"Il governo batta un colpo", di Vittorio Emiliani
Il presidente Monti non può non dare corso, al più presto, all’iniziativa sulla “governabilità” della Rai prima della scadenza dell’attuale consiglio di amministrazione annunciata su Raitre e l’altro ieri a Bruxelles, in sede europea. Come richiede la lettera di denuncia scritta dal presidente dell’azienda di Stato, Paolo Garimberti. E come sollecitano le chiare dimissioni del consigliere Nino Rizzo Nervo. Non era mai successo che la Rai, cioè la più grande azienda di informazione, intrattenimento e cultura del Paese, venisse asservita da una ex maggioranza di governo, divisa su tutto, ridiventata autosufficiente e funzionante soltanto in Viale Mazzini 14. Non era mai successo che, con un chiaro atto di rottura, il direttore generale portasse in consiglio, contro il parere del presidente, le nomine strategiche del direttore del Tg1 attribuito ad un giornalista già pensionato (e quindi non suscettibile di rinomina) portato dal Pdl, e del direttore della testata TgR ad un giornalista voluto dalla Lega Nord, in funzione delle prossime amministrative, delle elezioni del 2013 o di un possibile voto politico anticipato. Non erano mai successe …
