolo). Ma, al di là dell’esito finale, che cosa hanno imparato le città? Cosa porteranno nel futuro, che possa essere preso a modello per altre città o per l’intero Paese? Quale valore portano nel territorio definito da innovazione, cultura e sviluppo? Siena Il cuore della proposta è un circolo virtuoso tra patrimonio ed economia attraverso tecnologie e reti. «L’idea di fondo è quella di …