"Il sotterraneo mercato delle indulgenze", di Giovanni Bianconi
È andata com’era prevedibile andasse dopo l’indicazione del capo leghista Umberto Bossi, che pare aver ricompattato — a parte la fronda maroniana e qualche smagliatura nei rispettivi schieramenti — l’ex maggioranza che sosteneva il governo Berlusconi. Con una decisione presa più al mercato della politica che valutando la singola vicenda giudiziaria di un deputato inquisito per camorra; ciò che era immaginabile alla vigilia, l’ha dimostrato il dibattito parlamentare che ha accompagnato il voto. Chi ha detto no all’arresto dell’onorevole Cosentino, magari dopo aver detto sì in Giunta, poteva almeno provare a dimostrare che c’era un po’ di fumus persecutionis nella seconda richiesta dei magistrati. Non limitarsi a dirlo come fosse, quello sì, un «teorema», magari citando più o meno a sproposito le poco comparabili vicende di Strauss-Kahn o di Enzo Tortora. Il quale, peraltro, fu eletto al Parlamento europeo nelle liste radicali dopo essere finito ingiustamente in carcere, non prima, e si dimise dalla carica pur di affrontare i suoi giudici al pari di un cittadino qualunque; ogni paragone con la vicenda Cosentino, per rispetto …
