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Troppi giochi d´azzardo “Vietiamo gli spot”, di Corrado Zunino

Gioca il giusto, invito della réclame di Sisal, non basta più. Dopo l´invasione nelle ultime due stagioni di slot machine, poker on line e giochi da casinò accessibili a tutti, dopo lo sdoganamento del gioco d´azzardo (nuova frontiera del recupero tasse) da parte dei Monopoli, in Italia si sta diffondendo un sentimento di reazione contro lo Stato biscazziere. Ieri il ministro del “sociale” con delega per le dipendenze, Andrea Riccardi, ha sintetizzato la reazione diffondendo il suo pensiero: «Il fenomeno del gioco d´azzardo sta assumendo in alcuni casi i contorni di una vera e propria dipendenza psicologica», ha detto, «in un momento di difficoltà economica il miraggio di una ricchezza facile e immediata ha mandato in rovina molte persone. Particolarmente esposti sono i giovani, i disoccupati e le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, gli anziani soli». Quindi, il ministro, ha indicato cosa farà: «Ho chiesto ai miei uffici di studiare il problema, piuttosto complesso, e l´obiettivo è di arrivare al divieto di pubblicità, come nel caso delle sigarette o a …

"Lavoro, annullato il tavolo. Fornero: non ci sono risorse", di Massimo Franchi

Il sesto tavolo sulla riforma del lavoro previsto per oggi pomeriggio non si terrà. Ad annullarlo, con un comunicato ufficiale, il ministero del Lavoro. Lo scambio di battute tra Mario Monti ed Elsa Fornero paradossalmente però segna un passo avanti fortissimo per il tavolo della riforma sul lavoro. Il ministro del Welfare ha per la prima volta spiegato espressamente al premier che per riformare ed allargare gli ammortizzatori sociali servono soldi. E non pochi, anche se non li ha quantificati. Proprio per non «tradire» le lunghissime discussioni fatte con le parti sociali, la ministra ha deciso di prendere «qualche giorno di tempo». In questo modo ha chiesto esplicitamente al presidente del Consiglio di trovare le «risorse da destinare a sostenere l’auspicata vera e profonda riforma degli ammortizzatori sociali», come recita il comunicato di via Veneto. Elsa Fornero ha quindi spuntato il fatto che il governo «ritenga che il tema delle risorse» «sia componente essenziale per la definizione del complessivo riordino del mercato del lavoro». Una sostanziale adesione alle posizioni delle parti sociali, sindacati in primis, …

“Lavoro, annullato il tavolo. Fornero: non ci sono risorse”, di Massimo Franchi

Il sesto tavolo sulla riforma del lavoro previsto per oggi pomeriggio non si terrà. Ad annullarlo, con un comunicato ufficiale, il ministero del Lavoro. Lo scambio di battute tra Mario Monti ed Elsa Fornero paradossalmente però segna un passo avanti fortissimo per il tavolo della riforma sul lavoro. Il ministro del Welfare ha per la prima volta spiegato espressamente al premier che per riformare ed allargare gli ammortizzatori sociali servono soldi. E non pochi, anche se non li ha quantificati. Proprio per non «tradire» le lunghissime discussioni fatte con le parti sociali, la ministra ha deciso di prendere «qualche giorno di tempo». In questo modo ha chiesto esplicitamente al presidente del Consiglio di trovare le «risorse da destinare a sostenere l’auspicata vera e profonda riforma degli ammortizzatori sociali», come recita il comunicato di via Veneto. Elsa Fornero ha quindi spuntato il fatto che il governo «ritenga che il tema delle risorse» «sia componente essenziale per la definizione del complessivo riordino del mercato del lavoro». Una sostanziale adesione alle posizioni delle parti sociali, sindacati in primis, …

"Gli insulti e il silenzio del carabiniere", di Adriano Sofri

Meglio lasciar stare Pasolini, era un´altra cosa, un altro tempo. Si chiamano valle tutte e due, Valle Giulia e la Val di Susa: ma la differenza è chiara, no? E poi non l´hanno mai letta la famosa poesia del “Pci ai giovani”, se no non citerebbero sempre quei quattro versi, e sbagliando anche la citazione. Era parecchio lunga, quella poesia, e se la leggessero per intero si stupirebbero di quello che dice. E comunque i manifestanti della Val di Susa non hanno per lo più “facce da figli di papà”, e i poliziotti non sono più soltanto, per fortuna, “figli di poveri”, venuti dalle periferie, “i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa…”. Poliziotti e militanti si assomigliano molto di più adesso, e non so quali siano andati più assomigliando agli altri, né quale conferma ne caverebbe Pasolini. Il giovane militante (dall´accento meridionale, che non è un addebito, si deve poter manifestare in qualsiasi lingua in qualsiasi punto del mondo, gli addebiti riguardano solo i comportamenti) che fronteggia sfotte e insulta …

