Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Perchè bisogna difendere il modello del welfare”, di Massimo Giannini

La voglia di dimostrare con la forza della ragione e il rigore dei numeri che ci si può sempre opporre a tutti i conformismi Un saggio di Luciano Gallino illustra le conseguenze economiche di un sistema creato dai più ricchi e che ha elevato la diseguaglianza a ideale di sviluppo. L´unico antidoto è il cuore dell´Europa: lo stato sociale. Nel 1974, quando uscì la prima edizione del Saggio sulle classi sociali, avevo dodici anni. Un ragazzino, in effetti. Ma sei anni dopo, già sufficientemente affamato di politica, trasformai quel libro straordinario di Paolo Sylos Labini nella mia Bibbia. Me lo consigliò il professore di storia e filosofia che mi preparava all´esame di maturità: «Lo devi leggere assolutamente, se vuoi capire qualcosa della società italiana». Aveva ragione. Sono passati quasi trent´anni. Ho perso le tracce di quel professore. E quel grande economista di Sylos Labini purtroppo non c´è più. Ma appena ho finito di leggere l´ultimo libro-intervista di Luciano Gallino (La lotta di classe-Dopo la lotta di classe, scritto insieme a Paola Borgna per Laterza) mi …

"Quei toni non aiutano", di Pietro Spataro

Con le battute di ieri Elsa Fornero dimostra di aver perduto la sobrietà che Monti voleva fosse la cifra del suo governo. Con le offese però non si fanno accordi, semmai si alimentano tensioni. Quelle frasi infelici sono il segno di una difficoltà politica e tradiscono un nervosismo che un ministro dovrebbe saper controllare. La politica è capacità di mediazione e ostinata ricerca delle soluzioni. La sensazione diffusa invece è che siamo finiti in una empasse. Eppure l’accordo con sindacati e imprese è indispensabile. Ed è anche possibile. Senza di esso non solo non ci sarà decisione che tenga,ma il «patto sociale,» che resta l’unica chiave per la ricostruzione, può subire un colpo pesante. Alcuni elementi, per fortuna, dimostrano che la porta non è chiusa. Ma occorrono chiare scelte di merito e di stile che consentano di spalancarla. Se infatti è positivo prevedere una tassazione maggiore per i contratti a termine, tuttavia il piano Fornero presenta fragilità che rischiano di aumentare il disagio sociale. Bisogna sapere che ci sono lavoratori che, senza più la «mobilità …

“Quei toni non aiutano”, di Pietro Spataro

Con le battute di ieri Elsa Fornero dimostra di aver perduto la sobrietà che Monti voleva fosse la cifra del suo governo. Con le offese però non si fanno accordi, semmai si alimentano tensioni. Quelle frasi infelici sono il segno di una difficoltà politica e tradiscono un nervosismo che un ministro dovrebbe saper controllare. La politica è capacità di mediazione e ostinata ricerca delle soluzioni. La sensazione diffusa invece è che siamo finiti in una empasse. Eppure l’accordo con sindacati e imprese è indispensabile. Ed è anche possibile. Senza di esso non solo non ci sarà decisione che tenga,ma il «patto sociale,» che resta l’unica chiave per la ricostruzione, può subire un colpo pesante. Alcuni elementi, per fortuna, dimostrano che la porta non è chiusa. Ma occorrono chiare scelte di merito e di stile che consentano di spalancarla. Se infatti è positivo prevedere una tassazione maggiore per i contratti a termine, tuttavia il piano Fornero presenta fragilità che rischiano di aumentare il disagio sociale. Bisogna sapere che ci sono lavoratori che, senza più la «mobilità …

"E sulle frequenze spunta l'ipotesi dell'asta low-cost", di Luca Landò

Dai regali ai saldi. È questa l`ipotesi che circola da qualche giorno a proposito del rebus frequenze e che potrebbe finire con la più celebre delle arti politiche: il compromesso. La soluzione, stando a voci sempre più insistenti, sarebbe sì la vendita di quel bene pubblico chiamato etere, ma una vendita a prezzi scontati. E, tanto per non sbagliare, una vendita a tutto vantaggio di Mediaset, Rai e probabilmente Ti Media, cioé La7. La svendita, perché di questo si tratta, sarebbe un passo avanti dal punto di vista dei principi, ma un passo indietro per le casse dello Stato. Secondo una nota di Mediobanca, infatti, la messa all`asta di quelle autostrade digitali potrebbe portare 1-1,5 miliardi di euro: quanto porterà la vendita scontata? E soprattutto, perché rinunciare a un`asta pubblica condotta a prezzi di mercato? Il sospetto, per non dire la certezza, sono le forti pressioni esercitate da Mediaset dopo la decisione di sospendere l`assegnazione gratuita delle frequenze. Come è noto, lo scorso 20 gennaio il governo congelò per tre mesi un decreto dell`ex ministro …

