Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Se le banche lanciano i bond della morte", di Stefano Rodotà

Nella frenetica ricerca di nuovi “prodotti finanziari”, con i quali continuare ad intossicare il mercato, la riverita Deutsche Bank ha superato ogni limite, facendo diventare la vita stessa delle persone oggetto di speculazione. Il caso si può così riassumere. Si individua negli Stati Uniti un gruppo di cinquecento persone tra i 72 e gli 85 anni, si raccolgono con il loro consenso le informazioni sulle condizioni di salute, e si propone di investire sulla durata delle loro vite. Più rapidi sono i decessi, maggiore è il guadagno dell´investitore, mentre il profitto della banca cresce con la sopravvivenza delle persone appartenenti al campione. Sono così nati quelli che qualcuno ha definito i “bond morte”. Molte sono state le reazioni: la stessa Associazione delle banche tedesche ha detto che «il modello finanziario di questo fondo è contrario alla nostra morale e alla dignità umana». Ma il fatto rimane, segno inquietante di che cosa stiano diventando i nostri tempi. La vita entra senza riserve a far parte del mercato, è puro oggetto di calcolo probabilistico, è consegnata a …

"Il Generale Inverno pesa sul Pil", di Mario Deaglio

Non bastava l’emergenza finanziaria, ora ci si mette anche il Generale Inverno. L’economia italiana, già metaforicamente gelata da una caduta produttiva – sensibilmente superiore a quella degli altri paesi avanzati – è andata, anche da un punto di vista fisico, duramente sotto zero. I Tir che qualche settimana fa rimanevano fermi per l’agitazione degli autotrasportatori sono adesso bloccati dal ghiaccio; le derrate alimentari che prima marcivano sugli autotreni fermi ai posti di blocco, ora non vengono ritirati dagli stessi autotreni bloccati dalla neve. In aggiunta al maltempo, i problemi energetici che ci sono letteralmente cascati addosso negli ultimi dieci giorni, completano il cerchio. Dal momento che l’anno lavorativo delle industrie è di poco più di 200 giorni, ogni giorno di produzione industriale completamente perduta varrebbe all’incirca lo 0,5. L’arresto completo per tre giorni delle industrie per mancanza di combustibile – un’eventualità molto remota, quasi un’ipotesi scolastica, utile comunque a fissare le idee e le dimensioni del problema porterebbe così a una caduta dell’1,5 per cento della produzione industriale dell’intero 2012 introducendo un nuovo stimolo negativo. …

“Il Generale Inverno pesa sul Pil”, di Mario Deaglio

Non bastava l’emergenza finanziaria, ora ci si mette anche il Generale Inverno. L’economia italiana, già metaforicamente gelata da una caduta produttiva – sensibilmente superiore a quella degli altri paesi avanzati – è andata, anche da un punto di vista fisico, duramente sotto zero. I Tir che qualche settimana fa rimanevano fermi per l’agitazione degli autotrasportatori sono adesso bloccati dal ghiaccio; le derrate alimentari che prima marcivano sugli autotreni fermi ai posti di blocco, ora non vengono ritirati dagli stessi autotreni bloccati dalla neve. In aggiunta al maltempo, i problemi energetici che ci sono letteralmente cascati addosso negli ultimi dieci giorni, completano il cerchio. Dal momento che l’anno lavorativo delle industrie è di poco più di 200 giorni, ogni giorno di produzione industriale completamente perduta varrebbe all’incirca lo 0,5. L’arresto completo per tre giorni delle industrie per mancanza di combustibile – un’eventualità molto remota, quasi un’ipotesi scolastica, utile comunque a fissare le idee e le dimensioni del problema porterebbe così a una caduta dell’1,5 per cento della produzione industriale dell’intero 2012 introducendo un nuovo stimolo negativo. …