“Gli insulti e il silenzio del carabiniere”, di Adriano Sofri

Meglio lasciar stare Pasolini, era un´altra cosa, un altro tempo. Si chiamano valle tutte e due, Valle Giulia e la Val di Susa: ma la differenza è chiara, no? E poi non l´hanno mai letta la famosa poesia del “Pci ai giovani”, se no non citerebbero sempre quei quattro versi, e sbagliando anche la citazione. Era parecchio lunga, quella poesia, e se la leggessero per intero si stupirebbero di quello che dice. E comunque i manifestanti della Val di Susa non hanno per lo più “facce da figli di papà”, e i poliziotti non sono più soltanto, per fortuna, “figli di poveri”, venuti dalle periferie, “i tanti fratelli, la casupola tra gli orti con la salvia rossa…”. Poliziotti e militanti si assomigliano molto di più adesso, e non so quali siano andati più assomigliando agli altri, né quale conferma ne caverebbe Pasolini. Il giovane militante (dall´accento meridionale, che non è un addebito, si deve poter manifestare in qualsiasi lingua in qualsiasi punto del mondo, gli addebiti riguardano solo i comportamenti) che fronteggia sfotte e insulta …

“Marchionne pone nuove condizioni per restare in Europa”, di Luigina Venturelli

«Non ci sono stati ancora contatti, ma è possibile che ci siano». Per il momento il responsabile dello Sviluppo economico, Corrado Passera, non si sbilancia e non prende impegni: l’incontro tanto invocato con l’amministratore delegato Fiat non è stato organizzato, e il braccio di ferro tra Sergio Marchionne e il mondo del lavoro italiano continua ad oggi senza arbitri né mediatori. «Non faccio commenti» si è limitato a dire il ministro rispetto all’ipotesi – adombrata solo pochi giorni fa – che il Lingotto, dopo il sito siciliano di Termini Imerese, possa chiudere altre due fabbriche delle cinque in attività in caso d’insufficienti esportazioni verso gli Stati Uniti. UNA LUNGA SERIE D’AVVERTIMENTI Era l’autunno del 2009 quando il manager per la prima volta parlò senza mezzi termini della sovraccapacità produttiva del settore automobilistico in Europa. Ed era sempre la platea dei costruttori Acea di Bruxelles, come ieri, quella scelta per lanciare il primo di una lunga serie di avvertimenti in patria sull’eventualità di un abbandono Fiat dell’Italia perchè poco produttiva, poco competitiva, poco remunerativa. Così, nel …

"Marchionne pone nuove condizioni per restare in Europa", di Luigina Venturelli

«Non ci sono stati ancora contatti, ma è possibile che ci siano». Per il momento il responsabile dello Sviluppo economico, Corrado Passera, non si sbilancia e non prende impegni: l’incontro tanto invocato con l’amministratore delegato Fiat non è stato organizzato, e il braccio di ferro tra Sergio Marchionne e il mondo del lavoro italiano continua ad oggi senza arbitri né mediatori. «Non faccio commenti» si è limitato a dire il ministro rispetto all’ipotesi – adombrata solo pochi giorni fa – che il Lingotto, dopo il sito siciliano di Termini Imerese, possa chiudere altre due fabbriche delle cinque in attività in caso d’insufficienti esportazioni verso gli Stati Uniti. UNA LUNGA SERIE D’AVVERTIMENTI Era l’autunno del 2009 quando il manager per la prima volta parlò senza mezzi termini della sovraccapacità produttiva del settore automobilistico in Europa. Ed era sempre la platea dei costruttori Acea di Bruxelles, come ieri, quella scelta per lanciare il primo di una lunga serie di avvertimenti in patria sull’eventualità di un abbandono Fiat dell’Italia perchè poco produttiva, poco competitiva, poco remunerativa. Così, nel …