“E sulle frequenze spunta l’ipotesi dell’asta low-cost”, di Luca Landò

Dai regali ai saldi. È questa l`ipotesi che circola da qualche giorno a proposito del rebus frequenze e che potrebbe finire con la più celebre delle arti politiche: il compromesso. La soluzione, stando a voci sempre più insistenti, sarebbe sì la vendita di quel bene pubblico chiamato etere, ma una vendita a prezzi scontati. E, tanto per non sbagliare, una vendita a tutto vantaggio di Mediaset, Rai e probabilmente Ti Media, cioé La7. La svendita, perché di questo si tratta, sarebbe un passo avanti dal punto di vista dei principi, ma un passo indietro per le casse dello Stato. Secondo una nota di Mediobanca, infatti, la messa all`asta di quelle autostrade digitali potrebbe portare 1-1,5 miliardi di euro: quanto porterà la vendita scontata? E soprattutto, perché rinunciare a un`asta pubblica condotta a prezzi di mercato? Il sospetto, per non dire la certezza, sono le forti pressioni esercitate da Mediaset dopo la decisione di sospendere l`assegnazione gratuita delle frequenze. Come è noto, lo scorso 20 gennaio il governo congelò per tre mesi un decreto dell`ex ministro …

“E sulle frequenze spunta l’ipotesi dell’asta low-cost”, di Luca Landò

Dai regali ai saldi. È questa l`ipotesi che circola da qualche giorno a proposito del rebus frequenze e che potrebbe finire con la più celebre delle arti politiche: il compromesso. La soluzione, stando a voci sempre più insistenti, sarebbe sì la vendita di quel bene pubblico chiamato etere, ma una vendita a prezzi scontati. E, tanto per non sbagliare, una vendita a tutto vantaggio di Mediaset, Rai e probabilmente Ti Media, cioé La7. La svendita, perché di questo si tratta, sarebbe un passo avanti dal punto di vista dei principi, ma un passo indietro per le casse dello Stato. Secondo una nota di Mediobanca, infatti, la messa all`asta di quelle autostrade digitali potrebbe portare 1-1,5 miliardi di euro: quanto porterà la vendita scontata? E soprattutto, perché rinunciare a un`asta pubblica condotta a prezzi di mercato? Il sospetto, per non dire la certezza, sono le forti pressioni esercitate da Mediaset dopo la decisione di sospendere l`assegnazione gratuita delle frequenze. Come è noto, lo scorso 20 gennaio il governo congelò per tre mesi un decreto dell`ex ministro …

"Asse Bersani-Vendola per il centrosinistra del dopo Monti", di Simone Collini

Insieme a Roma per presentare il libro di Federico Rampini, Bersani e Vendola sembrano ormai d’accordo nell’archiviare la «foto di Vasto» e nell’immaginare il centrosinistra del dopo Monti senza chiusure ai moderati. E se fossero Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola ad archiviare la foto di Vasto? La notizia non è tanto nell’arrivo di una nuova istantanea limitata al leader del Pd e a quello di Sel, che ieri hanno presentato insieme a Roma il libro di Federico Rampini “Alla mia sinistra”. Il fatto è che i due si stanno vedendo riservatamente con una frequenza che non ha precedenti. Argomento degli incontri, compreso quello della scorsa settimana, non tanto le amministrative di maggio ma le prossime politiche e la necessità di lavorare con un’altra intensità alla definizione di un’alleanza di centrosinistra in grado poi di aprire a forze moderate e di centro. Insomma, la famosa coalizione di progressisti e moderati a cui punta Bersani, il quale da Vendola avrebbe ricevuto la disponibilità a stringere i tempi sul confronto programmatico e l’impegno a non porre veti …