"La fuga dei giovani", di Pietro Greco

Vogliono il posto fisso, magari vicino a mamma e papà». La frase di Annamaria Cancellieri, ministra dell’Interno, è infelice: come lei stessa ha ammesso. Ma l’idea che i giovani italiani siano dei bamboccioni che si aggrappano fin che possono alle gonnelle della mamma è un pensiero così diffuso da assurgere ad autentico luogo comune. Un modo di dire e di pensare che non risparmia neppure i “ministri tecnici”: ricordate Tommaso Padoa- Schioppa? Ironia della sorte,mai come negli ultimi 15 anni gli italiani – in particolare i giovani, in particolare i giovani meridionali laureati – hanno lasciato le gonnelle della mamma e si sono mossi in massa. In questi tre lustri abbiamo, e non ce ne siamo accorti, il più grande fenomeno di migrazione, qualificata e non, nella storia del nostro Paese, che pure è una storia di migranti. Tra il 1997 e il 2009, calcola per esempio lo Svimez, circa 800mila persone hanno lasciato definitivamente il Mezzogiorno d’Italia per cercare lavoro e prendere la residenza altrove. Non abbiamo dati definitivi,ma è probabile che negli ultimi …

“La fuga dei giovani”, di Pietro Greco

Vogliono il posto fisso, magari vicino a mamma e papà». La frase di Annamaria Cancellieri, ministra dell’Interno, è infelice: come lei stessa ha ammesso. Ma l’idea che i giovani italiani siano dei bamboccioni che si aggrappano fin che possono alle gonnelle della mamma è un pensiero così diffuso da assurgere ad autentico luogo comune. Un modo di dire e di pensare che non risparmia neppure i “ministri tecnici”: ricordate Tommaso Padoa- Schioppa? Ironia della sorte,mai come negli ultimi 15 anni gli italiani – in particolare i giovani, in particolare i giovani meridionali laureati – hanno lasciato le gonnelle della mamma e si sono mossi in massa. In questi tre lustri abbiamo, e non ce ne siamo accorti, il più grande fenomeno di migrazione, qualificata e non, nella storia del nostro Paese, che pure è una storia di migranti. Tra il 1997 e il 2009, calcola per esempio lo Svimez, circa 800mila persone hanno lasciato definitivamente il Mezzogiorno d’Italia per cercare lavoro e prendere la residenza altrove. Non abbiamo dati definitivi,ma è probabile che negli ultimi …

"Gli stereotipi dei tecnici", di Miguel Gotor

Ancora un inciampo comunicativo, l’ennesimo, da parte del governo sul tema del lavoro. Questa volta è toccato al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri sentenziare che i giovani italiani pretenderebbero il posto fisso per continuare a stare «accanto a mammà». Sorprende l’uso di stereotipi ormai consunti che sembrano staccati da un album di fotografie ingiallite in cui si racconta un’Italia che non esiste più da almeno trent’anni: quella col posto fisso che il padre trasmetteva al figlio al momento del pensionamento come un’eredità di famiglia e dove, per sentirsi «moderni», bastava prendersela con i «figli mammoni», sempre quelli degli altri, naturalmente, e intanto iscrivere i propri a «informatica» o a «ingegneria» così troveranno di sicuro un buon lavoro… Del resto, già a metà degli anni Ottanta si rideva guardando su Drive in le avventure di uno studente calabrese fuori corso «salito» a Milano per laurearsi alla «Bbbocconi!». È possibile che siamo ancora tutti fermi lì, come tanti fossili ideologici con i nostri tic e battute? Eppure questo gusto per la caricatura vintage denuncia un distacco dalla …

“Gli stereotipi dei tecnici”, di Miguel Gotor

Ancora un inciampo comunicativo, l’ennesimo, da parte del governo sul tema del lavoro. Questa volta è toccato al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri sentenziare che i giovani italiani pretenderebbero il posto fisso per continuare a stare «accanto a mammà». Sorprende l’uso di stereotipi ormai consunti che sembrano staccati da un album di fotografie ingiallite in cui si racconta un’Italia che non esiste più da almeno trent’anni: quella col posto fisso che il padre trasmetteva al figlio al momento del pensionamento come un’eredità di famiglia e dove, per sentirsi «moderni», bastava prendersela con i «figli mammoni», sempre quelli degli altri, naturalmente, e intanto iscrivere i propri a «informatica» o a «ingegneria» così troveranno di sicuro un buon lavoro… Del resto, già a metà degli anni Ottanta si rideva guardando su Drive in le avventure di uno studente calabrese fuori corso «salito» a Milano per laurearsi alla «Bbbocconi!». È possibile che siamo ancora tutti fermi lì, come tanti fossili ideologici con i nostri tic e battute? Eppure questo gusto per la caricatura vintage denuncia un distacco dalla …